Conto Termico per l'impianto ibrido, tutto quello che c’è da sapere

11 Ottobre 2021 | Incentivi

Cos’è l’impianto ibrido? In quale misura viene ripagato dall’incentivo del Conto Termico?

Stai pensando di sostituire la tua vecchia caldaia con un impianto ibrido ma ti spaventa l’investimento iniziale?

Certo, il costo è decisamente più oneroso rispetto ai classici impianti a gas o metano ma esiste un aiuto importante, anche se poco conosciuto: l’incentivo Conto Termico 2.0.

Il Conto Termico 2.0 incentiva gli interventi per l’incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili, tra cui l’installazione dell’impianto ibrido, fino il 65% dei costi.

Rappresenta quindi un concreto aiuto per tutti coloro che intendono installare un impianto altamente efficiente e sostenibile come l’impianto ibrido.

Ti consiglio dunque di leggere questo articolo fino alla fine così da acquisire maggiore consapevolezza su come funziona l’impianto ibrido, quali tipologie esistono, quali risultati garantisce ma soprattutto come ottenerlo sfruttando l’incredibile opportunità del Conto Termico.

Buona lettura!

Impianto ibrido: tipologie

Anche se meno conosciuto rispetto l’impianto tradizionale a caldaia, l’impianto ibrido è presente sul mercato da molti anni e rappresenta uno dei sistemi più efficienti per il riscaldamento e il raffrescamento degli ambienti, oltre che per la produzione di acqua calda sanitaria.

Il principio di funzionamento è molto simile a quello di un’auto ibrida che predilige l’uso dell’energia elettrica a quello della benzina, senza comunque escludere il combustile al bisogno.

Più precisamente, l’impianto ibrido è costituito da una caldaia a condensazione alimentata da gas metano o gpl e da un’unità esterna rappresentata dalla pompa di calore. La tecnologia applicata combina l’uso del gas combustibile e quello della pompa di calore, prediligendo quest’ultimo per ridurre al minimo il consumo di gas.

L’impianto può essere sfruttato in tre modalità di funzionamento: sola caldaia, sola pompa di calore, o sistema ibrido che, come detto sopra, sfrutta entrambe.

Questa tecnologia prevede la presenza di quattro elementi combinati insieme: sistema di termoregolazione, boiler, circuito idronico, generatori di calore.

Esistono principalmente due tipologie d’impianto: murale o a basamento.

La prima tipologia prevede l’installazione delle tre componenti principali attraverso opere murarie, all’interno o all’ esterno in luoghi parzialmente protetti, mentre gli impianti a basamento possono essere installati a terra in un locale apposito data la dimensione di questo tipo di impianti particolarmente ingombranti.

Impianto ibrido: come sceglierlo e dimensionamento

Il rendimento energetico dell’impianto ibrido è dettato principalmente dall’efficienza della pompa di calore che a sua volta dipendono da due indici forniti dal produttore: il EER e lo COP.

Come abbiamo precedentemente trattato nell’articolo Pompa di calore come funziona, l’EER, ovvero l’Energy Efficiency Ratio, indica l’efficienza elettrica di un climatizzatore mentre funziona in raffreddamento; il COP, Coefficient Of Performance, invece, mostra l’efficienza elettrica di un climatizzatore mentre funziona in riscaldamento ed è dato dal rapporto tra resa termica ed energia elettrica consumata.

Sia il COP che l’EER, per le macchine di nuova generazione sono mediamente superiori al valore 3, questo significa che per un kWh di energia elettrica consumato, la pompa di calore cederà almeno 3kWh d’energia termica all’ambiente da riscaldare (uno di questi è fornito dall’energia elettrica consumata e gli altri due sono prelevati dall’ambiente esterno).

Considerato che l’energia prelevata dall’ambiente esterno è gratis, e che l’energia elettrica viene prodotta mediamente con un rendimento del 36%, possiamo dire che il rendimento complessivo della pompa di calore è di circa il 110% (si consideri che per le caldaie a condensazione il rendimento si attesta mediamente intorno al 90%).

Occorre inoltre specificare che nel caso di grandi impieghi, le pompe di calore impiegate possono diventare davvero onerose in termini di assorbimento elettrico. Specialmente in questo caso, la scelta più conveniente potrebbe rivelarsi quella di integrare la pompa di calore con la caldaia con una caldaia a condensazione, più, un sistema solare termico con un boiler.

I pannelli solari possono infatti produrre a basso costo acqua ad alta temperatura che accumulata può rimanere utile per parecchie ore.

Impianto Ibrido: perché conviene e quanto si risparmia

Come abbiamo approfondito nell’articolo Impianto ibrido, cos’è e come funziona, i principali vantaggi dell’impianto ibrido sono:

  1. Efficienza energetica;
  2. Funzionalità;
  3. Affidabilità;
  4. Sostenibilità.

Per quanto riguarda il primo punto, la possibilità di “prendere il meglio” da ciascuno generatore in maniera automatica grazie al sistema smart attivo 24/24 hr, conferisce all’impianto ibrido un livello di efficienza molto elevata, soprattutto se associata ai collettori solari per la produzione di acqua calda e all’impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica necessaria.

