Conto Termico 2.0: l’incentivo per efficientare casa

30 Marzo 2022 | Incentivi

Come funziona il Conto Termico 2.0 per l’abito residenziale? Quali requisiti occorre rispettare per accedere all’incentivo? Quanto è possibile risparmiare? A chi rivolgersi?

Il tuo impianto di riscaldamento è sempre meno affidabile e dopo l’ennesima stangata in bolletta è diventato economicamente insostenibile, allora cosa ti impedisce di cambiarlo?

Il costo è facilmente ammortizzabile grazie al risparmio energetico che avrai garantito dal nuovo impianto e ai bonus fiscali, ma forse sono proprio quest’ultimi a darti qualche preoccupazione. Beh, lo capisco bene.

Sebbene in questo momento le agevolazioni fiscali riescano a coprire in maniera capillare tutte le aree di efficientamento, permettendo persino di scontare tale contributo al momento dell’acquisto, la normativa ha subito troppe modifiche e in brevissimo tempo.

Allo stesso tempo, la classica detrazione fiscale con i suoi lentissimi tempi di ritorno, resta un’alternativa poco allettante.

E se ci fosse un altro tipo d’incentivo, sicuro e in grado di scontarti subito fino il 65% dell’investimento necessario, cosa faresti? Probabilmente lo coglieresti al volo!

Bene, devi sapere che questo incentivo esiste e si chiama Conto Termico 2.0. Si tratta di un contributo statale, stanziato per incrementare l’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.

È rivolto a tutti, Pubbliche Amministrazioni, ma anche imprese e privati, ed attivo dal 2012 ma è sconosciuto ai più, il che è un gran peccato vista l’incredibile convenienza.

Se vuoi approfondire questa forma d’incentivazione continua la lettura dell’articolo fino alla fine, scoprirai a quali interventi è destinato, come viene erogato, quali sono le condizioni per accedere, a chi affidarsi e, soprattutto, quanto possa essere vantaggioso.

↓ LEGGERE TI STANCA? GUARDA IL VIDEO! ↓

Quanta energia consumiamo?

Nel 2021, L’Italia ha consumato circa 76 mld di mc di gas, di cui solo 3,34 prodotti internamente, il 4% circa (fonte MISE).

Dunque, la quasi totalità del gas che consumiamo arriva dalle importazioni e queste, a loro volta, arrivano dalla Russia.

Come abbiamo approfondito nell’articolo Dipendenza dal gas russo: limiti e opportunità, questa scelta ci limita sotto molti aspetti. Specialmente in questo particolare momento storico, mette a rischio la sicurezza energetica perché potrebbe verificarsi, per volontà politica o a causa di incidenti militari, l’interruzione della fornitura e, senza ombra di dubbio, ci rende schiavi dell’impennate dei prezzi, quindi più deboli.

A proposito di prezzi, quanto incidono i consumi del gas sui risparmi degli italiani?

Secondo l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA), una famiglia media composta da quattro persone, consuma circa 1150 mc di gas per il riscaldamento, la produzione di acqua calda sanitaria e uso cucina. In relazione a questi consumi, la spesa in bolletta annua è di circa 825 euro.

Considerato che la maggior parte del parco immobiliare italiano è stato costruito prima del 1980, quando ancora si sapeva ben poco in tema di efficienza energetica, un importante fetta di consumi viene sprecata a causa di impianti obsoleti e dallo scarso livello di isolamento dell’involucro edilizio.

Come possiamo efficientare i nostri consumi?

Come consigliamo sempre, prima di pensare a come efficientare i nostri impianti di climatizzazione invernale e/o estiva, sarebbe opportuno valutare il miglioramento del livello di coibentazione dell’abitazione.

Infatti, la realizzazione di un buon cappotto termico è in grado di ridurre le dispersioni dal 40 al 50%.

Altro passo importante, mirato anch’esso a contenere le dispersioni termiche, è la sostituzione dei serramenti, spesso portatori di spifferi, che oltre a rendere gli ambienti meno confortevoli, comportano ulteriori sprechi energetici.

Efficientate queste situazioni, allora, possiamo pensare a come ottenere più prestazioni e meno costi dai nostri impianti.

A tal proposito ecco delle soluzioni:

  • sostituire la caldaia tradizionale con una a condensazione, oppure con un impianto a biomassa, oppure ancora con un impianto a pompa di calore, o ibrido a pompa di calore, magari abbinato ad un impianto fotovoltaico;
  • dotare il proprio impianto di una centralina di regolazione della temperatura che eviti inutili picchi di potenza e che permetta di programmare i consumi in base alle proprie abitudini;
  • installare sistemi di termoregolazione evoluti così da impostare la temperatura media che desideriamo per i nostri ambienti;
  • installare un impianto solare termico con cui produrre acqua calda sanitaria e/o ad integrazione dell’impianto di climatizzazione invernale.

