Guida ai Certificati Bianchi

Cosa sono i Certificati Bianchi? Come funziona il meccanismo? Come ottenerli? Quali interventi di efficienza energetica incentivano? A chi rivolgersi? Qui puoi trovare la guida completa!

L’efficienza energetica si sta diffondendo sia nelle aziende che nel settore pubblico, eppure gli incentivi, come i Certificati Bianchi o Titoli di Efficienza Energetica (TEE), sono ancora sconosciuti ai più.

Infatti, si parla molto dell’importanza di una gestione efficiente dell’energia per assicurarsi risparmi e prestazioni, ma non altrettanto dei Certificati Bianchi: strumento cardine dell’efficienza energetica e definiti dalla stessa norma come “l’incentivo dedicato agli interventi che altrimenti non verrebbero realizzati a causa delle difficoltà di finanziamento”.

A farne le spese sono imprenditori e pubbliche amministrazioni che investono nell’efficienza energetica (nel proprio interesse e di riflesso anche nella collettività) senza richiedere i Certificati Bianchi, con cui sarebbe certamente più facile finanziare l’impresa.

Per questo motivo è stata pensata questa guida: per aiutare coloro che hanno deciso di investire nell’efficienza energetica, a compiere questa scelta virtuosa senza lasciar perse incredibili opportunità, come quella dei Certificati Bianchi o Titoli di Efficienza Energetica (TEE).

Se anche tu stai valutando un intervento di efficienza energetica per la tua azienda o per il tuo Comune, questo articolo fa al caso tuo.

Potrai capire se l’intervento che stai pianificando è incentivato dai Certificati Bianchi e quanto potrebbe essere vantaggiosi, anche attraverso esempi pratici.

Se invece ti hanno già parlato dei Titoli di Efficienza Energetica (Certificati Bianchi) per l’intervento che hai in programma, questa guida potrà esserti altrettanto utile per capire i punti chiave del meccanismo: quanto valgono, come si richiedono e a chi rivolgersi.

Cosa sono i Certificati Bianchi?

I Certificati Bianchi o Titoli di Efficienza Energetica (TEE) rappresentano lo strumento più efficace in Italia (al punto tale di aver ispirato molti altri Paesi europei) per il raggiungimento degli obiettivi di Efficienza Energetica previsti dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima.

Introdotti dai Decreti Ministeriali del 24 aprile 2001 e poi successivamente modificati dai Decreti Ministeriali del 20 luglio 2004 e aggiornati dal Decreto Ministeriale del 21 dicembre 2007, sono caratterizzati da uno schema atipico, che li differenzia da ogni altra forma d’incentivazione dedicata all’efficienza energetica.

Il meccanismo è infatti basato sull’obbligo per i distributori di energia elettrica e gas naturale con più di 50.000 clienti di realizzare interventi di efficienza energetica, in relazione alla quantità di energia distribuita.

Per adempiere all’obbligo questi soggetti hanno due possibilità:

  • realizzare progetti di efficientamento per i quali vengono riconosciuti i TEE;
  • acquistare i titoli attraverso il Gestore dei Mercati Energetici (GME).

La compravendita dei Titoli di Efficienza Energetica avviene all’interno di un mercato che ha per protagonisti due principali attori, i soggetti obbligati (di cui sopra) e i soggetti volontari.

I secondi soggetti sono quelli che scelgono liberamente di realizzare interventi di efficienza energetica e che per questo possono richiedere la certificazione dei risparmi, ottenendo quindi il contributo economico.

I Certificati Bianchi o Titoli di Efficienza Energetica (TEE) incentivano gli interventi che riguardano i seguenti settori:

  • industriale (generazione e recupero di calore, ottimizzazione energetica dei processi produttivi, sistemi di azionamenti efficienti, generazione di energia elettrica da recuperi o fonti rinnovabili o cogenerazione);
  • civile (generazione di calore/freddo per la climatizzazione e per la produzione di ACS in ambito residenziale, e interventi relativi all’involucro edilizio e finalizzati alla riduzione del fabbisogno di energia per la climatizzazione);
  • Trasporti.

