Superbonus 110% e il requisito dei locali riscaldati

15 Marzo 2021 | Incentivi

Il Superbonus 110% è ammesso solo negli edifici già dotati di climatizzazione invernale, ma quali impianti sono accettati? Il caminetto come viene considerato? Quali problematiche si possono verificare?

Uno dei requisiti fondamentali per accedere al Superbonus 110% è la dotazione dell’impianto di riscaldamento in tutti gli ambienti oggetto d’intervento.

Può sembrare un aspetto banale per la maggior parte degli appartamenti in città ma lo stesso vale per i terratetti o per le vecchie case di campagna?

In questi casi, infatti, è molto più probabile trovare ad esempio taverne o mansarde sprovviste di riscaldamento oppure dotate di stufe fisse o caminetti, per cui nasce spontanea la domanda: cosa prevede la norma in merito?

In questo articolo analizzeremo cosa intende la norma per “ambienti riscaldati”, analizzeremo alcune casistiche particolari e faremo il punto sui principali requisiti necessari per accedere al Superbonus 110%. Buona lettura!

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Cosa si intende per locali riscaldati e cosa per impianto termico?

Per poter usufruire dell’Ecobonus e (Superbonus compreso) l’immobile oggetto dell’intervento deve essere già dotato di un impianto di climatizzazione invernale.

La suddetta disposizione è presente dalla Circolare dell’Entrate delle Entrate n. 36/E del 31 maggio 2007, quando l’aliquota della detrazione vigente era del 55% e oggi viene confermata.

La ragione di tale requisito coincide con l’obiettivo degli incentivi, ovvero favorire davvero il risanamento energetico degli edifici.

Mi spiego meglio: se gli ambienti sono riscaldati significa che questi sono realmente abitati, quindi generano dei consumi potenzialmente migliorabili, inoltre, è più probabile che l’immobile sia conforme alle normative urbanistiche edilizie.

Tuttavia, esistono alcune eccezioni per le quali la mancanza dell’impianto di riscaldamento è tollerata ai fini dell’incentivo. Si tratta dell’installazione dei pannelli solari termici, delle caldaie a biomasse e delle schermature solari.

Per quanto concerne la definizione di impianto termico, il Decreto Legislativo 48 del 2020 stabilisce che “l’impianto termico è un impianto tecnologico fisso destinato ai servizi di climatizzazione invernale o estiva degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, o destinato alla sola produzione di acqua calda sanitaria”.

Sono quindi escluse le stufette elettriche mobili e i generatori di sola acqua sanitaria.

In questa aggiornata definizione di impianto, è cessato il requisito relativo alla potenza minima dell’impianto e resta solo la prerogativa di funzionalità dell’impianto (anche se solo riattivabile a seguito di un intervento di manutenzione).

Caminetto stufa, sono impianti termici?

Inizialmente sulla questione dei caminetti o stufe e sulla loro relativa ammissibilità al Superbonus 110% abbiamo vissuto un forte momento di perplessità.

Questo perché la vecchia definizione contenuta all’interno dell’Art. 2 del D. Lgs. 192/05, poi modificato dal Decreto-legge 4 giugno2013, n. 63, coordinato con la legge di conversione 3 agosto 2013, n. 90, escludeva le stufe, i caminetti e i dispositivi per il riscaldamento localizzato a energia radiante dalla tipologia di impianti termici.

La Supercircolare 30/E dell’Agenzia delle Entrate ha invece modificato i termini disponendo: “per gli interventi realizzati a partire dall’11 giugno 2020, data di entrata in vigore del citato d.lgs. 10 giugno 2020 n. 48, per effetto della nuova definizione normativa di impianto termico, le stufe a legna o a pellet, anche caminetti e termocamini, purché fissi, sono considerati impianto di riscaldamento”.

Ma come si dimostra la presenza di un camino?

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che è sufficiente produrre una corposa documentazione fotografica e una dichiarazione da parte di un termotecnico che riporti la potenza erogata dal camino.

Superbonus 110% per sottotetto e cantine senza riscaldamento

Come citato nelle prime righe dell’articolo, soprattutto nelle vecchie case di campagna o nei terra tetti, è più probabile trovare ambienti sprovvisti di riscaldamento, pensiamo alle taverne, cantine, garage, sottotetti e mansarde.

Ma come influiscono questi ambienti sulla realizzazione dell’isolamento termico dell’edificio?

Dal punto di vista tecnico, se pur sprovvisti di riscaldamento e meno vissuti rispetto agli altri ambienti, anche su queste superfici è fortemente consigliabile realizzare il cappotto.

Infatti, l’interruzione dell’isolamento potrebbe comportare un abbassamento complessivo delle prestazioni termiche dell’edificio e il verificarsi di dannosi ponti termici, oltre ad un evidente problema estetico dovuto dalla discrepanza di volume tra locale isolato e no.

