Superbonus 110% e il requisito dei locali riscaldati

15 Marzo 2021 | Incentivi

Il Superbonus 110% è ammesso solo negli edifici già dotati di climatizzazione invernale, ma quali impianti sono accettati? Il caminetto come viene considerato? Quali problematiche si possono verificare?

Uno dei requisiti fondamentali per accedere al Superbonus 110% è la dotazione dell’impianto di riscaldamento in tutti gli ambienti oggetto d’intervento.

Può sembrare un aspetto banale per la maggior parte degli appartamenti in città ma lo stesso vale per i terratetti o per le vecchie case di campagna?

In questi casi, infatti, è molto più probabile trovare ad esempio taverne o mansarde sprovviste di riscaldamento oppure dotate di stufe fisse o caminetti, per cui nasce spontanea la domanda: cosa prevede la norma in merito?

In questo articolo analizzeremo cosa intende la norma per “ambienti riscaldati”, analizzeremo alcune casistiche particolari e faremo il punto sui principali requisiti necessari per accedere al Superbonus 110%. Buona lettura!

↓ LEGGERE TI STANCA? GUARDA IL VIDEO! ↓

Cosa si intende per locali riscaldati e cosa per impianto termico?

Per poter usufruire dell’Ecobonus e (Superbonus compreso) l’immobile oggetto dell’intervento deve essere già dotato di un impianto di climatizzazione invernale.

La suddetta disposizione è presente dalla Circolare dell’Entrate delle Entrate n. 36/E del 31 maggio 2007, quando l’aliquota della detrazione vigente era del 55% e oggi viene confermata.

La ragione di tale requisito coincide con l’obiettivo degli incentivi, ovvero favorire davvero il risanamento energetico degli edifici.

Mi spiego meglio: se gli ambienti sono riscaldati significa che questi sono realmente abitati, quindi generano dei consumi potenzialmente migliorabili, inoltre, è più probabile che l’immobile sia conforme alle normative urbanistiche edilizie.

Tuttavia, esistono alcune eccezioni per le quali la mancanza dell’impianto di riscaldamento è tollerata ai fini dell’incentivo. Si tratta dell’installazione dei pannelli solari termici, delle caldaie a biomasse e delle schermature solari.

Per quanto concerne la definizione di impianto termico, il Decreto Legislativo 48 del 2020 stabilisce che “l’impianto termico è un impianto tecnologico fisso destinato ai servizi di climatizzazione invernale o estiva degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, o destinato alla sola produzione di acqua calda sanitaria”.

Sono quindi escluse le stufette elettriche mobili e i generatori di sola acqua sanitaria.

In questa aggiornata definizione di impianto, è cessato il requisito relativo alla potenza minima dell’impianto e resta solo la prerogativa di funzionalità dell’impianto (anche se solo riattivabile a seguito di un intervento di manutenzione).

Caminetto stufa, sono impianti termici?

Inizialmente sulla questione dei caminetti o stufe e sulla loro relativa ammissibilità al Superbonus 110% abbiamo vissuto un forte momento di perplessità.

Questo perché la vecchia definizione contenuta all’interno dell’Art. 2 del D. Lgs. 192/05, poi modificato dal Decreto-legge 4 giugno2013, n. 63, coordinato con la legge di conversione 3 agosto 2013, n. 90, escludeva le stufe, i caminetti e i dispositivi per il riscaldamento localizzato a energia radiante dalla tipologia di impianti termici.

La Supercircolare 30/E dell’Agenzia delle Entrate ha invece modificato i termini disponendo: “per gli interventi realizzati a partire dall’11 giugno 2020, data di entrata in vigore del citato d.lgs. 10 giugno 2020 n. 48, per effetto della nuova definizione normativa di impianto termico, le stufe a legna o a pellet, anche caminetti e termocamini, purché fissi, sono considerati impianto di riscaldamento”.

Ma come si dimostra la presenza di un camino?

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che è sufficiente produrre una corposa documentazione fotografica e una dichiarazione da parte di un termotecnico che riporti la potenza erogata dal camino.

Superbonus 110% per sottotetto e cantine senza riscaldamento

Come citato nelle prime righe dell’articolo, soprattutto nelle vecchie case di campagna o nei terra tetti, è più probabile trovare ambienti sprovvisti di riscaldamento, pensiamo alle taverne, cantine, garage, sottotetti e mansarde.

Ma come influiscono questi ambienti sulla realizzazione dell’isolamento termico dell’edificio?

Dal punto di vista tecnico, se pur sprovvisti di riscaldamento e meno vissuti rispetto agli altri ambienti, anche su queste superfici è fortemente consigliabile realizzare il cappotto.

Infatti, l’interruzione dell’isolamento potrebbe comportare un abbassamento complessivo delle prestazioni termiche dell’edificio e il verificarsi di dannosi ponti termici, oltre ad un evidente problema estetico dovuto dalla discrepanza di volume tra locale isolato e no.

Dal punto di vista dell’incentivo invece, la norma precedentemente citata, ci ricorda che per accedere Superbonus 110% occorre che le superficie degli ambienti da isolare siano riscaldati, quindi tali porzioni perimetrali sono escluse dal contributo.

Pertanto, occorrerà contabilizzare separatamente le porzioni ammesse al Superbonus 110% e quelle escluse, che potrebbero però godere di latri contributi come il bonus facciate.

Nel caso specifico del tetto, l’art. 119 del Dl Rilancio specifica che: “il tetto concorre al calcolo del 25% della superficie lorda disperdente al fine di poter ammettere al 110% gli interventi di coibentazione degli immobili”, ma per quanto concerne le parti come vuoti tecnici o mansarde senza riscaldamento?

Ai fini del Superbonus 110%, la coibentazione del tetto rientra nella disciplina agevolata senza limitare il concetto di superficie disperdente al solo locale sottotetto eventualmente esistente.

Quindi anche il tetto è inserito nel complesso delle pareti orizzontali, verticali e inclinate sulle quali intervenire, nei casi in cui il sottotetto sia riscaldato o no. Solo escluse solamente eventuali porzioni di perimetrali adiacenti alle zone sprovviste del riscaldamento.

Altri requisiti necessari per accedere al Superbonus 110%

La presenza dell’impianto di riscaldamento è delle molte condizioni da rispettare per accedere al Superbonus 110%, vediamo le principali.

Come forse saprai, la norma distingue gli interventi ammissibili al Superbonus 110% in due categorie: interventi trainati e trainati, definiti così per la realizzazione di un intervento del primo tipo traina i benefici del 110% agli interventi appartenenti alla seconda tipologia, purché realizzati congiuntamente.

Gli interventi devono inoltre rispettare i seguenti requisiti:

Il miglioramento delle classi energetiche è il requisito principe, su cui si basa il Superbonus 110%: gli interventi devono generare il salto di minimo due classi (se non possibile il conseguimento della classa più alta) e deve essere accertato tramite APE, di cui necessita l’asseverazione.

Il rispetto dei requisiti minimi, previsti dal comma 3-tre dell’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, indicano le condizioni necessarie per realizzare gli interventi di efficienza energetica massimizzando le prestazioni ambientali. Tali interventi devono essere asseverati e trasmessi all’ENEA.

