Conto Termico: esempio di pratica e modulistica

8 Novembre 2021 | Incentivi

Dopo aver valutato attentamente l’intervento di efficienza energetica più efficace per il tuo caso specifico hai iniziato a ricercare l’incentivo più conveniente, così sei hai scoperto il Conto Termico 2.0.

Questo incentivo sostiene gli interventi mirati all’incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili per impianti di piccole dimensioni ed è particolarmente conveniente perché ripaga fino il 65% delle spese sostenute, tramite un semplice bonifico.

Adesso ti resta da capire se incaricare un tecnico abilitato per la richiesta dell’incentivo, sostenendo quindi un ulteriore costo, oppure procedere tu stesso in qualità di soggetto responsabile.

Il web è pieno di informazioni in merito agli interventi incentivati dal Conto Termico 2.0 così come dei requisiti necessari per accedere all’incentivo, ma è difficile farsi un’idea chiara di come è realmente strutturata la pratica.

Quali informazioni vengono richieste? Occorrono delle competenze particolari? Quanto è complesso redigere la richiesta d’incentivo?

Per questo ho pensato di scrivere questo articolo: per fornire a chi come te vive queste perplessità, una guida che spiega passo dopo passo, come funziona concretamente la richiesta di incentivo per il Conto Termico 2.0.

In questo modo potrei valutare davvero la complessità, o meno, della procedura, quindi decidere in piana tranquillità se affidare l’onere ad un professionista oppure tu stesso in piena autonomia. Per acquisire tutte le informazioni necessarie continua la lettura di questo articolo fino alla fine.

Conto Termico 2.0, cos’è e chi può beneficiarne

Il Conto Termico è stato introdotto con il D.M. 28/12/2012 con la finalità di incentivare gli interventi per l’incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili per impianti di piccole dimensioni.

Inizialmente, conteneva alcune criticità che ne limitavano l’applicazione, per questo in seguito fu disposto il Decreto Interministeriale 16 febbraio 2016, che ha portato alla nascita del Conto Termico così come lo conosciamo ora, ovvero nella versione 2.0.

Il Conto Termico 2.0 si rivolge alle Pubbliche amministrazioni, ma anche privati e aziende. I fondi stanziati sono così disposti: 900 milioni di euro annui, di cui 200 destinati alle Pubbliche amministrazioni.

Vincoli del Conto Termico 2.0

Il Conto Termico 2.0 prevede, essenzialmente, un unico vincolo: gli interventi incentivati devono riguardare la sola sostituzione di un impianto esistente.

Vi sono inoltre delle disparità di aliquote incentivate a seconda del tipo d’intervento, a seconda se trattasi di Pubbliche amministrazione oppure di aziende e privati.

Infatti, il Conto Termico 2.0 per le Pubbliche amministrazioni incentiva:

  • Diagnosi energetica per determinare gli interventi di efficientamento (fino al 100%);
  • il miglioramento dell’isolamento termico dell’involucro edilizio (fino al 40%);
  • la sostituzione di infissi e pannelli vetrati con altri a minor dispersione termica e introduzione di schermature (fino al 40%);
  • la sostituzione dei sistemi per l’illuminazione con sistemi più efficienti (fino al 40%);
  • la sostituzione dei sistemi per la climatizzazione con tecnologie ad alta efficienza (fino al 65%);
  • la produzione di energia termica da fonti rinnovabili (fino al 65%);
  • l’introduzione di sistemi avanzati di controllo e gestione dell’illuminazione e della ventilazione (fino al 40%);
  • la trasformazione di edifici esistenti in edifici a energia quasi zero-nZEB (65% dei costi, comprensivi quelli di demolizione ed adeguamento sismico).

Inoltre, alle “PA (escluse le cooperative di abitanti e quelle sociali) è consentito il cumulo degli incentivi con incentivi in conto capitale, anche statali, nei limiti di un finanziamento complessivo massimo del 100% delle spese ammissibili” (fonte gse.it).

La richiesta di accesso all’incentivo può avvenire tramite Accesso Diretto oppure tramite Prenotazione. Nel primo caso le richieste devono pervenire entro 60 gg dalla fine dei lavori ed previsto in iter semplificato per gli impianti di piccola taglia con caratteristiche garantite e contenute nel Catalogo del GSE S.p.A.

Per la prenotazione invece, le Pubbliche Amministrazioni possono presentare domanda al GSE S.p.A. solo per gli interventi ancora da realizzare per conto proprio o tramite ESCo che opera per conto loro.

Mentre per privati e aziende il Conto Termico 2.0 incentiva, nella misura del 65%, la sostituzione del vecchio impianto di climatizzazione con:

  • impianto a pompa di calore;
  • caldaia e stufa a biomassa;
  • solare termico;
  • Impianto ibrido a pompa di calore.

Benefici del Conto Termico 2.0

In linea generale possiamo affermare che il Conto Termico 2.0 è particolarmente vantaggioso rispetto alle altre forme di agevolazione fiscale perché permette di recuperare gran parte dell’investimento e in tempi rapidi: il limite massimo in un’unica rata è di 5.000 € e i tempi di pagamento sono all’incirca di 2 mesi, mentre con importi maggiori, viene erogato in rate costanti annuali per un periodo che va dai 2 ai 5 anni.

In particolare, per le Pubbliche amministrazioni rappresenta un incredibile opportunità per reperire le risorse economiche utili a sostenere interventi utili alla cittadinanza, altrimenti insostenibili.

Per i privati e per le aziende, può rappresentare invece un sostanzioso aiuto per l’acquisto di impianti efficienti che garantiscono maggiori prestazioni e immediati risparmi in bolletta, da destinare alla crescita della propria attività o ai propri interessi.

