Solare Termico, tutto quello che c’è da sapere

2 Marzo 2018 | Efficienza Energetica

Guida rapida al solare termico: come funziona, quali tipologie d’impianto esistono, quali incentivi sono previsti e a chi affidarsi.

Hai deciso di abbandonare i tradizionali impianti che si servono del gas per scaldare gli ambienti e l’acqua sanitaria?

Sempre più persone intraprendono la tua stessa strada. D’altronde perché continuare a pagare in bolletta tutti quei rincari, aggravati dalle varie imposte, oneri di sistema ecc.?

Soprattutto perché adesso, a differenza di qualche anno fa, la tecnologia ha fatto passi da gigante e ci fornisce tutti gli strumenti per ottenere di più consumando meno energia.

Probabilmente hai già individuato la soluzione migliore per riscaldare gli ambienti, scegliendo un impianto ad alta efficienza energetica come ad esempio la pompa di calore, mentre per la cucina hai optato per il piano cottura ad induzione, ma per l’acqua calda sanitaria cosa puoi fare?

Puoi installare l’impianto solare termico.

Questo impianto permettere di azzerare, o quasi, i costi per l’acqua calda sanitaria, senza impattare sull’ambiente (a differenza dei sistemi tradizionali).

Inoltre, come tutti gli impianti ad alta efficienza energetica, conferiscono maggior valore alla casa, rendendola così più appetibile sul mercato.

Dunque, se vuoi saperne di più sull’impianto solare termico ti consiglio di leggere questo articolo fino alla fine, così da acquisire maggiore consapevolezza prima di procedere all’acquisto.

Vedremo quali sono le principali tipologie di impianto, quali caratteristiche deve avere il tuo immobile per garantirti maggiori prestazioni, quali sono gli incentivi previsti e in che modo possono agevolare il tuo acquisto, quindi vedremo a chi puoi affidarti per avere garantite le condizioni più convenienti.

Buona lettura!

Solare termico, come funziona?

Il solare termico è un impianto che permette di produrre acqua calda da una fonte di energia pulita e rinnovabile -il sole- eliminando le emissioni di CO2 e abbassando notevolmente i costi.

Il funzionamento è piuttosto semplice: i pannelli solari catturano il calore irradiato dal sole, riscaldano il fluido termovettore (acqua unita ad antigelo) che trasporta, tramite la circolazione naturale o forzata, il calore nel serbatoio di accumulo attraverso la serpentina.

Le destinazioni d’uso possono essere due: per l’acqua calda sanitaria (risparmiando ben il 60-80% del costo annuo) e per affiancare il riscaldamento (attraverso un sistema combinato boiler a doppia serpentina).

Solare Termico e fotovoltaico, sono la stessa cosa?

Nel paragrafo precedente, abbiamo usato il termine “pannello solare” per citare, in parole diverse, l’impianto solare termico. Questa terminologia, spesso, porta a confondere questo impianto il fotovoltaico anche se, chiaramente, si tratta di soluzioni tecnologiche diverse per usi e impieghi.

Le differenze tra l’impianto solare termico e l’impianto fotovoltaico, sono riassumibili per materiale, tipo di installazione e utilizzo:

  • Materiale: i pannelli fotovoltaici sono realizzati in silicio e formati da celle al cui interno avviene la conversione da radiazione solare a energia elettrica, i pannelli solari termici invece sfruttano un raccoglitore per scaldare l’acqua;
  • Installazione: installare un impianto solare termico è più semplice rispetto al fotovoltaico, poiché nel caso dell’uso domestico, per scaldare l’acqua sanitaria spesso è sufficiente l’installazione di un solo pannello solare termico;
  • Utilizzo: i pannelli solari termici sfruttano il calore delle radiazioni solari o per il riscaldamento o per l’acqua sanitaria, mentre i pannelli fotovoltaici si nutrono delle radiazioni solari per produrre energia elettrica per alimentare gli apparecchi domestici.

Tipologie di Solare Termico

Dunque, approfondiamo l’impianto solare termico. Gli impianti si possono suddividere in tre tipologie, ciascuna con i suo pro e contro:

  • Circolazione naturale;
  • Circolazione forzata;
  • Svuotamento.

Gli impianti a circolazione naturale prevedono un bollitore posizionato sopra i pannelli, ed il funzionamento è piuttosto semplice: i collettori -ovvero i tubi che formano il pannello- si scaldano con i raggi solari rendendo il fluido termovettore meno denso, e quindi in grado di spostarsi verso l’alto per raggiungere l’intercapedine del bollitore, dove il fluido cede il calore all’acqua sanitaria che una volta scaldata diventa disponibile all’utenza.