I limiti di spesa invece sono differenziati a seconda del tipo di intervento e dal numero di immobili facenti parte dell’edificio. Nel caso in cui vengano effettuati più interventi nello stesso immobile, il limite di spesa è da considerarsi la somma degli importi previsti per ciascuno di tali interventi.

Infine, la conformità urbanistica è essenziale perché, come recita l’articolo 49 del DPR 380/01 “gli interventi abusivi realizzati in assenza di titolo o in contrasto con lo stesso, ovvero sulla base di un titolo successivamente annullato, non beneficiano delle agevolazioni fiscali (…)”.

Se questo articolo ti è piaciuto commentalo o condividilo con chi credi possa ritenerlo di suo interesse!

  • Lorenzo ha detto:

    Oltre al cappotto termico, in caso di impianto di riscaldamento bivalente servito da termocamino e caldaia a gas (utilizzo nei mesi estivi per ACS)l’aliquota al 110℅ è ammissibile per la sostituzione di entrambi i generatori?
    Se si, come configurare gli interventi (trainanti o trainati)?

    • RiESCo Srl ha detto:

      La sostituzione parziale o integrale dell’impianto di riscaldamento è ammessa dall’ecobonus 65% e quindi, come trainato la sostituzione parziale con il superbonus 110%.
      Se, però i due impianti, termocamino e caldaia) sono uno di backup all’altro, è ammessa la sostituzione con il Superbonus (ed anche Ecobonus) solo per il generatore primario, quello riportato nell’APE o nel Progetto.
      L’altro lo può sostituire con il Bonus Casa (Ristrutturazione) al 50% in 10 anni.

  • Paolo ha detto:

    Salve, sto ristrutturando casa e, come noto, sottotetto e cantina che in precedenza non erano riscaldati non rientrano nel 110. Il termotecnico mi detto che non posso renderli riscaldati nemmeno a mi spese perché collegati all’impianto termico principale oggetto del 110 e che l’unica soluzione sarebbe quella di installare a parte un condizionatore in pompa di calore.

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buon giorno Paolo … L’idea del suo tecnico è, secondo me, corretta, il 110% lo può fare per quel che ora è riscaldato.
      La soluzione prospettata di un 2° impianto, è fattibile, e la può fare con il Bonus casa 50%
      Forse, se la potenza disponibile fosse sufficiente (da verificare con il termotecnico), con il fatto che si tratta di un ampliamento possibile, in un secondo tempo, potrebbe essere legittimo collegare l’impianto esistente all’ampliamento.
      In ogni caso, deve essere una pratica separata. Comunque la cosa richiede approfondimento.

  • Gianpietro Zorzi ha detto:

    Buongiorno, ho una baita in mezzo il bosco di due piano, dove c’è un caminetto aperto che scalda la stanza principale e le due camere al piano primo oltre tramite ventilazione meccanica forzata con uscita su bocchette, oltre che ad una stufa a legna da cottura. A livello di APE, sa dirmi se nel redigere il certificato vadano inseriti questi apparecchi? Grazie

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buon giorno Gianpietro. L’impianto termico come descritto, è fisso e sembra che soddisfi la definizione recente richiesta da ENEA/AdE. Certo che deve essere inserito nell’APE ante per richiedere il Superbonus 110% e poi verificare il salto di 2 classi energetiche

  • Gianluca Farneti ha detto:

    Salve,
    Mi accingo ad iniziare una ristrutturazione totale di un vecchio terra cielo ( fondo e due piani) in centro storico dove camino e stufa al piano primo sono gli unici impianti esistenti
    .
    L’aggiunta di piastre infrarosso nel fondo a piano terra prima dell’inizio della ristrutturazione mi permetterebbe di eccedere la soglia del 25% in termini di superfici riscaldate e quindi non solo di passare dal 65% al 110% ma anche di aggiungere gli interventi di sostituzione di porte e finestre del fondo ed anche l’ isolamento pavimentazione a contatto terra.

    Mi sembra un’ assurdita’ dovere installare le piastre ( che fanno parte del design finale) prima dell’intervento ma i benefici, se permessi, sono notevoli.
    Volevo chiedere se un tecnico abilitato avrebbe alcun problema ad asseverare la presenza di un impianto termico installato solo per usufruire del 110. Inoltre volevo capire se l’assenza di agibilita’ potesse essere un freno a questo tipo di escamotage reso necessario, secondo me, dall’ assenza di coerenza nell’impostazione legislativa

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buon giorno Gianluca
      E’ da chiarire il caso. Il 25% minimo di superficie, per accedere al Superbonus 110%, è riferito alla superficie del Cappotto esterno, dell’involucro. Se una zona è riscaldata o meno (fondo a piano terra) è importante perché solo in quel caso le spese per efficientarne i volumi sono ammesse all’incentivo (Superbonus o Ecobonus).
      Per quanto concerne l’asseveramento di un impianto termico solo per usufruire del 110% o del 65% bisogna che il Tecnico valuti se ciò è ammesso.
      Per quanto concerne l’agibilità non è un requisito per il 110 (quindi potrebbe essere anche collabente) i requisiti sono la regolarità urbanistica, la presenza di un impianto termico, anche non funzionante ma ripristinabile con manutenzione straordinaria, il salto di 2 classi energetiche etc.
      Quest’ultimo requisito vale anche per le Unità in centro storico (anche senza trainante)

  • Gianluca Farneti ha detto:

    Grazie per il suo commento.
    Mi rendo conto che il primo intervento non era del tutto chiaro. Il cappotto termico (interno in quanto edificio storico) e’ parte integrante del progetto con l’obbiettivo di innalzare il piu’ possibile la classe energetica.
    Purtroppo la superfice riscaldata al momento e’ inferiore al 25% per cui non permette di rientrare nel 110.
    La mia idea era quella di fare installare le piastre prima di iniziare la ristrutturazione cosicche’ al momento dell’ APE pre-intervento, l’edificio risulti avere impianti di riscaldamento fissi in corrispondenza di una percentaule dell’involucro superiore al 25% e quindi in % sufficiente a rendere l’intervento trainante e quindi permettere il rifacimento infissi come intervento trainato?
    Chiaramente un escamotage ma la domanda e’ se l’idea sia in contravvenzione alle regole oppure no

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buon giorno Gianluca. Il vincolo del 25% è per la superficie di intervento sul cappotto (pareti verticali + copertura) come INTERVENTO TRAINANTE (diverso dalla superficie riscaldata).
      In centro storico NON E’ vincolante fare uno dei due interventi trainaNti, è vincolante che gli interventi realizzati facciano fare il salto di 2 classi energetiche.
      Mi sfugge il sistema piastre (forse per riscaldare?). Se ora l’unità immobiliare non è riscaldata e Lei inserisce un impianto di riscaldamento ante e procede con la denuncia al catasto impianti, forse, poi, può procedere al 110%. Non ho trovato FAQ, norme etc che lo vietano. Il suggerimento è farsi assistere da un termo-tecnico preparato …

  • Armando ha detto:

    Buongiorno,
    ho una casa di campagna composta da 2 piani.
    Al piano terra ci sono fondaco, cantina e stalla mentre al secondo piano ci sono le camere da letto, la cucina, il soggiorno e il bagno.
    Non ci sono impianti di riscaldamento ma soltanto un grande camino in cucina e uno boiler per l’acqua calda in bagno.
    Secondo lei è possibile beneficiare del superbonus 110%?

