Incentivi per l'efficienza energetica in ambito residenziale, la guida rapida

15 Aprile 2022 | Incentivi

Quanto è possibile migliorare il comfort domestico con gli interventi di efficienza energetica? Quali risparmi assicurano in bolletta? In che modo vengono incentivati gli interventi di efficienza energetica? Scopri la guida a tutti gli incentivi per l’efficienza energetica in ambito domestico.

La maggior parte degli italiani vive in case mal climatizzate, con scarsi livelli di isolamento termico, e con impianti eccessivamente energivori, incapaci, peraltro, di fornire il comfort necessario.

Ma gli effetti di questo stato di inefficienza si avvertono anche su un altro piano, quello economico.

Soprattutto a seguito dell’ennesima stangata in bolletta, sempre più persone stanno valutando gli interventi di efficienza energetica per la propria abitazione per trasformare, così, gli sprechi in risparmi.

Come forse saprai, visti i recenti potenziamenti dei bonus fiscali, questo momento potrebbe essere particolarmente vantaggioso per investire nell’efficienza energetica. Paradossalmente, però, gli incentivi sono talmente tanti e in molti casi, così simili, da creare molta confusione in merito.

Anche tu vorresti approfittare degli incentivi ma hai le idee troppe confuse?

Allora sei nel posto giusto. In questa guida rapida spiegheremo, con parole chiare, tutte le principali forme d’incentivazione per gli interventi di efficienza energetica e come fare per accedervi.

In questo modo potrai davvero fare chiarezza sull’intero meccanismo e chissà, magari scoprire che l’incentivo di cui ignoravi l’esistenza prima di leggere questo articolo, è proprio quello che fa proprio al caso tuo.

Se la premessa ti sembra interessante, mettiti comodo e continua la lettura di questo articolo fino alla fine!

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Quanto sono energeticamente efficienti le case italiane?

Il parco edilizio italiano è formato da quasi 12,5 milioni di edifici, di cui 9,1 milioni, pari al 73% del totale sono antecedenti al 1980, quindi, con più di 40 anni di età. Sono invece 7,2 milioni, pari al 51% del totale, gli edifici con più di 50 anni di età.

Insomma, disponiamo di un patrimonio edilizio datato, che brucia più energia di quella necessaria senza soddisfare le odierne esigenze, tanto meno le attuali normative abitative.

Questa condizione, oltre limitare le persone che vivono questi ambienti, frena l’Italia stessa.

Occorre infatti sapere il 40% del consumo energetico totale del nostro Paese proviene proprio dal nostro parco edilizio. Considerato che 3 edifici su 4 sono inefficienti (fonte ENEA) è facilmente deducibile l’entità dello spreco.

Il mercato delle nuove costruzioni contribuisce in minima parte ad alzare il livello di efficienza energetica medio. Dalla crisi del 2008 ha subito una forte battuta d‘arresto, siamo passati dalle 200,000 nuove costruzioni annue degli anni ’60 ai 30.000 dal 2011 al 2019 (fonte Servizi Studi e CRESME).

Anche per questo stanno andando sempre più a consolidarsi gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, e in particolare, quelli di efficienza energetica.

Quanta energia è possibile risparmiare?

Prendiamo come esempio un immobile di 100 mq in classe energetica F.

I consumi variano sempre in relazione all’ubicazione territoriale dell’edificio, alla tipologia di immobile (se trattasi di una villetta oppure di un appartamento in condominio) e alle abitudini di chi vive gli ambienti.

Ipotizziamo che l’immobile, abitato da una famiglia media di 4 persone, sia dotato di un impianto a metano per riscaldare i propri ambienti e che comporti una spesa di circa 2.000 euro/an.

Tenuto conto che il prezzo di 1 mq di metano è di 1 €, 2.000 euro di spesa equivalgono a 2.000 mq di metano, i quali a loro volta equivalgono a circa 20.000 kWh termici. Sai quanti barili di petrolio occorrono per generare 20.000 kWh? Circa 14.

Questo consumo è veramente alto se paragonato ad un immobile in alta classe energetica.

Intervenendo con un buon cappotto termico congiuntamente all’installazione di un impianto di climatizzazione invernale e/o estiva ad alta efficienza energetica è possibile ottenere fino al 70-80% di risparmio energetico.