La varietà degli interventi e dei settori incentivati dai Certificati Bianchi permette di garantire enormi benefici ambientali ed economici poiché stimolano la riduzione di emissioni inquinanti.

Inoltre, ogni Titolo di Efficienza Energetica certifica una riduzione dei consumi energetici dell’impianto energivoro rispetto a quello pre-efficientamento, quindi rappresenta la garanzia di un risparmio costante nel tempo.

Come funzionano i Certificati Bianchi?

I Certificati Bianchi vengono riconosciuti dal Gestore Servizi Energetici – GSE (Società individuata dallo Stato per perseguire e tutelare gli obiettivi di efficienza energetica) e possono accedere al meccanismo “tutti i soggetti privati che sostengono l’investimento, direttamente o attraverso un finanziamento, per la realizzazione di un intervento di efficienza energetica che produce un risparmio significativo di energia (fonte gse.it)”.

Ad ogni Tonnellata Equivalente Petrolio (TEP) risparmiata grazie al progetto di efficientamento energetico, viene corrisposto un Titolo di Efficienza Energetica (TEE).

La richiesta di accesso al meccanismo dei Certificati Bianchi può essere presentata soltanto da ESCo certificate UNI 11352, o altri soggetti specializzati e in possesso dei requisiti previsti dalla norma (Società con Esperto in Gestione Energia (EGE) certificato UNI 11339 o Società con sistema di gestione certificato ISO 50001).

Tale richiesta deve rispettare tutte le rigide linee guida dettate dal GSE e deve essere inviata prima della data di avvio della realizzazione del progetto. Entro 90 giorni dalla data di ricezione della richiesta, il GSE dovrà fornire l’esito al soggetto proponente. In caso di esito positivo occorrono circa 15 gg per l’assegnazione dei TEE da parte del Gestore Mercati Energetici (GME), quindi per l’incasso.

Successivamente le richieste saranno presentate per gli anni di cui ha diritto il tipo d’intervento.

Certificati Bianchi, linee guida

Il DM 11 gennaio 2017 (modificato poi dal DM 10 maggio 2018) ha disposto una guida operativa per semplificare le procedure e agevolare così la ripartenza del meccanismo dei Certificati Bianchi, messo a dura prova dalle truffe perpetrate ai danni del GSE.

Si tratta di una sorta di mappa stilata dal Ministero delle Sviluppo Economico assieme al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, con cui guidare gli operatori del settore nel complesso meccanismo dei Certificati Bianchi.

Il documento (che è possibile approfondire attraverso l’articolo Certificati Bianchi: approvata la guida operativa) formato da 140 pagine ed è organizzato in tre parti: la prima fornisce chiarimenti operativi in merito alla presentazione dei progetti, la seconda è composta da una serie di allegati relativi agli interventi per i specifici settori produttivi e la terza fornisce un elenco non esaustivo degli interventi non ammissibili.

Qual è il valore dei Certificati Bianchi?

Come detto nelle righe precedenti, viene riconosciuto un Certificato Bianco ad ogni Tonnellata Equivalente di Petrolio risparmiata grazie all’intervento di efficienza energetica.

In numeri:

1 TEP = 5347Kwh di energia elettrica risparmiata, 11628kwh in energia termica risparmiata, 1200 m3 di gas naturale risparmiati.

1 TEE = 260 euro (come da Modifica al decreto interministeriale 11 gennaio 2018) e 2.400 chili di CO2 evitati, di cui sarebbe servito il lavoro di 200 alberi per ripulire l’aria.

Avvaliamoci di qualche esempio per capire meglio quanto possono essere vantaggiosi i Certificati Bianchi.