    Grazie mille

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buon giorno Armando
      A questo link la FAQ 9.D dell’ENEA per un caso analogo al suo …
      “Si desume che, ai fini della verifica della condizione richiesta per l’Ecobonus, l’impianto di climatizzazione invernale deve essere fisso, può essere alimentato con qualsiasi vettore energetico e non ha limiti sulla potenza minima inferiore. Ai medesimi fini, inoltre, l’impianto deve essere funzionante o riattivabile con un intervento di manutenzione, anche straordinaria.”
      Per quanto concerne il piaano 1°, se il suo termo-tecnico certifica la presenza del camino e la diffusione del calore in tutti gli ambienti, a parer mio rientra nella fattibilità
      Per il piano terra ho dei dubbi

  • Virgilio ha detto:

    Salve,
    con il mio studio dovremo ristrutturale un vecchio casolare di campagna di circa 55 mq di superficie utile. L’immobile presenta un vecchio camino aperto in muratura con canna fumaria posizionato nel soggiorno. Il proprietario vorrebbe usufruire del superbonus per l’efficientamento energetico . Secondo le nuove definizioni di impianto termico, non ci dovrebbero essere problemi. Potete confermarmi che sia così?
    Grazie in anticipo

    • RiESCo Srl ha detto:

      La FAQ 9.D dell’ENEA (questo il link https://www.efficienzaenergetica.enea.it/detrazioni-fiscali/ecobonus/faq-ecobonus/d-impianti-termici-comma-347.html) citando l’ultima norma (D.Lgs 48/2020, art 2 c1) ENEA dice: “Si desume che, ai fini della verifica della condizione richiesta per l’Ecobonus, l’impianto di climatizzazione invernale deve essere fisso, può essere alimentato con qualsiasi vettore energetico e non ha limiti sulla potenza minima inferiore. Ai medesimi fini, inoltre, l’impianto deve essere funzionante o riattivabile con un intervento di manutenzione, anche straordinaria.
      A parer mio, il vostro caso, con opportuna certificazione da parte di un vostro termo-tecnico di quanto esistente e della possibilità che il calore possa essere diffuso nei locali oggetto di intervento, rientra in quelli ammissibili …
      Questo è il mio parere e se capita a RiESCo un caso analogo, lo applichiamo

  • roberto puntoni ha detto:

    Buongiorno, ho un bifamiliare con accesso separato e ho iniziato la pratica per le asseverazioni, mediante ingegnere preposto, per l’ecobonus 110%. Ho alcuni dubbi da chiarire: è tutto in regola per quanto riguarda il computo metrico risultante dalla richiesta degli Atti del Comune di pertinenza, sto anche facendo una sanatoria, presentata al comune, per il passaggio da locale caldaia a cucinotto. Il dubbio rimane per la cantina divisa in due locali (come da Atti del comune). Un locale l’ho adattato a ripostiglio dove ho anche un lavandino, lavatrice , serbatoio per scarico acqua con pompa di aspirazione, e serbatoio per autoclave (staccato però dall’impianto). Nell’altra porzione di cantina invece ho due divani un caminetto e un mobile con tv inoltre c’è anche un termosifone. vorrei sapere, per cortesia, quali cambiamenti devo apportare per essere in regola e accedere al bonus senza avere brutte sorprese per un eventuale controllo successivo da parte, credo, di ENEA. volevo sapere anche entro quanti anni dalla fine dei lavori devo aspettarmi questo eventuale controllo, grazie infinite.

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buon giorno Roberto, secondo noi per usufruire del 110% deve prima regolarizzarne l’uso con la conformità urbanistica della cantina. Per quanto concerne il tempo per ENEA e AdE di fare i controlli, la norma specifica 8 anni. Comunque si confronti con il suo Ingegnere che troverete una soluzione sicura.

  • ALMA PORPORA ha detto:

    Quale circolare Enea dice che è necessaria la documentazione fotografica per dimostrare l’esistenza dell’impianto?

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buin giorno Alma.
      Mi risulta che nessuna circolare e nessuna Norma imponga la documentazione fotografica o altra modalità per dimostrare l’esistenza dell’impianto. L’esperienza suggerisce che nel più ci sta il meno” e il modo migliore per evitare i problemi è meglio prevenirli.

  • simone ha detto:

    Buongiorno,
    sto effettuando un intervento di demolizione e ricostruzione di un condominio in cui una delle 6 unità abitative di cui è composto non è dotata di impianto di riscaldamento preesistente. Già verificato il miglioramento di 2 classi energetiche a seguito degli interventi (trainanti) sia sull’impianto centralizzato che sull’involucro. Le schermature solari e i collettori solari, come previsto dalla disciplina precedente, sono da considerarsi trainabili anche sull’unità priva di impianto di riscaldamento preesistente, e quindi accedono al superbonus? Grazie

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buon giorno Simone
      I collettori solari si, ne sono certo …
      Schermature solari mi sembra di si, ma non sono certo.

  • Raffaele Colella ha detto:

    Buon giorno, io, in una casa vecchia ristrutturata ho una stufa a legna di potenza 13 kw e 3 termoconvettori fissati alle pareti, ognuno di potenza 2 kw, il tutto al piano primo di circa 95 mq ( tre camere e 1 bagno ). Al piano terreno, ristrutturato, ma non ancora abitato, 5 termoconvettori da 2 kw in 3 locali. Secondo lei, potrei accedere all’ ecobonus 110 %? Grazie.

  • Enrico ha detto:

    Buongiorno,
    vorrei ristruttuturare una casa in campagna su due livelli:
    – piano terra composto da 2 stanze, la prima ha una camino e la seconda comunicante alla prima senza porte ha una stufa a legna;
    – piano primo sempre due stanze senza nessun tipo di riscaldamento con tetto spiovente.
    Vorrei installare il cappotto sul pavimento del piano terra (dovrebbe essere sopra del 25% della superficie disperdente) ed poi sul tetto (INTERVENTO TRAINANTE).
    Inoltre vorrei installare un sistema VRV a pompa di calore e installare 4 split nelle 4 camere.
    Per l’ACS attualmente ho 2 boiler elettrici e vorrei mettere una scaldacqua a pompa di calore.
    Cambio di tutti gli infissi e installazione impianto fotovoltaico.
    Le pongo le seguenti domande:
    1) il cappotto termico sul tetto può essere detratto al 110%? Avevo letto che se si fa il cappotto per almeno il 25% della superficie disperdente si poteva fare anche nelle parti non riscaldate ed richiedere comunque il superbonus 110%

    2) la stufa a legna è vecchia e quindi non ha documentazione ma è funzionante, cosa bisogna presentare per attestare il suo funzionamento?