Modulistica necessaria

Prima di procedere alla richiesta d’incentivo per il Conto Termico, occorre per prima cosa raccogliere una voluminosa documentazione. Ovvero:

  • dichiarazione della dimensione dell’impresa come da normativa;
  • dichiarazione del fine lavori redatta o dal soggetto responsabile (scaricabile a questo link alla voce Modello 6) o da un tecnico abilitato;
  • schede tecniche degli strumenti installati;
  • certificazione del produttore degli elementi impiegati;
  • fatture e bonifici delle spese sostenute come stabilito dalle regole applicative del Conto Termico 2.0 e consultabili attraverso questo link);
  • documentazione fotografica attestante l’intervento sostenuto come stabilito dalle regole applicative del Conto Termico 2.0;

Esempio di pratica

Con questi documenti alla mano il soggetto responsabile può procedere alla presentazione della richiesta per accedere al Conto Termico 2.0.

Il primo step è registrarsi nell’area clienti del gse.it dove viene chiesto di indicare la tipologia di utente: Pubblica amministrazione, azienda, privato, grande distribuzione o altra tipologia.

Quindi l’utente potrà accedere all’area dedicata alla richiesta di servizi erogati dal Gestore dei Servizi Energetici-GSE SpA: Certificati Bianchi, Conto Termico ecc.

Per richiedere il servizio di Conto Termico 2.0 occorre selezionare la casella FER-TER Conto Termico.

A questo punto si aprirà una nuova finestra che indirizzerà l’utente al portale dedicato a Conto Termico.

In questa schermata appariranno in alto di dati dell’account, quindi l’Utente e la Società.

Quindi, cliccando su “nuova richiesta” si avvierà la procedura vera e propria.

Si apriranno cinque schede, la prima richiederà i dati utili all’identificazione del Soggetto. Ad esempio, in caso di azienda il portale vorrà sapere se trattasi di impresa, piccola, media o grande.

Inseriti tutti i campi, si potrà passare alla seconda scheda, ovvero quella in cui andranno inseriti i dati dell’immobile.

In questa fase l’immobile verrà censito per il GSE SpA.

Attenzione: una volta inseriti tutti i dati occorre sempre cliccare sul pulsante “localizza immobile” altrimenti l’operazione resta bloccata.

Quindi sarà possibile passare alla scheda relativa all’intervento dove chiederà di selezionare la voce Accesso diretto.

A questo punto si aprirà un form in cui verrà chiesto di indicare il tipo d’intervento realizzato e la data di fine lavori.

Inseriti questi valori sarà possibile cliccare sul bottone Verifica.

In questa fase il portale analizza l’idoneità della richiesta secondo due parametri: se sono trascorsi 60 gg dalla data del fine lavori e se i fondi del Conto Termico 2.0 sono ancora disponibili.

In caso di esito positivo verrà generata una nuova finestra con riportato il codice identificativo per la richiesta.

Sarà necessario, dunque, compilare anche le successive schede che riguarderanno le caratteristiche dell’impianto ante e quelle dell’impianto post.

Successivamente verranno richiesti i dati per la rendicontazione dei costi: dati fatture, modalità di pagamento e la specifica indicazione relativa all’IVA (se per il soggetto responsabile rappresenta un costo oppure no).

Quindi verrà chiesto di allegare tutta la documentazione di cui al paragrafo precedente.

Infine, la scheda dei dati generali.

In questo è possibile indicare variazioni di intestazione nel caso in cui il soggetto respirabile era già registrato ma sotto altro nome. Ad esempio, se l’azienda già registrata sul portale cambia il rappresentante legale.

Allo stesso modo è possibile inserire i dati bancari per accreditare sul proprio conto l’incentivo oppure cederlo a terzi.

Alla fine di questo processo, apparirà l’anteprima dell’incentivo.

S e questa rispecchia l’aspettativa del soggetto responsabile basterà a quest’ultimo cliccare su conferma.

Attenzione: confermando, la pratica viene blindata e per questo sarà impossibile apportare eventuali modifiche.

A questo punto il contratto d’incentivo sarà finalmente scaricabile e disponibile per l’invio definitivo dell’istanza.

Entro 60 gg il Gse SpA sarà tenuto a fornire l’esito della pratica che potrà essere positivo /richiesta d’integrazione (qualora manchino dei documenti)/negativo.

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Le pratiche necessarie per accedere al Conto Termico 2.0 sono dunque piuttosto complesse, sia per la mole di documenti che occorre reperire sia per la rigidità del meccanismo che potrebbe decretare un esito positivo come negativo della richiesta.

Nel caso peggiore, quindi, l’imprenditore potrebbe vivere la spiacevole situazione di procedere con l’efficientamento dei suoi impianti senza poter recuperare velocemente buona parte dell’investimento come invece sperava.

Questa è una delle principali ragioni che rende il Conto Termico 2.0 ancora così poco sfruttato.

Nonostante ciò, rappresenta l’opportunità più vantaggiosa per le aziende che intendono investire nell’efficienza energetica, soprattutto se supportate da un ESCo.

Per questo RiESCo aiuta le imprese a valutare gli interventi di efficienza energetica più efficaci per il caso specifico, sfruttando gli incentivi più convenienti, come il Conto Termico.

L‘offerta di RiESCo, in particolare, si differenzia da altre presenti sul mercato perché garantiamo e scontiamo subito in fattura il valore dell’incentivo, sollevando l’imprenditore da qualsiasi onere o preoccupazione.

Per quest’ultimo quindi nessun rischio di rigetto della pratica, nessuna dilazione dell’incasso, nessun periodo di attesa.

Se pensi che questa formula possa fare al caso tuo noi ci siamo!

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