Il termovettore è doppiamente utile perché serve anche a protegge l’impianto dal gelo. Lo stesso scambio con l’acqua avviene senza il contatto con il fluido, perché il liquido è opportunamente sigillato in compartimenti stagni.

Con questa soluzione si elimina la necessità di pompe di circolazione, è ospitabile in poco spazio, e richiede un’installazione ed una manutenzione piuttosto semplici.

Gli impianti solari termici a circolazione forzata hanno un funzionamento simile a quello descritto sopra, fatta eccezione per il sistema con cui viene azionata la circolazione del fluido termovettore. Questa avviene grazie ad una speciale centralina dotata di un sistema di regolazione elettronico che, nel momento in cui la temperatura dei collettori supera quella del boiler, attiva la pompa di circolazione. A quel punto il fluido termovettore viene trasportato dalle tubazioni fino allo scambiatore (serpentina che permette il trasferimento di calore all’acqua contenuta nel bollitore) dove l’acqua calda si rende disponibile per l’utenza domestica.

Prevede più componenti dell’impianto precedentemente descritto, per cui se lo spazio è limitato può rappresentare un problema, soprattutto se la zona in cui vivi è soggetta a vincoli paesaggistici. Per lo stesso motivo prevede un costo maggiore, ma garantisce un rendimento termico più alto.

Gli impianti a svuotamento prendono questo nome per il fatto che, quando l’impianto raggiunge la temperatura desiderata, i collettori si svuotano smettendo così di immagazzinare calore. Quindi il fluido termovettore, sfruttando la forza di gravità, viene raccolto in serbatoio ausiliario detto appuntamento di svuotamento.

Con il sistema di pompaggio viene nuovamente inserito il fluido all’interno del collettore, così se non stai consumando acqua e il circuito è fermo, i collettori ed i tubi di connessione sono vuoti. Si evitano quindi i problemi legati agli eventi climatici.

Il funzionamento è piuttosto semplice: i pannelli solari catturano il calore irraggiato dal sole, riscaldano il fluido termovettore (acqua unita all’antigelo) che trasporta, tramite la circolazione naturale o forzata, il calore nel serbatoio di accumulo tramite la serpentina.

Le destinazioni d’uso possono essere due: per l’acqua calda sanitaria domestica (risparmiando ben il 60-80% del costo annuo) e per affiancare il riscaldamento dell’abitazione (attraverso un sistema combinato boiler a doppia serpentina).

Solare Termico, come funziona quando manca il sole?

Una delle maggiori perplessità da parte dei potenziali acquirenti è “nelle giornate di brutto tempo il solare termico smette di funzionare?”.

Esattamente come avviene per l’impianto fotovoltaico, il solare termico si nutre della luce irraggiata dai raggi solari che il sole è sempre in gradi di sprigionare, anche se coperto dalle nuvole.

Le prestazioni dei pannelli solari cambiano in base alla tecnologia impiegata ma anche in base ad alcuni fattori che sono:

  • La zona in cui si abita, poiché l’irraggiamento solare differisce nelle varie zone del Paese;
  • Le condizioni climatiche: zone soggette a fenomeni atmosferici particolari, come la nebbia, necessitano di pannelli specifici;
  • l’orientamento e inclinazione del tetto, infatti per una buona resa i pannelli devono essere orientati a Sud e a 30-45°;
  • Il dimensionamento adeguato dell’impianto, poiché ogni situazione è a se, così come l’uso e il consumo, sottovalutare la fase di progettazione potrebbe decretare un mal funzionamento dell’impianto.

Ad ogni modo, è impossibile restare senza acqua calda sanitaria: se il calore prodotto dai collettori risulta insufficiente per portare l’acqua alla giusta temperatura si attiva automaticamente la caldaia, senza che l’utente debba preoccuparsi dell’attivazione. Solo in questo caso si renderà necessario un minimo consumo di combustibile.

Impianto Solare Termico, come si smaltiscono i pannelli?

Una domanda frequente, sollevata soprattutto dai detrattori delle energie rinnovabili, riguarda lo smaltimento dei pannelli solari raggiunto il loro fine vita.

Devi sapere che i pannelli solari termici mediamente hanno una durata di 20-30 anni e giunto il loro fine vita si rende necessario lo smaltimento e il riciclo dei materiali secondo precisi standard dettati dalla direttiva europea dei RAEE (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche).

Tramite complessi processi ed evolutissime tecnologie, si procede prima alla separazione delle parti, ovvero l’alluminio delle cornici, il vetro della parte superiore del modulo, le componenti in rame e plastica, ed infine si procede al riciclaggio degli stessi materiali.

Tale operazione è totalmente in linea con il principio dell’economia circolare, che pone al centro la sostenibilità e l’esigenza di impedire resti di scarto, bensì generando risorse sempre in gradi di rinnovarsi e quindi di essere utilizzare.