Il relamping LED (sostituzione dei vecchi corpi illuminanti con quelli nuovi ad alta efficienza) è uno degli interventi di efficienza energetica più diffusi ed è incentivato dai TEE:

L’impianto ante intervento produceva un consumo di 100.000 kWh, post-intervento diventa di 40.000 kWh, generando 60.000 kWh di risparmio energetico.

60.000 kwh / 5357* = 11 TEP, quindi 11 TEE.

11 TEE x 260 € (valore attuale dei TEE), 2.750 €/An x 5 anni**

*fattore di conversione da kWh elettrici a TEP

**il numero di anni varia a seconda del tipo di intervento, in questo caso sono 5 perché trattasi di relamping.

Certificati Bianchi per la Cogenerazione

L’impianto di cogenerazione è caratterizzato da una tecnologia ad altissima efficienza che permette di generare elettricità e recuperare il calore che andrebbe sprecato, per generare energia termica; con un solo impianto quindi, si riesce a generare corrente elettrica, riscaldamento e raffrescamento degli ambienti e acqua calda sanitaria.

Il Gestore Servizi Energetici (GSE) spiega come “le unità di cogenerazione, che generano simultaneamente energia elettrica (o meccanica) e termica, incrementano l’efficienza di utilizzo del combustibile fossile fino a oltre l’80% e possono sostituire le tradizionali centrali termiche”.

Secondo la Direttiva Europea 2004/CE, per accedere al meccanismo dei Certificati Bianchi l’impianto di cogenerazione deve aver conseguito un risparmio di energia primaria del 10% minimo o nel caso di una piccola cogenerazione di potenza inferiore a 50 kWe, dimostrare un valore positivo di risparmio.

IlGestore dei Servizi Energetici (GSE) stabilisce che possono accedere al meccanismo dei Certificati Bianchi le unità di cogenerazione:

  • entrate in esercizio a seguito di nuova costruzione o rifacimento dopo il 6 marzo 2007, per un periodo di 10 anni solari, a decorrere dal primo gennaio dell’anno successivo all’entrata in esercizio;
  • entrate in esercizio a seguito di nuova costruzione o rifacimento dopo il 6 marzo 2007 e abbinate ad una rete di teleriscaldamento, per un periodo di 15 anni solari a decorrere dal primo gennaio dell’anno successivo all’entrata in esercizio.

Inoltre, rientrano nel meccanismo le unità di cogenerazione entrate in esercizio tra il 1 aprile 1999 e il 6 marzo 2007, per un periodo di 5 anni solari, a decorrere dall’entrata in vigore del D.M. 05/09/2011 se riconosciute di cogenerazione ai sensi delle norme applicabili alla data di entrata in esercizio.

Per queste unità il numero di Certificati Bianchi emessi è pari al 30% di quello previsto per le altre due tipologie. Annualmente è facoltà dell’operatore scegliere se richiedere il rilascio dei TEE spettanti sul proprio conto proprietà presso il registro titoli del GME o il ritiro degli stessi da parte del GSE.

Certificati Bianchi per l’illuminazione LED

La tecnologia LED ha cambiato radicalmente l’illuminazione, garantendo maggiori prestazioni e ridotti consumi energetici, circa il 70% in meno rispetto alle lampade tradizionali.

Inoltre, queste lampade sono progettate per durare 30-50-100 mila ore, rispetto alle 8-12 mila della tecnologia attuale, il che garantisce minore manutenzione e un risparmio duraturo per tutta la vita utile della lampada.

Tutti aspetti che incidono positivamente sulla riduzione delle emissioni ed è per questo motivo che i Certificati Bianchi incentivano questo tipo di intervento, sia per nuove installazioni sia per il relamping, per l’illuminazione LED aziendale (come nell’esempio di cui sopra) e per l’illuminazione pubblica.

Nel caso dell’illuminazione pubblica, occorre precisare che efficientare significa sostituire l’armatura tradizionale del Punto Luce (PL) con armatura LED e non limitarsi a sostituire la lampadina.