Bene, devi sapere che la sostituzione del vecchio impianto con uno dei seguenti impianti è incentivato dal conto termico 2.0:

Inoltre, viene incentivato anche la sostituzione o nuova installazione dell’impianto solare termico.

Dunque, scopriamo meglio cos’è il Conto Termico 2.0.

Conto termico 2.0: di cosa si tratta?

Il Conto Termico 2.0 è l’incentivo introdotto con il D.M. 28/12/2012 al fine di incrementare l’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.

È rivolto alle Pubbliche Amministrazioni ma anche ad imprese e privati. Ai primi sono destinati 200 milioni di risorse, ma i fondi messi a disposizione per aziende e cittadini sono altrettanto cospicui: ben 700 milioni.

N.B. ogni anno, questi fondi vengono sfruttati solamente in minima parte.

Il contributo disposto dal Conto Termico 2.0 copre fino il 65% dei costi e le modalità in cui è possibile ottenerlo sono molto vantaggiose: Il limite massimo per l’erogazione degli incentivi in un’unica rata è di 5.000 euro (diversamente vengono spalmati su più rate) e i tempi di pagamento sono all’incirca di 2 mesi, semplicemente tramite bonifico.

Conto Termico 2.0, le condizioni per accedere

Come anticipato, possono accedere al Conto termico 2.0 le Pubbliche Amministrazioni e i soggetti privati, intesi come persone fisiche, condomini e soggetti titolari di reddito di impresa.

Nel caso di privati, la prerogativa essenziale è che, l’impianto installato rispetti le caratteristiche approvate e certificate negli specifici cataloghi presenti sul sito del Gestore dei Servizi Energetici (GSE), alla sezione Catalogo.

Ma soprattutto, l’intervento deve sempre riguardare la sostituzione di un vecchio impianto, fatta eccezione per il solare termico che viene incentivato anche in caso di nuova installazione.

Per poter procedere alla richiesta d’incentivo per il Conto Termico 2.0, è necessario essere in possesso di una voluminosa documentazione, contenente:

  • La dichiarazione della dimensione dell’impresa come da normativa;
  • La dichiarazione del fine lavori redatta o dal soggetto responsabile (scaricabile a questo link alla voce Modello 6) o da un tecnico abilitato;
  • Le schede tecniche degli strumenti installati;
  • La certificazione del produttore degli elementi impiegati;
  • Le fatture e bonifici delle spese sostenute come stabilito dalle regole applicative del Conto Termico 2.0);
  • La documentazione fotografica attestante l’intervento sostenuto come stabilito dalle regole applicative del Conto Termico 2.0;

Con questi documenti alla mano il soggetto responsabile può passare alla presentazione della richiesta per accedere al Conto Termico 2.0, tramite l’apposito portale.

La richiesta deve pervenire entro 60 giorni dalla fine dei lavori e può avere esito positivo o negativo.

Conto Termico 2.0, a chi affidarsi?

Il soggetto responsabile, ovvero colui che può presentare la richiesta di accesso al Conto Termico 2.0, può essere il privato stesso oppure una Energy Service Company (ESCo).

Vista la copiosa documentazione da produrre e la complessità della procedura necessaria (che puoi approfondire leggendo questo articolo Conto Termico: esempio di pratica e modulistica), ti consigliamo di rivolgerti ad esperti del settore, quindi ad Energy Service Company, come RiESCo.

La nostra offerta, in particolare, si differenzia da altre presenti sul mercato perché garantiamo e scontiamo subito in fattura il valore dell’incentivo, sollevando il privato da qualsiasi onere o preoccupazione.

Per quest’ultimo quindi nessun rischio di rigetto della pratica, nessuna dilazione dell’incasso, nessun periodo di attesa.

Ricapitolando: se il privato opta per procedere personalmente alla richiesta di accesso all’incentivo, prima sostiene i costi, poi richiede il contributo, che in caso di esito positivo della pratica, verrà erogato 2-3 mesi dopo; affidandosi a RiESCo, invece, ottiene subito lo sconto del Conto Termico 2.0, senza preoccupazioni e senza correre alcun rischio.

Se pensi che questa formula possa fare al caso tuo, noi ci siamo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Share This