In conclusione, il fine vita di questi pannelli (così come quelli fotovoltaici) è tutt’altro che minaccia per l’ambiente, anzi, rappresenta una doppia opportunità, la più importante per l’ambiente, l’altra per incentivare un nuovo modello di business interamente green.

Resta ancora un solo aspetto da approfondire: chi si occupa dell’operazione di smaltimento?

Per smaltire i pannelli solari basta rivolgersi alla ditta produttrice o fornitrice che già in precedenza si era occupata dell’installazione, e se questo impossibile, basta contattare uno dei Consorzi Specializzati (come per ogni rifiuto RAEE).

Quali sono gli incentivi per il Solare Termico?

L’impianto Solare Termico è ancora poco diffuso rispetto ai sistemi tradizionali, di conseguenza, anche le relative forme d’incentivazione sono poco conosciute .

L’installazione di questa tecnologia viene incentivata dal Bonus Ristrutturazioni 50%, dall’Ecobonus 65%, dal Superbonus 110% (in determinate circostanze) e dal Conto Termico 2.0.

Bonus Ristrutturazioni 50%: si tratta della “classica” detrazione fiscale con cui è possibile recuperare fino il 50% dei costi in 10 anni e basterà la consulenza di un commercialista per poterli inserire nella propria dichiarazione dei redditi.

Ecobonus 65%: come per il Bonus di cui sopra, si manifesta nella forma di detrazione fiscale ma copre fino il 65% dei costi (trattandosi di un intervento di efficienza energetica).

Per ricorrere al Superbonus 110% (introdotto con l’art. 119 del Decreto Rilancio), invece, è necessario che l’installazione dell’impianto solare termico avvenga congiuntamente alla realizzazione di uno degli interventi trainanti (cappotto termico o sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale) e che questi, assicurino il miglioramento di due classi energetiche dell’edificio.

Inoltre, l’articolo 121, contenuto sempre all’interno del Decreto Rilancio, ha introdotto due nuove opzioni (oltre alla detrazione) per le agevolazioni fiscali: la cessione del credito e lo sconto in fattura, con cui scontare subito il valore del bonus, evitando così i lunghi tempi della detrazione fiscale.

Conto termico 2.0: copre fino al 65% del costo, recuperabile entro 60-100 giorni dalla fine dei lavori tramite bonifico. Occorre la consulenza di un tecnico abilitato per accedervi ma, a differenza della detrazione fiscale, è possibile rientrare nell’investimento in tempi molto più rapidi.

A chi affidarsi?

L’impianto solare termico può essere fornito e installato da un professionista termotecnico.

Visti i recenti sviluppi della normativa, lo stesso può offrire l’intervento scontando subito il valore del bonus fiscale (Bonus ristrutturazioni 50%, Ecobonus 65% o 110%). Attenzione però, questo servizio è a discrezione del fornitore, per questo consigliamo fortemente di verificare tale disponibilità prima di procedere con l’acquisto.

Per quanto riguarda invece l’accesso al Conto Termico 2.0, questo può essere richiesto entro 60 giorni dalla fine dei lavori, dall’acquirente oppure da una Energy Service Company.

La domanda deve essere presentata tramite l’apposito portale, necessita di una copiosa documentazione (per approfondire: Conto Termico: esempio di pratica e modulistica) e in caso di esito positivo della pratica, l’incentivo viene erogato dopo circa 2-3 mesi.

Per quanto concerne la domanda per il Conto Termico, nel caso venga presentata dal contribuente stesso, occorre tenere presente che prima sostiene i costi dell’intervento poi richiede il contributo, che in caso di esito positivo della pratica, verrà erogato 2-3 mesi dopo; affidandosi ad una ESCo, come RiESCo, invece, ottiene subito l’impianto scontato del Conto Termico 2.0, senza preoccupazioni e senza correre alcun rischio.

Ricapitolando, il contribuente che intende installare l’impianto solare termico, può scegliere tra le seguenti modalità:

  • procedere all’acquisto e detrarre la spesa negli anni previsti dall’agevolazione fiscale;
  • acquistare l’impianto scontato subito dal fornitore (con sconto di importo pari al 50/65/110%);
  • affidarsi ad una ESCo per assicurarsi l’intervento scomputato del valore del Conto Termico 2.0.

Arrivato a questo punto dovrebbe esserti un po’ più chiaro come funziona l’impianto solare termico e quanto potrebbe risultare vantaggioso per il tuo caso specifico.

Dunque, se vuoi passare dalla teoria alla pratica e pensi che RiESCo possa fare al caso tuo, noi siamo qua!

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