Quindi l’immobile in questione potrebbe passare da un consumo di 20.000 kWh termici a massimo 8.000 kWh, con tutti i benefici che ne comporta: maggiore comfort, sostanzioso risparmio in bolletta, riduzione di consumo di fonti fossili e meno emissioni inquinanti nell’ambiente.

Interventi di efficienza energetica, quali eseguire e come

Quando s’intende efficientare energeticamente la propria abitazione il primo aspetto da valutare è l’isolamento termico dell’involucro edilizio, quindi la realizzazione del famoso “cappotto”.

Questo primo, e fondamentale, intervento è in grado di ridurre le dispersioni del 40-50%.

Altro passo importante, mirato anch’esso a contenere le dispersioni termiche, è la sostituzione degli infissi, spesso portatori di spifferi, che oltre a rendere gli ambienti meno confortevoli, comportano ulteriori sprechi energetici.

Questo miglioramento, oltre a conferire maggiori comfort e un concreto abbattimento dei rumori esterni, può assicurare circa +10% di risparmio in bolletta.

Una volta efficientati questi aspetti possiamo passare ala valutazione del nuovo sistema di climatizzazione invernale e/o estivo.

La tradizionale caldaia può essere sostituita con una a condensazione, oppure con un impianto a biomassa, oppure ancora con un impianto a pompa di calore con il quale soddisfare sia la climatizzazione invernale che estiva, o ibrido a pompa di calore, magari abbinato ad un impianto fotovoltaico e al pavimento radiante.

Sempre per quanto concerne l’impianto di climatizzazione, è buona norma dotare il proprio impianto di una centralina di regolazione della temperatura che eviti inutili picchi di potenza e che permetta di programmare i consumi in base alle proprie abitudini, quindi installare sistemi di termoregolazione evoluti così da impostare la temperatura media che desideriamo per i nostri ambienti.

Le potenzialità variano da caso a caso, in base alla collocazione geografica dell’edificio, all’epoca di costruzione dell’edificio, alla tipologia costruttiva e agli impianti installati.

Generalmente possiamo affermare che l’installazione di una caldaia a condensazione in classe energetica A può apportare circa il 30% di risparmio, gli impianti a pompa di calore abbinati al fotovoltaico, invece, permettono di risparmiare, mediamente, circa il 70% rispetto alla caldaia tradizionale.

Per quanto riguarda la produzione di energia da fonti rinnovabili, l’impianto fotovoltaico, con annesse batterie di accumulo, permette di soddisfare la quasi totalità del fabbisogno energetico necessario. Per la produzione di acqua calda sanitaria e/o ad integrazione dell’impianto di climatizzazione invernale è possibile optare per l’impianto solare termico.

Infine, l’illuminazione. La tecnologia LED per irradiare la stessa luce delle lampade tradizionali consuma mediamente il 70% in meno.

I principali incentivi dedicati agli interventi di efficienza energetica

Come descritto nel paragrafo precedente, gli interventi di efficienza energetica promettono alte prestazioni e, contestualmente, notevoli risultati di risparmio, ma allora cosa ne ostacola la concreta diffusione?

L’investimento iniziale.

Infatti, il contribuente deve valutare l’opportunità in relazione ai costi di realizzazione degli interventi proposti e al tempo di ritorno dell’investimento, ma molto spesso chi propone i lavori manca di informare il contribuente circa gli incentivi dedicati.

Eppure, i contributi disposti sono molti ed estremamente vantaggiosi, scopriamoli insieme.

L’Ecobonus, di cui puoi approfondire tutti gli aspetti all’interno della guida completa, è il contributo fiscale dedicato agli interventi di efficienza energetica e si presenta nella misura del 50% e 65%.

Vengono incentivati con l’aliquota del 50% gli interventi riguardanti le schermature e infissi, ma anche l’installazione di caldaie a biomassa e a condensazione in classe energetica A.

Invece, rientrano nella misura del 65% l’installazione della caldaia a condensazione in classe A+ con sistema di sistema di termoregolazione evoluto, generatori di aria calda a condensazione, pompe di calore (pdc), scaldacqua a pompa di calore (pcd), coibentazione involucro, collettori solari, generatori ibridi, sistemi di biulding automation e microgeneratori.