    3)Come intervento trainato farò la sostituzione della stufa a legna inserendo la pompa di calore a VRV che però sarò dimensionata per i 4 split che inserirò. So che per gli ambiente non ricaldati dovrò pagare gli split aggiuntivi ma per l’unità esterna come dovrei fare? (Il camino non verrà sostituito)

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buon giorno Enrico. Il caso è complesso e pieno di incertezze. Le do la mia opinione.
      1A) Se fa l’isolamento a cappotto di almeno il 25% della superficie disperdente, allora attiva l’intervento trainante per gli altri interventi.
      1B) Per il cappotto sul tetto, con l’intercapedine del sottotetto non riscaldato, è ammissibile nel Superbonus grazie all’emendamento specifico nella legge di bilancio 2021. Parla però che il piano sottostante al sottotetto sia riscaldato. Nel suo caso il 1° piano non lo è. Servirebbe l’interpretazione di ENEA o AdE.
      2) E’ sufficiente la dichiarazione del Termotecnico incaricato che attesti che la stufa è impianto termico idoneo ai sensi d.lgs. 10 giugno 2020, n. 48.
      3) In questo caso realizza una sostituzione parziale, ammissibile, ma solo per la parte riscaldata. Per le spese ammesse, una soluzione può essere la ripartizione proporzionale alle superfici riscaldate e non.

  • Pellegrino Luigi ha detto:

    Salve,
    Possiedo un appartamento in un edificio con tre unità abitative totali ed indipendenti; tutti e tre i proprietari vorremmo usufruire del bonus 110 per cappotto esterno, infissi, tetto (in comune) e cambio dell’impianto di riscaldamento per sole due unità. L’unico dubbio che mi sorge è il seguente: io (II piano) e mio cugino (III piano) abbiamo un camino a legna per la cucina abitabile con annesso cucinotto e una camera da letto confinante; una stufa a legna in corridoio X sala da pranzo, altre due camere e bagno. Secondo voi riusciamo ad usufruire del bonus per un nuovo impianto che copre l’intero appartamento? Se è possibile conviene una pompa geotermica con annesso fotovoltaico per entrambi gli alloggi o due soluzioni a condensazione separati?

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buon giorno Luigi. Mi scuso del ritardo, ci era sfuggito il suo commento.
      Per la verifica dei requisiti (impianto termico) serve la certificazione di un termotecnico che i sistemi presenti (camini e stufe) soddisfino i requisiti di cui all’art. 2 D. Lgs 48/2020 di cui anche alla FAQ 9D dell’ENEA Efficienza Energetica.
      Soddisfatto ciò, il resto appare tutto fattibile.

  • Sandra Truppa ha detto:

    Ho una casa al mare su tre livelli. Esiste un impianto di riscaldamento con tetmosifoni in ogni stanza, ma la caldaia è stata rottamata. Al piano terra c’è un camino funzionante e in mansarda terzo livello c’è una stufa a pellet. Posso usufruire del superbonus 110%?
    Geazie
    Sandra

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buon giorno Sandra. La norma parla che il requisito è l’esistenza di impianto di riscaldamento ripristinabile con manutenzione, anche straordinaria. Il ripristino della caldaia rottamata rientra tra le operazioni di manutenzione straordinaria.
      Secondo noi, quindi, si può usufruire del Superbonus 110% e/o degli altri Ecobonus.

  • Pierpaolo ha detto:

    Salve,
    Ho un caso simile ad altri, casa al mare con 2 camere e bagno e sala con angolo cottura, in quest’ultima c’è un vecchio camino aperto in muratura. Chiarito che il camino è considerato impianto di riscaldamento il dubbio esposto dal geometra è che non è sufficiente a scaldare tutte le stanze ed il bagnetto. Gli interventi che volevamo realizzare sono cappotto (anche sul tetto), sostituzione degli infissi, fotovoltaico ed un sistema di riscaldamento più efficiente con caldaia a pellet al posto del camino con impianto a pavimento. Si può fare? Eventualmente per giustificare l’impianto di riscaldamento anche negli altri ambienti mi basta aggiungere un climatizzatore con pompa di calore installato a regola d’arte prima dell’intervento del 110?

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buon giorno Pierpaolo
      La norma dice che per accedere al Superbonus 110% o all’Ecobonus 65% l’Unità Immobiliare deve essere dotata di Impianto di riscaldamento fisso.
      Non dice più la potenza minima e da quanto tempo …

  • Alfonso ha detto:

    Salve,
    vorrei usufruire delle agevolazioni del Superbonus per realizzare il cappotto termico, sostituzione degli infissi con annessi sistemi oscuranti, realizzazione di sistema per il controllo meccanico della ventilazione, impianto fotovoltaico, installazione di collettore solare e sostituzione dell’impianto di riscaldamento.
    Ho una casa in campagna su due piani, al piano superiore 3 camere più bagno con 2 split in 2 delle 3 camere, al piano inferiore unico ambiente con stufa (formata da un elemento scaldante simile ad un termoconvettore fissato alla parete) alimentata con bombola a gas e bagno.
    Inoltre sono presenti due ambienti non comunicanti tramite porte o altro agli ambienti precedentemente descritti, più specificatamente si tratta di un ambiente adibito a cucina con uno split e l’altro a lavanderia senza nessun elemento riscaldante.
    Vi è conformità sia urbanistica che catastale.
    I miei dubbi sono:
    1)volendo realizzare un impianto con pompa di calore, la presenza dell’impianto appena descritto mi fa rientrare nei requisiti?
    2)nella stanza al piano superiore e nel bagno non vi sono elementi riscaldanti, nella realizzazione del nuovo impianto vorrei installare degli elementi per riscaldare le stanze, queste lavorazioni vanno al 65% o al 110%?
    3)la lavanderia occupa una parte dei muri perimetrali, in quanto attaccata al fabbricato principale ma con accesso diverso, per la realizzazione del cappotto termico questo va considerato ambiente non riscaldato e quindi potrei fare il bonus facciata o il bonus casa? o rientra nel superbonus 110% in quanto ambiente di servizio?
    4)se realizzassi una porta che mette in comunicazione la lavanderia e gli ambienti del piano terra ed installassi uno split rientrerebbe nel 110%?
    Grazie anticipatamente per la risposta.

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buon giorno Alfonso.
      Il requisito che l’UI sia dotata di Impianto di Climatizzazione Invernale (ICI) è essenziale. La definizione di ICI è quella del D.lgs. 48/2020, richiamata dalla FAQ 9D sul sito Enea Efficienza Energetica.
      Indubbiamente il suo è un caso complesso, quindi la stufa a gas al piano terra, più 2 split in 2 camere su 3, più uno split in cucina, nel suo complesso, non sono un ICI completo.
      Vero è che almeno le 2 camere, il salone e la cucina sono comunque riscaldati, quindi almeno per quelli vale come ICI.
      In ogni caso serve la certificazione di un Termotecnico che certifichi, anche con APE, la rispondenza del suo impianto a ICI secondo la norma.
      A parer mio, almeno per 80-90% ne ha diritto …

  • Pasquale ha detto:

    Buongiorno,
    vorrei sapere se, alla luce delle ultime normative, è possibile usufruire del bonus 110% considerando che, da quella che è la situazione attuale dell’immobile (un terra-cielo da ristrutturare completamente), è presente un focolare/camino solo al secondo piano, mentre al primo piano, il precedente proprietario, che ha vissuto lì fin da piccolo, riferisce che era presente una vecchia stufa per il riscaldamento. Ovviamente oggi di quest’ultima non vi è alcuna traccia e, pertanto, vorrei sapere se, è comunque sufficiente il camino al 2 piano per accedere al bonus o bisognerebbe in qualche modo dimostrare che anche al primo piano vi era una forma di riscaldamento. Grazie

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buon giorno Pasquale.
      La sua situazione è molto border line … Definire il suo camino come “Impianto Termico” idoneo, forse appare forzato.
      In ogni caso le conviene affidarsi ad un termotecnico o impresa che la guidi nella procedura, fatte le necessarie verifiche.