Per questa operazione i costi variano dai 250,00 € ai 400,00 € a punto luce, a seconda della tipologia, delle potenze, dal livello di efficienza, dalla vita utile e dal tasso di guasto delle armature LED.

A questi costi vanno aggiunti poi quelli per l’adeguamento degli impianti alle norme vigenti in caso di impianti datati.

Richiedendo i Certificati Bianchi è possibile ridurre notevolmente i tempi di ritorno dell’investimento: è possibile ottenere dai 40 ai 70 Certificati Bianchi ogni 1.000 Punti Luce efficientati, a seconda della potenza delle lampade sostituite e installate.

Anche in questo caso avvaliamoci di un esempio concreto per capire meglio.

Il Comune di Grosseto (GR) ha efficientato 6.656 Punti luce e per questi ha ottenuto 547 TEE/annui, ovvero 142.220 €/annui x 5 anni.

Certificati Bianchi per il fotovoltaico, qual è la situazione attuale?

Nel 2015 gli impianti fotovoltaici in Italia hanno vissuto un forte boom di installazioni: circa 700.000 con una potenza pari a 20.000 MW, il 90% di questi erano impianti con una potenza uguale o inferiore dei 20 kW e ricoprivano ben il 18% della potenza complessiva nazionale (fonte “Rapporto Statistico 2015 sul solare fotovoltaico- GSE”).

Parte del merito era dovuto anche ai Certificati Bianchi che permettevano di installare l’impianto fotovoltaico godendo di un contributo economico immediato, senza dover attendere 10 anni come nel caso delle detrazioni fiscali, peraltro cumulabile con altri incentivi riconosciuti a livello regionale, locale e comunitario.

Tale meccanismo d’incentivazione è rimasto attivo per tutti i progetti avviati entro e non oltre il 31 dicembre 2016. Con l’entrata in vigore del Decreto 11 gennaio 2017 la situazione è cambiata radicalmente.

Quest’ultimo ha sancito infatti la fine dei Certificati Bianchi o Titoli di Efficienza Energetica (TEE) per l’installazione degli impianti fotovoltaici (puoi approfondire attraverso l’articolo Certificati Bianchi per il fotovoltaico: quali sono le condizioni attuali?).

Perché affidarsi ad una ESCo per l’ottenimento dei Certificati Bianchi

Accedere al meccanismo dei Certificati Bianchi è complesso, per via dello schema atipico che regolamenta lo schema e per le nuove linee guida volte a restringere ancora di più l’accesso.

Per un esito positivo della richiesta, è determinante affidarsi a professionisti del settore altamente specializzati, in grado non solo di presentare la pratica nel rispetto delle linee guida dettate dal GSE ma anche in grado di redigere il progetto di efficientamento mirato ad ottenere il massimo numero di Certificati Bianchi, perché migliore è il progetto, migliori saranno i risultati di efficienza energetica.

In questo le Energy Service Company (ESCo) sono specialiste e per questo si fanno carico di tutte le pratiche necessarie compresa la diagnosi energetica, oltre che di tutti gli oneri e i rischi legati all’impresa, senza che il beneficiario dell’incentivo sostenga investimenti.

Il compenso della ESCo viene generato da parte dei risparmi generati grazie all’intervento di efficienza energetica e o dalla condivisione di parte dei Certificati Bianchi ottenuti.

Il cliente, affiancato dalla Energy Service Company, può effettuare l’intervento certo di ottenere i massimi risultati di efficienza energetica, in termini di prestazioni, risparmi e importo dell’incentivo.

RiESCo è la Energy Service Company certificata UNI CEI 11352:2014, con il 100% di esiti positivi delle pratiche legate all’ottenimento dei Certificati Bianchi, se pensi che una nostra consulenza possa esserti d’aiuto, contattaci!