Per quanto concerne i condomini, sono disposte ulteriori aliquote:

  • 70% per l’isolamento termico del più del 25% su parti comuni dell’edificio;
  • 75% per l’isolamento termico del più del 25% su parti comuni dell’edificio e interventi che conseguono al raggiungimento della qualità media come previsto dalla tabella tabelle 3 e 4 dell’allegato1 al DM 26/06/2015.

Chi può usufruire dell’Ecobonus? Tutti i cittadini che possiedono un diritto reale sull’immobile e assoggettati all’imposta sul reddito sulle persone fisiche (IRPEF).

Come viene erogato l’incentivo? In tre modalità, a celta del contribuente:

Per accedere all’incentivo devono essere rispettati precisi requisiti tecnici e i limiti si spesa previsti dalla normativa.

A chi affidare la pratica dell’Ecobonus? Anche in questo caso ci sono più alternative.

Se deciderai di realizzare i lavori coinvolgendo più figure professionali (progettista, impresa edile, tecnici abilitati per asseverazione, visto di conformità e così via), dovrai incaricare il commercialista per la gestione della pratica di Ecobonus; scegliendo il general contractor, invece, questo avrà anche il pieno controllo delle spese e delle verifiche necessarie per accedere all’incentivo.

Per quanto concerne il Superbonus 110%, disciplinato all’interno dell’art. 119 D.L. n. 34/2020, incentiva le spese documentate e rimaste a carico del contribuente, sostenute dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021, per gli interventi di efficienza energetica e di adeguamento sismico.

Questo bonus edilizio suddivide gli interventi in due categorie: trainanti e tranati.

I primi riguardano la realizzazione dell’isolamento termico e la sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale (e/o estivo) centralizzato.

La realizzazione di uno di questi interventi sblocca la stessa aliquota del 110% agli interventi facenti parte la seconda categoria, ovvero:

  • impianti fotovoltaici e pannelli solari;
  • sistemi di accumulo integrati per gli impianti fotovoltaici;
  • colonnine di ricarica per i veicoli elettrici negli edifici;
  • altri interventi di efficientamento energetico previsti dall’art. 14 del DL 63/2013 come l’efficientamento degli infissi e l’installazione di schermature solari.

Per beneficiare del Superbonus 110%, gli interventi di efficienza energetica devono garantire il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’immobile.

Anche in questo devono essere rispettati i requisiti tecnici e i limiti di spesa.

Per l’accesso al Superbonus 110%, esattamente come per l’Ecobonus, il contribuente può scegliere se coinvolgere il commercialista oppure procedere tramite il general contractor.

Infine, il Conto Termico 2.0.

Si tratta dell’incentivo introdotto con il D.M. 28/12/2012 al fine di incrementare l’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.

Il contributo disposto copre fino il 65% dei costi e le modalità in cui è possibile ottenerlo sono molto vantaggiose: Il limite massimo per l’erogazione degli incentivi in un’unica rata è di 5.000 euro (diversamente vengono spalmati su più rate) e i tempi di pagamento sono all’incirca di 2 mesi, semplicemente tramite bonifico.

L’incentivo promuove la sostituzione del vecchio impianto di climatizzazione invernale con uno dei seguenti impianti:

Inoltre, viene incentivato anche la sostituzione o nuova installazione dell’impianto solare termico.

La richiesta d’incentivo deve essere presentata entro 60 gg dalla fine dei lavori sul portale dedicato. Il soggetto responsabile, ovvero colui che presenta la richiesta di accesso al Conto Termico 2.0, può essere il privato stesso oppure una Energy Service Company (ESCo).

Vista la copiosa documentazione da produrre e la complessità della procedura necessaria (che puoi approfondire leggendo questo articolo Conto Termico: esempio di pratica e modulistica), ti consigliamo di rivolgerti ad esperti del settore, quindi ad ESCo.

Arrivato a questo punto dovrebbe esserti un po’ più chiaro l’intero meccanismo d’incentivazione per gli interventi di efficienza energetica in ambito residenziale, per cui se vuoi passare dalla teoria alla pratica e pensi che RiESCo possa fare al caso tuo, noi ci siamo!

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