  • Gerardo ha detto:

    Buongiorno ho una casa di Campagna su due piani con unico ingresso comunicante tramite una scala centrale, al piano terra in cucina c’è un camino aperto a legna ed una stufa a pellet canalizzata che immette aria calda nel vano scale, al piano superiore c’è un altro camino a legno aperto, lacqua calda al piano terra e prodotta da un boiler elettrico, mentre per il piano superiore c’è uno scaldino a gas.
    La domanda è posso usufruire del bonus 110 per effecientamento termico, vorrei fare il cappotto sostituire gli infissi ed installare i pannelli fotovoltaici sul tetto rifacendolo exnovo?

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buon giorno Gerardo. Per usufruire del Superbonus 110% (o dell’Ecobonus) richiede la presenza dell’impianto termico, la cui definizione è quella art.2 D.Lgs 48/2020, di cui anche alla della FAQ 9D di “Enea Efficienza Energetica”, cioè: “impianto termico”: impianto tecnologico fisso destinato ai servizi di climatizzazione invernale o estiva degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, o destinato alla sola produzione di acqua calda sanitaria, indipendentemente dal vettore energetico utilizzato, comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione, accumulo e utilizzazione del calore nonché gli organi di regolazione e controllo, eventualmente combinato con impianti di ventilazione. Non sono considerati impianti termici i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria al servizio di singole unità immobiliari ad uso residenziale ed assimilate“. Si desume che, ai fini della verifica della condizione richiesta per l’Ecobonus, l’impianto di climatizzazione invernale deve essere fisso, può essere alimentato con qualsiasi vettore energetico e non ha limiti sulla potenza minima inferiore. Ai medesimi fini, inoltre, l’impianto deve essere funzionante o riattivabile con un intervento di manutenzione, anche straordinaria.
      Per accedere al Superbonus, a mio parere, le è sufficiente la certificazione del termo-tecnico che attesti che quello presente è un IMPIANTO TERMICO che soddisfa i requisiti

  • Carlo ha detto:

    Salve,
    vorrei usufruire dell’Ecobonus 110% su classica casa indipendente A/2 di tre piani. Primo e secondo piano superficie abitabile. Piano terra non abitabile altezza 3 metri (garage e cantina). Tutti e tre i piani sono dotati di impianto di riscaldamento a termosifoni.
    La vostra società opera anche in provincia di Frosinone?
    Posso usufruire dell’Ecobonus 110% anche al piano terra se presento una pratica (PdC) di cambio destinazione d’uso da locali non abitabili ad abitabili? Posso quindi sostituire con il 110% gli infissi già esistenti, la porta di ingresso e i nuovi infissi che verranno realizzati? Posso realizzare il pavimento a riscaldamento con il 110%?
    Grazie mille

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buon giorno Carlo.
      Si a mio parere lei dovrebbe avere tutti i requisiti per usufruire interamente del Superbonus 110% …
      Tutto quanto deve soddisfare tutti i requisiti. La procedura è complessa ma se cerchi un tecnico o una ditta idonea che la guidi in tutta la procedura.
      Noi operiamo in tutta Italia per il resto dell’efficienza energetica.
      Per il Superbonus, vista la quantità e la complessità, operiamo solo localmente.

  • salvo ha detto:

    Buongiorno,
    ho un immobile con un camino a legna. L’immobile è piccolo e il termotecnico assevera che i soli due ambienti dell’immobile sono riscaldati dal camino. Voglio effettuare come intervento trainante la sostituzione del camino (in quanto fisso è impianto termico) con 2 o forse 3 pdc aria/aria (classici climatizzatori split aria/aria che rispettano i requisiti di cop e eer).
    Domande:
    – per configurare la “sostituzione”, devo eliminare col martelletto mattone per mattone il grande camino a legna in muratura che attualmente rappresenta l’impianto termico ? (Sembrerebbe un po’ assurdo tutto ciò.. senza considerare che potrei danneggiare la struttura della casa.. Ma allora come fare..?)
    – o forse il camino può restare lì ed in più posso installare le 2/3 pdc ? (In questo caso nell’ape post dovrei comunque inserire sia camino che le pdc in quanto, di fatto, tutti questi sono presenti a configurare l’impianto termico..). E nel portale Enea 110 per l’asseverazione cosa si riporta come generatore sostituito ? Forse si indica comunque il camino pur essendo rimasto lì ed avendolo nuovamente riportato nell’ape post ?

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buon giorno Salvo.
      Questo è il mio punto di vista. Le serve un termotecnico che certifichi che il camino è impianto invernale idoneo. La norma parla di sostituzione, quindi sembrerebbe debba essere smantellato. E’ vero anche che ENEA ammette che l’impianto vecchio possa restare a patto che sia inibito l’uso di riscaldamento. per far questo basta che chiuda la canna fumaria e il camino rimane come arredo, non funzionante.

  • Alfonso ha detto:

    Ti ringrazio per la risposta e la cortesia.
    Vorrei porgerti un altro quesito.
    Se io utilizzassi il bonus casa (ristrutturazione al 50%) per installare dei ventilconvettori (o split) e una pompa di calore in aggiunta agli elementi già presenti, rifare l’impianto e qualche lavorazione ammessa dal bonus, subito dopo, cioè dopo nemmeno un mese, potrei usufruire del Superbonus 110% per fare il cappotto, per cambiare gli infissi, per realizzare l’impianto fotovoltaico ma soprattutto per cambiare la pompa di calore e i ventilconvettori appena acquistati e quelli già esistenti?

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buon giorno Alfonso
      A memoria non rammento se c’è una norma che lo consente o che lo impedisce.
      A volte succede che le norme siano, come dire, confuse.
      E’ certo che l’operazione è molto ardita … non so se ENEA e/o Agenzia delle Entrate, hanno già detto qualcosa in casi analoghi.

  • MARTINA ha detto:

    Buongiorno,
    la casa di proprietà ha il primo piano riscaldato (camino e stufa a legna) mentre il piano terra attualmente non comunicante è cantina non riscaldata. Effettueremo ristrutturazione presentando in Comune cambio destinazione d’uso per rendere abitabili i locali cantina collegandoli con scala interna. Coibentando, installando pompa di calore e pavimento radiante nei due piani potrò sfruttare la detrazione solamente per i locali attualmente riscaldati (ovvero piano primo)? In tal caso il termotecnico dovrà proporzionare le spese per i volumi riscaldati? E come dovrò effettuare i pagamenti? E’ preferibile farsi fatturare l’intero intervento con due fatture distinte, una per la quota riscaldata (da poter detrarre) e una per la quota non riscaldata (senza detrazione)? Grazie e complimenti per il sito.