Possibilità che conferisce all’impianto ibrido un livello di efficienza energetica superiore del 35% rispetto agli altri sistemi di riscaldamento, raffrescamento e riscaldamento dell’acqua calda sanitaria.

Per quanto riguarda la funzionalità questo sistema eccelle per la possibilità di allacciare l’impianto direttamente al riscaldamento esistente senza intervenire sui radiatori e sul sistema di distribuzione dell’abitazione, senza alcuna preoccupazione in termini progettuali o operativi.

In più, grazie alla tecnologia applicata che sfrutta due generatori di calore alimentati a sua volta da due fonti energetiche differenti, è garantito un miglior dimensionamento dell’impianto, quindi una minore sollecitazione del compressore. Per questo è più affidabile. Ultimo per ordine ma primo per importanza è il fattore ambientale: poiché il sistema ibrido sfrutta per più del 60% la pompa di calore, quindi un impianto rinnovabile, è garantito il risparmio di emissioni inquinanti nell’atmosfera.

Conto termico: l’incentivo per l’impianto ibrido

Viste tutte le componenti presenti in unico impianto e l’elevato livello di efficienza energetica, il costo di un impianto ibrido è molto più oneroso rispetto ai sistemi tradizionali.

In termini numerici, la fornitura dell’impianto ibrido ad uso domestico compresa di installazione può variare dai 10.000 € fino ai 15.000 €, considerati i generatori di calore (5.000,00 € – 8.000,00 €), accessori per il montaggio e relativi ai collegamenti idraulici/elettricisti, manodopera dei professionisti coinvolti (complessivamente altri 5.000,00 € – 7000,00 €).

Questi costi, se paragonati a quelli di una caldaia a condensazione, sono molto più difficili da sostenere e potrebbero portare a lunghissimi tempi di ritorno dell’investimento.

Quindi, nonostante gli evidenti vantaggi, l’impianto ibrido finisce, molto spesso, per essere scartato dai potenziali acquirenti, soprattutto da coloro che ignorano l’esistenza dell’incentivo Conto Termico 2.0.

Questo promuove gli interventi per l’incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili come, per l’appunto, l’impianto ibrido.

Ripagafino il 65% della spesa sostenuta e in tempi piuttosto rapidi: all’incirca in due mesi se avviene tramite unica rata di 5.000, mentre per importi maggiori viene erogato in rate costanti annuali per un periodo che va dai due ai cinque anni.

La richiesta del Conto Termico 2.0 può avvenire unicamente a seguito del completamento dei lavori e scegliendo tra due modalità:

  • Attraverso il soggetto responsabile, ovvero colui che ha sostenuto le spese dell’intervento e che dispone dell’edificio/unità immobiliare su cui l’intervento e/o la misura di efficienza energetica è stata realizzata;
  • Per conto di una Energy Service Company – ESCo con cui il soggetto responsabile ha stipulato un contratto di servizio energia o di prestazione energetica.

In entrambi i casi la richiesta di incentivo deve essere inoltrata attraverso il portale dedicato e solo dopo aver raccolto il seguente materiale:

  • la dichiarazione della dimensione dell’impresa come da normativa;
  • la dichiarazione del fine lavori redatta o dal soggetto responsabile o da un tecnico abilitato;
  • schede tecniche degli strumenti installati;
  • certificazione del produttore degli elementi impiegati;
  • fatture e bonifici delle spese sostenute come stabilito dalle regole applicative del Conto Termico 2.0;
  • documentazione fotografica attestante l’intervento sostenuto come stabilito dalle regole applicative del Conto Termico 2.0;

Installa l’impianto beneficiando del Conto termico

Come abbiamo approfondito nella guida Conto Termico: esempio di pratica e modulistica, l’iter necessario per fruire del Conto Termico 2.0 è piuttosto complesso, sia per la mole di documenti che occorre reperire sia per la rigidità del meccanismo che potrebbe decretare un esito positivo come negativo della richiesta.

Nel caso peggiore, quindi, colui che ha scelto di installare un impianto ibrido potrebbe vivere la spiacevole situazione di procedere con l’efficientamento dei suoi impianti senza poter recuperare velocemente buona parte dell’investimento come invece sperava.

Questa è una delle principali ragioni che rende il Conto Termico 2.0 ancora così poco sfruttato.

Nonostante ciò, rappresenta una delle più opportunità più vantaggiosa per coloro che intendono investire nell’efficienza energetica, soprattutto se supportate da un ESCo.

Per questo RiESCo aiuta privati, imprese e pubbliche amministrazioni a valutare gli interventi di efficienza energetica più efficaci per il caso specifico, sfruttando gli incentivi più convenienti, come il Conto Termico.

L‘offerta di RiESCo, in particolare, si differenzia da altre presenti sul mercato perché garantiamo e scontiamo subito in fattura il valore dell’incentivo, sollevando l’imprenditore da qualsiasi onere o preoccupazione.

Per quest’ultimo quindi nessun rischio di rigetto della pratica, nessuna dilazione dell’incasso, nessun periodo di attesa.

Se pensi che questa formula possa fare al caso tuo noi ci siamo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Share This