Dal punto di vista dell’incentivo invece, la norma precedentemente citata, ci ricorda che per accedere Superbonus 110% occorre che le superficie degli ambienti da isolare siano riscaldati, quindi tali porzioni perimetrali sono escluse dal contributo.

Pertanto, occorrerà contabilizzare separatamente le porzioni ammesse al Superbonus 110% e quelle escluse, che potrebbero però godere di latri contributi come il bonus facciate.

Nel caso specifico del tetto, l’art. 119 del Dl Rilancio specifica che: “il tetto concorre al calcolo del 25% della superficie lorda disperdente al fine di poter ammettere al 110% gli interventi di coibentazione degli immobili”, ma per quanto concerne le parti come vuoti tecnici o mansarde senza riscaldamento?

Ai fini del Superbonus 110%, la coibentazione del tetto rientra nella disciplina agevolata senza limitare il concetto di superficie disperdente al solo locale sottotetto eventualmente esistente.

Quindi anche il tetto è inserito nel complesso delle pareti orizzontali, verticali e inclinate sulle quali intervenire, nei casi in cui il sottotetto sia riscaldato o no. Solo escluse solamente eventuali porzioni di perimetrali adiacenti alle zone sprovviste del riscaldamento.

Altri requisiti necessari per accedere al Superbonus 110%

La presenza dell’impianto di riscaldamento è delle molte condizioni da rispettare per accedere al Superbonus 110%, vediamo le principali.

Come forse saprai, la norma distingue gli interventi ammissibili al Superbonus 110% in due categorie: interventi trainati e trainati, definiti così per la realizzazione di un intervento del primo tipo traina i benefici del 110% agli interventi appartenenti alla seconda tipologia, purché realizzati congiuntamente.

Gli interventi devono inoltre rispettare i seguenti requisiti:

Il miglioramento delle classi energetiche è il requisito principe, su cui si basa il Superbonus 110%: gli interventi devono generare il salto di minimo due classi (se non possibile il conseguimento della classa più alta) e deve essere accertato tramite APE, di cui necessita l’asseverazione.

Il rispetto dei requisiti minimi, previsti dal comma 3-tre dell’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, indicano le condizioni necessarie per realizzare gli interventi di efficienza energetica massimizzando le prestazioni ambientali. Tali interventi devono essere asseverati e trasmessi all’ENEA.

I limiti di spesa invece sono differenziati a seconda del tipo di intervento e dal numero di immobili facenti parte dell’edificio. Nel caso in cui vengano effettuati più interventi nello stesso immobile, il limite di spesa è da considerarsi la somma degli importi previsti per ciascuno di tali interventi.

Infine, la conformità urbanistica è essenziale perché, come recita l’articolo 49 del DPR 380/01 “gli interventi abusivi realizzati in assenza di titolo o in contrasto con lo stesso, ovvero sulla base di un titolo successivamente annullato, non beneficiano delle agevolazioni fiscali (…)”.

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  • Lorenzo ha detto:

    Oltre al cappotto termico, in caso di impianto di riscaldamento bivalente servito da termocamino e caldaia a gas (utilizzo nei mesi estivi per ACS)l’aliquota al 110℅ è ammissibile per la sostituzione di entrambi i generatori?
    Se si, come configurare gli interventi (trainanti o trainati)?

    • RiESCo Srl ha detto:

      La sostituzione parziale o integrale dell’impianto di riscaldamento è ammessa dall’ecobonus 65% e quindi, come trainato la sostituzione parziale con il superbonus 110%.
      Se, però i due impianti, termocamino e caldaia) sono uno di backup all’altro, è ammessa la sostituzione con il Superbonus (ed anche Ecobonus) solo per il generatore primario, quello riportato nell’APE o nel Progetto.
      L’altro lo può sostituire con il Bonus Casa (Ristrutturazione) al 50% in 10 anni.

  • Paolo ha detto:

    Salve, sto ristrutturando casa e, come noto, sottotetto e cantina che in precedenza non erano riscaldati non rientrano nel 110. Il termotecnico mi detto che non posso renderli riscaldati nemmeno a mi spese perché collegati all’impianto termico principale oggetto del 110 e che l’unica soluzione sarebbe quella di installare a parte un condizionatore in pompa di calore.

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buon giorno Paolo … L’idea del suo tecnico è, secondo me, corretta, il 110% lo può fare per quel che ora è riscaldato.
      La soluzione prospettata di un 2° impianto, è fattibile, e la può fare con il Bonus casa 50%
      Forse, se la potenza disponibile fosse sufficiente (da verificare con il termotecnico), con il fatto che si tratta di un ampliamento possibile, in un secondo tempo, potrebbe essere legittimo collegare l’impianto esistente all’ampliamento.
      In ogni caso, deve essere una pratica separata. Comunque la cosa richiede approfondimento.

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