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buon giorno Martina. Grazie per i complimenti.
      Si, a parer mio, può sfruttare il Super Bonus per la parte dei locali riscaldati,
      Si il termotecnico dovrà proporzionare i costi trale due parti, la parte riscaldata e la parte non riscaldata.
      I pagamenti vanno effettuati come tutti quelli degli incentivi, citando la norma, la P.IVA del beneficiario del pagamento, il Codice Fiscale del Beneficiario committente
      Dividere le fatture in parte Superbonus e in parte piano terra le consentirà di facilitare le procedure.
      Noti bene, che per i lavori che non rientrano nel Superbonus 110%, relativi alle parti non riscaldate delle pertinenze (cantina) può accedere all’incentivo del Bonus Casa 50%.

  • Santo ha detto:

    Buongiorno, vorrei acquista un terreno agricolo di 1,3 ha dove insiste un deposito censito come c/2 di 52mq. Vorrei sfruttare il sisma bonus per la demolizione e ricostruzione
    e allo stesso tempo aumento di volumetria (sfruttando cubatura ancora disponibile dal terreno) e infine cambio di destinazione d’uso. Ammesso che riuscissi a dimostrare l’esistenza di un impianto termico esistente sul
    Locale di 52mq, potrei poi usufruire del super bonus 110 per riscaldare non solo l’immobile preesistente ma anche il nuovo con un volume maggiore?

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buon giorno Santo.
      A parer mio non può usufruire del Superbonus per il riscaldamento. E’ riservato solo agli appartamenti, autorizzati e accatastati come tali

  • Giuseppe Russo ha detto:

    Buonasera, vorrei acquistare una casa vicino al mare. La casa si trova in zona sismica 3B.
    A seguito di un sopralluogo ho constatato che: non dispone di impianto di riscaldamento, il soffitto e alcune pareti presentano delle crepe (da verificare), l’immobile è un singolo piano terra con terrazzo di copertura per tutta la grandezza dell’immobile, l’immobile confina con un’altra casa (separate dalla parete). La prima domanda è se per determinare la presenza di un impianto termico è sufficiente ad esempio mettere dei termosifoni elettrici nelle stanze/ambienti, oppure pannelli radianti a infrarossi, sempre elettrici e in caso di risposta affermativa, il nuovo impianto che lo andrebbe a sostituire, potrebbe essere magari a pavimento? La seconda domanda è se può usufruire del sismabonus per il riconsolidamento del tetto e delle pareti, e chiaramente a seguire dell’installazione di un fotovoltaico con accumulo, infissi e oscuranti, infissi interni? Grazie

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buon giorno Giuseppe.
      Alla domanda se basta mettere dei termosifoni elettrici etc perché sia soddisfatto il requisito di impianto termico esistente e fisso il mio parere è che la soluzione è molto border line e non conosco casi in cui, a seguito di controllo ENEA e Agenzia delle Entrate, sia stato ammessa.
      Alla seconda domanda, se l’intervento fa migliorare di almeno 1 classe sismica, con tanto di dichiarazione del tecnico strutturale, ritengo di si, è ammesso il superbonus 110% per quei lavori e il FV più batterie.

  • Michele ha detto:

    Buonasera,
    in una viletta in campagna vi sono 2 camere da letto, un bagno, un soggiorno ed una cucina. In tale ultima stanza è presente un camino a legna. Il geometra associato ad uno studio di ingegneria che ho interessato, mi ha detto che secondo lui non siamo nelle condizioni di accedere al superbonus 110% (cappotto, coibentazione terrazzo, installazione di solare termico, installazione di fotovoltaico con accumulo a cui associare impianto di riscaldamento/raffreddamento, sostituzione infissi e corpi oscuranti). Vorrei avere maggiori informazioni in merito, posto che non sussistono irregolarità edilizie e qualche anno fa abbiamo fatto fare APE in cui viene indicata classe “G”.
    Grazie in anticipo.

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buon giorno Michele. per accedere al Superbonus 110% bisogna che l’immobile sia dotato di impianto di riscaldamento, che il D.lgs. 48/2020 ha modificato cosi: “impianto termico”: impianto tecnologico fisso destinato ai servizi di climatizzazione invernale o estiva degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, o destinato alla sola produzione di acqua calda sanitaria, indipendentemente dal vettore energetico utilizzato, comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione, accumulo e utilizzazione del calore nonché gli organi di regolazione e controllo, eventualmente combinato con impianti di ventilazione. Non sono considerati impianti termici i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria al servizio di singole unità immobiliari ad uso residenziale ed assimilate.“:
      Se ne desume che l’impianto sia fisso, alimentato con qualsiasi energia, senza limiti inferiori di potenza minima inferiore, funzionante o riattivabile con manutenzione, anche straordinaria.
      Che dire del caso con un camino in unica stanza? E’ molto border line e sono molti i casi così, molto incerti. Non saprei dare un consiglio attendibile fino a che non si esprimono ENEA e Agenzia delle Entrate …

  • Sergio ha detto:

    Buongiorno,
    ho una casa singola distanziati di 4 metri da quelle vicine, strutturata su tre livelli: sottopiano parzialmente interrato dal prospetto fronte strada (ovest) e digradante sul lato nord per terminare a livello poco più basso nel retro della casa verso (sud). Il sottopiano (semi scantinato) è alto 2,58 metri, provvisto di termosifoni ed è costituito da una saletta caldaia, un vano di circa 50 mq, tre stanze, un bagno con disimpegno e 3 camere. Due ambienti hanno ampie porte finestra e gli altri sono finestrati. Il fabbricato è conforme al progetto originario e a varianti a due varianti successive e alle risultanze catastali con la precisazione che non c’è divieto di riscaldare di tali ambienti.

  • Sergio ha detto:

    Buongiorno,
    la mia casa (villa), identica ad altre della stessa via, ha un piano a livello stradale e un sottopiano, parzialmente interrato, con terreno digradante da lato strada verso il retro. L’intera casa è riscaldata mediante caldaia a gasolio. La casa non ha scala interna fra i due livelli (non comunicanti) . Il semi interrato, alto 2,60 metri, è provvisto di termosifoni nei vani e nel bagno. Due ambienti hanno porte finestra, gli altri sono finestrati. Il fabbricato corrisponde al progetto e alle risultanze catastali (unica particella). Il regolamento comunale non pone divieti circa il riscaldamento di vani accessori, sottotetti etc. Alcuni proprietari hanno già contattato dei professionisti. Secondo alcuni si ha diritto al SB (Superbonus) posizionandi l’isolamento termico (cappotto) sulle pareti esterne dello scantinato, altri invece ritengono che si abbia diritto al beneficio SB solamente isolando il soffitto del sottopiano. La seconda ipotesi, oltre a non essere esteticamente valida (dentello del capotto fra i due livelli) non consentirebbe il beneficio del SB per la sostituzione degli infissi.
    Domanda: è applicabile il SB al capotto sulle pareti esterne con estensione del SB anche infissi?
    Grazie per la cortese risosta
    Sergio

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buon giorno Sergio.
      Per quanto ci riguarda, il Superbonus spetta agli appartamenti e alle loro pertinenze se riscaldati con impianto termico fisso.
      Altro requisito è la regolarità urbanistica (nonostante il Decreto semplificazioni, l’art. 49 del D.Lgs 380/01 resta valido)
      Soddisfatto ciò, a nostro parere il Superbonus, trainanti e trainati, può sfruttarlo sia per l’appartamento sia per le pertinenze, anche non comunicanti tra di loro.

  • Fabio ha detto:

    Salve, ho una bifamiliare di due piani più 2 sottotetti, questi ultimi sono accatastati come sottotetto e hanno i termosifoni funzionanti, la mia domanda è posso usufruire del 110 anche per il sottotetto (infissi cappotto ecc.)?
    Grazie

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buon giorno Fabio.
      Se il sottotetto è regolarmente autorizzato, così il suo riscaldamento, allora può usufruire del 110% anche per il sottotetto come pertinenza.

  • Fabio ha detto:

    Salve, i miei sottotetti sono accatastati come tali ma hanno i termosifoni funzionanti, posso usufruire del 110 per gli infissi e cappotto anche per i sottotetti?
    Grazie

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buona sera Fabio … mi scuso era sfuggito il suo commento.
      Se i sottotetti sono pertinenze dell’appartamento autorizzate, oltre che accatastati, e sono riscaldati, la norma ne consente il 110% anche per quella parte di unità immobiliare.

  • Fabio ha detto:

    In che senso regolarmente autorizzato?

    • RiESCo Srl ha detto:

      Salve Fabio. Nel senso che il sottotetto così come è, con riscaldamento, è conforme alle autorizzzazioni urbanistiche vigenti nel suo comune.

  • Emilio ha detto:

    Buongiorno
    vivo in un condominio con tre proprietari e parzialmente in costruzione.
    Il condominio è composto da Garage, primo piano in costruzione (F3), secondo piano abitato e terzo piano sottotetto abitabile in costruzione (F3).
    Vi chiedo se posso usufruire del bonus 110% per il secondo piano, l’unico abitato, per fare il cappotto gli infissi e i pannelli fotovoltaici sul tetto.
    Grazie 1000

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buon giorno Emilio. La situazione è molto complicata. Lei può operare solo con intervento trainante condominiale (Cappotto o Impianto riscaldamento centralizzato). Tra i requisiti c’è che le Unità Immobiliari devono essere in esistenti e accatastate mentre 2 su 3 sono in corso di costruzione quindi non hanno i requisiti.
      La cosa è molto complicata, crederei che Lei non possa accedere al Superbonus 110 ma in ogni caso ci vorrebbe un quesito all’Agenzia delle Entrate.
      Mi dispiace non esserle di aiuto

  • Patrizia ha detto:

    Buonasera
    ho un immobile ereditato che sto vendendo. ho rottamato la caldaia perchè non funzionante con notifica al catasto caldaie della regione.. ho tutti gli estremi della caldaia ed il certificato del tecnico che l’ha rimossa.Esistono termosifoni in ogni stanza e contatore gas disattivato.
    il compratore mi riferisce che non può usufruire del bonus 110% perchè manca la caldaia nell’impianto.
    cosa posso fare?
    Grazie

  • antonio ha detto:

    Buonasera e complementi per le delucidazioni rese.
    Ho un fabbricato composto da un piano terra ed un piano primo appartenenti a differenti proprietari e quindi contraddistinti da due Sub diversi. Il piano terra è accatastato come Stalla C/6 e vi è presente una vecchia stufa a legna; il piano primo è accatastato come A/3 ed è presente un camino. Volendo procedere alla demolizione e ricostruzione con cambio di destinazione d’uso del piano terra (da C/6 ad A/3), volevo sapere se per il piano terra posso usufruire oltre che del Sismabonus (96.000€), anche degli incentivi ecobonus (cappotto termico, infissi, caldaia, ecc.). In attesa di una sua cortese, Ringrazio e saluto

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buona sera Antonio … mi scuso del ritardo della risposta.
      Per l’Ecobonus serve la presenza di un impianto termico fisso ai sensi del D.Lgs 48/2020, vedasi anche la FAQ 9.D dell’ENEA https://www.efficienzaenergetica.enea.it/detrazioni-fiscali/ecobonus/faq-ecobonus/d-impianti-termici-comma-347.html
      Se il Camino possa definirsi Impianto Termico è questa la domanda. Per molti si per alcuni no. FAQ di ENEA e AdE non consentono la certezza.
      Se la stalla è un unico vano, con il vecchio camino di dimensioni idonee a riscaldarla, allora per me può usufruire dell’Ecobonus 65% o 50% a seconda del tipo di intervento.
      Per l’Ecobonus, infatti, non è significativa la Categoria Catastale, vedasi anche Guida AdE, che parla solo di “Edifici esistenti

  • Arcangelo ha detto:

    Buonasera
    ho acquistato le quote da i miei fratelli di un vecchio immobile di famiglia, la casa è disabitata da diversi anni ed è dotata di un vecchio impianto termico risalente ai primi anni 90 a gasolio riattivabile con termosifoni in ghisa in tutte le stanze in più è presente un camino. L’impianto non risulta essere censito al catasto termico ed il libretto è stato smarrito. E’ possibile accedere al super bonus 110% ?
    Grazie

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buona sera Arcangelo. Per noi si, in quanto la norma dice che l’Unità Immobiliare deve essere dotata di Impianto Termico riattivabile, anche con manutenzione straordinaria. Nulla dice che sia denunciato al catasto impianti.
      Pertanto, può usufruire del Superbonus 110% o dell’Eco Bonus 50%-65%

  • Simone ha detto:

    Buongiorno sto acquistando due unità (a3 e c3) all’interno di un condominio dove sono presenti altre due unità abitative.
    Nel c3 è stato già previsto il sismabonus (trovandosi nel piano seminterrato), è possibile usufruire anche dell’ecobonus visto che sarà ristrutturato in abitativo da unire all’a3?
    Grazie

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buon giorno Simone. Si può usufruire anche dell’Ecobonus a condizione che il C3 fosse dotato di Impianto Termico ai sensi del DL 48/2020 o della FAQ 9.D dell’ENEA

  • Stefano ha detto:

    Buongiorno e grazie per l’aiuto che gentilmente fornite.
    La mia abitazione singola è riscaldata a pavimento da una caldaia a condensazione e vorrei sostituire il tetto (non coibentato) con il superbonus 110% e coibentare (almeno) la parete nord dell’edificio, dopo aver verificato l’effettivo incremento di due classi energetiche.
    Il sottotetto, non riscaldato e non abitabile, è raggiungibile solo mediante la classica botola a soffitto.
    Rientro nelli requisiti del superbonus 110% ?
    Vorremmo anche sostituire una vecchia stufa a legna con una nuova a pellet (che manterrebbe una funzione secondaria rispetto alla caldaia principale) con il contributo del conto termico 2.0. La stufa a legna non è accatastata.
    Le due agevolazioni (che riguardano elementi distinti dell’abitazione) sono compatibili o l’una esclude l’altra ?

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buona sera Stefano
      Per la prima parte, mi sembra che ci siano le condizioni perché lei possa coibentare il tetto e la parete Nord avvalendosi del Superbonus.
      Per la seconda parte, la sostituzione della stufa a legna con una a pellet, se riguarda un’altra parte dell’Unità Immobiliare (non la stessa) può usufruire del Conto Termico, perché le agevolazioni riguardano impianti diversi, di parti diverse.

  • Ruggero ha detto:

    Buona sera, volevo richiedere l’ecobuons 110%, per la mia abitazione con fotovoltaico caldaia a condensazione piu’ pompa di calore.
    Attualmente ho una caldaia a gasolio pero facendo delle verifiche con il mio caldaista mi dice che il locale non è a norma. secondo lei si può richiedere ugualmente l’eco buons visto che andrò a cambiare la caldaia’ ed andro a mettere tutto a norma?

    Grazie

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buona sera Ruggero.
      Il requisito è che l’Unità Immobiliare disponga di un Impianto Termico, anche ripristinabile con la manutenzione straordinaria.
      Come il suo caso, che deve mettere a norma l’impianto. Quindi anche Lei, stando così i fatti, facendo un lavoro trainante e trainati, con il salto di due classi, ha diritto al Superbonus

  • Roberto Krajcirik ha detto:

    Buongiorno,
    recentemente ho appreso dell’esistenza di riscaldamento elettrico mediante pannelli ad infrarossi che, specie se abbinato a fotovoltaico più accumulo, potrebbe essere molto confortevole e vantaggioso. E’ un impaianto ammesso al superbonus 110%?
    Grazie

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buon giorno Roberto
      I riscaldamento ammessi con gli incentivi Eco Bonus (e poi Super Bonus) riguardano il generatore di calore non il sistema di distribuzione e sono le caldaie a condensazione, le Pompe di Calore e i cogeneratori. Non mi sembra ce ne siano altri.
      Il sistema a infrarossi è un sistema di distribuzione che può essere elettrico o a gas o a acqua/vapore, da solo non mi sembra possa essere incentivato.
      Una domanda, quello a infrarossi è un impianto di riscaldamento tipico di industrie e similari, per grandi e alti ambienti, in casa sarebbe una grande novità, quale azienda ha soluzioni per la casa?
      NB Non trovo letteratura che ne certifichi l’efficienza, però siamo interessati a conoscere le novità e i fatti.

  • Domenico ha detto:

    Buongiorno,
    Ho ultimato la ristrutturazione del mio immobile con chiusura lavori nel mese di novembre. L’immobile è costituito da due livelli il primo unità abitativa principale riscaldata dove l’intervento è stato fatto al 110%, il seminterrati (cantina,taverna,garage) con incentivo al 50 poiché non riscaldati.
    Adesso, posso mettere una stufa a pellet nella taverna e usufruire degli incentivi previsti per tale installazione ?
    Grazie

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buon giorno Domenico.
      Si, secondo il nostro punto di vista … Deve comunque inserire la pratica anche ne portale ENEA essendo un intervento classificabile di Efficienza Energetica, anche se sfrutta il Bonus Casa e non l’Eco Bonus

  • Egidio ha detto:

    Buongiorno
    In un appezzamento di campagna ho due case regolarmente accatastate individualmente ed autorizzate come miglioramento fondiario, la prima è una casa colonica di due piani con appartamento al piano primo e locali cantina e magazzino al seminterrato, la seconda è un ex laboratorio che con cambio di destinazione d’uso è divenuta casa di civile abitazione ed in seguito ampliata con piano casa, hanno entrambe il certificato di agibilità. Un pozzo artesiano fornisce l’acqua alle due abitazioni, un bombolone di gas fornisce il gas alle due abitazioni ed un contatore enel fornisce la corrente alle due abitazioni, è possibile eseguire un intervento di superbonus sulla casa ex laboratorio? nella legge vedo che si deve avere almeno tre forniture individuali, ma in questo caso non è possibile averle a meno chè non mi faccia un altro pozzo, non mi faccia installare un altro bombolone ed un altro contatore… Grazie

    • RiESCo Srl ha detto:

      Salve Egidio … Secondo la legge, o considera l’intervento condominiale per entrambe le case, o se le vuol fare come funzionalmente indipendenti, serve che 3 impianti su 4, siano indipendenti, tra Impianto elettrico, Termico, Acqua e fogne …

  • vincenzo ha detto:

    Salve, nel condominio dove sono proprietario di un appartamento si è deliberato di effettuare il cappotto termico sulle facciate con le agevolazioni del superbonus 110%. Il mio appartamento attualmente è sprovvisto di impianto di riscaldamento, sono presenti 4 Split ( uno per ogni stanza ) climatizzatori a pompa di calore. Da informazioni avute da alcuni condomini che abitano nel palazzo da tanti anni è emerso che sin dalla data di costruzione del condominio era esistente un impianto di riscaldamento centralizzato con caldaia alimentata gasolio che parecchi anni addietro i condomini hanno deciso di eliminare. Sicuramente anche il mio appartamento era provvisto di tubi e radiatori ( visto che il Condominio era stato costruito con impianto centralizzato ) rimossi dai precedenti proprietari in fase di ristrutturazione. Alla luce di quanto sopra, posso accedere al super bonus 110% per l’impianto di riscaldamento e per la sostituzione degi infissi e persiane?. Grazie per la cortese risposta.

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buon giorno Vincenzo. Per noi si.
      Infatti, per usufruire del Super Bonus e/o dell’Ecobonus è necessario che l’Unità Immobiliare sia dotata di un impianto Termico. Gli split (pompe di calore) sono classificati come impianto termico …

  • Demetrio Romeo ha detto:

    Buonasera
    Vorrei usufruire del superbonus
    Il mio dubbio è in merito alla sostituzione dell impianto di riscaldamento.
    Tutta la casa ha un impianto di riscaldamento con caldaia a condensazione incluso il siggiorno in cui è presente un caminetto…
    Vorrei sostituire la caldaia ed i termo con le pompe di calore in tutte le stanze… vorrei pero mantenere il camino pensa potrei essere soggetto a problemi con l agenzia delle emtrate in caso di controllo?
    Oppurw dovrei non omclidere le ppmpre di alire nel soggirno ? Ce qualche interpello normativo a cui potrwi fare riferimenti

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buon giorno Demetrio.
      A parer mio lo può fare e usufruire del Super Bonus 110% per due motivi:
      1° Perché la norma parla di sostituzione TOTALE o PARZIALE del generatore di calore (quindi il camino può restare)
      2° perché, probabilmente, il generatore di calore primario è la caldaia e il camino è nato come accessorio. E’ il contrario che non potrebbe fare, sostituire il generatore secondario (camino, climatizzatori split etc) e usufruire dell’Eco Bonus e/o del Super Bonus

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Share This