Superbonus 110%, quali sono gli interventi trainati?

5 Marzo 2021 | Incentivi

Quali sono gli interventi trainati? Perché prendono questo nome? Quando possono essere realizzati? Quali condizioni occorre rispettare per accedere al Superbonus 110%?

Il Superbonus 110% rappresenta, senza dubbi, la forma di agevolazione fiscale più vantaggiosa di sempre per realizzare gli interventi di efficienza energetica per il proprio immobile.

Introdotto dal Decreto Rilancio (n. 34/2020), permette al contribuente di realizzare importanti interventi come il cappotto, la sostituzione dell’impianto di riscaldamento o l’’installazione dell’impianto fotovoltaico, a costo zero.

Grazie, infatti, all’aliquota potenziata al 110% e alle tre opzioni fiscali con cui godere dell’incentivo (detrazione fiscale, cessione del credito o sconto in fattura), anche gli incapienti senza liquidità possono finalmente realizzare i lavori senza pensieri.

Inoltre, l’ampia gamma di lavori ammessi al Superbonus 110% permette di pensare più in grande: anziché realizzare solamente quell’intervento rimandato da tempo, questa, potrebbe essere l’occasione giusta per combinare altri interventi di efficienza energetica, arrivando ad ottenere un edificio a consumo energetico quasi zero.

Per ottenere i massimi risultati di comfort e di risparmio, quindi, la chiave è combinare gli interventi trainanticon i giusti (per il caso specifico) interventi trainati. In questo articolo parleremo degli interventi appartenenti alla seconda tipologia: cosa sono gli interventi trainati e quali condizioni occorre rispettare per accedere al Superbonus 110%.

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Interventi trainati, quali sono?

Gli interventi trainati per gli edifici plurifamiliari e per gli edifici unifamiliari sono:

  • impianti fotovoltaici e pannelli solari;
  • sistemi di accumulo integrati per gli impianti fotovoltaici;
  • colonnine di ricarica per i veicoli elettrici negli edifici;
  • altri interventi di efficientamento energetico previsti dall’art. 14 del DL 63/2013 come l’efficientamento degli infissi e l’installazione di schermature solari.

Interventi trainati, ok solo se realizzati congiuntamente ai trainanti

Gli interventi trainati sono così definiti perché solo la realizzazione di un intervento trainante (ovvero l’isolamento a cappotto termico e l’ammodernamento degli impianti di riscaldamento con impianti centralizzati) traina, appunto, l’accesso al 110% per i lavori appartenenti al primo tipo.

Perciò, gli interventi trainati possono essere realizzati solo congiuntamente agli interventi trainanti.

Ma se un’unica impresa realizza e fattura lavori appartenenti ad entrambe le tipologie d’intervento, come è possibile dimostrare che entrambi i lavori sono stati realizzati congiuntamente?

A tal proposito risponde la FAQ A04.6, “può essere sufficiente l’attestazione da parte dell’impresa che ha eseguito i lavori”, quindi mediante una semplice dichiarazione dell’impresa da allegare assieme al resto della documentazione.

N.B. tutti i lavori (trainanti e trainati) sono ammessi al Superbonus 110% se sostenuti tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2022.

Attenzione ai limiti di spesa

L’art. 119 del Decreto Rilancio convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, specifica determinati limiti di spesa sia per gli interventi trainanti che per quelli trainati.

Nel caso specifico, i limiti di spesa previsti per gli interventi trainati sono:

  1. 48.000 € per l’installazione di impianti fotovoltaici connessi alla rete elettrica;
  2. 1.000 euro per ogni kWh di capacità del sistema di accumulo per l’installazione contestuale o successiva di sistemi di accumulo integrati agli impianti fotovoltaici;
  3. 3.000 euro per l’installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici. 

Per beneficiare del 110% i suddetti interventi di efficientamento devono rispettare gli originari tetti di spesa previsti dall’Ecobonus:

  • 100.000 € per gli interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti;
  • 60.000 euro per l’istallazione di pannelli o schermature solari.

Altre condizioni da rispettare

Ricapitolando, per poter essere realizzati con il Superbonus 110%, gli interventi trainati devono essere realizzati congiuntamente ai trainanti e devono rispettare i relativi limiti di spesa.

Oltre a questo, devono rispettare i requisiti generali validi per l’accesso al Superbonus 110%, ovvero:

Il miglioramento delle classi energetiche è il requisito principe, su cui si basa il Superbonus 110%: gli interventi devono generare il salto di minimo due classi (se non possibile il conseguimento della classa più alta) e deve essere accertato tramite APE, di cui necessita l’asseverazione.

Il rispetto dei requisiti minimi, previsti dal comma 3-tre dell’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, indicano le condizioni necessarie per realizzare gli interventi di efficienza energetica massimizzando le prestazioni ambientali. Tali interventi devono essere asseverati e trasmessi all’ENEA.

I limiti di spesa invece sono differenziati a seconda del tipo di intervento e dal numero di immobili facenti parte dell’edificio. Nel caso in cui vengano effettuati più interventi nello stesso immobile, il limite di spesa è da considerarsi la somma degli importi previsti per ciascuno di tali interventi.

Infine, la conformità urbanistica è essenziale perché, come recita l’articolo 49 del DPR 380/01 “gli interventi abusivi realizzati in assenza di titolo o in contrasto con lo stesso, ovvero sulla base di un titolo successivamente annullato, non beneficiano delle agevolazioni fiscali (…)”.

Quanto fanno risparmiare gli interventi trainati?

Osservando tutte le indicazioni e i requisiti di cui sopra, è possibile realizzare gli interventi trainati a costo zero.

Questa incredibile opportunità permetterà di diffondere concretamente l’efficienza energetica nel parco edilizio italiano, per godere di tutti i benefici connessi, comfort abitativo e risparmio energetico in primis.

Nelle prime righe dell’articolo abbiamo accennato al fondamentale contributo che gli interventi trainati possono dare alla riqualificazione energetica: sebbene siano meno incisivi rispetto ai trainanti, rappresentano la chiave per massimizzare i risultati di risparmio energetico.

Per capire meglio avvaliamoci di un esempio pratico.

Una villetta costruita prima del 2014, quindi prima di ogni legge in tema di efficienza energetica, presenta i seguenti problemi energetici.

  • Isolamento termico dell’involucro con alta trasmittanza: pareti e copertura circa 0.80 W/mq contro i 0.30 W/mq odierne e infissi esterni di circa 3.00 W/mq contro 1.50 W/mq;
  • Impianti di riscaldamento a gas con bassa resa, circa 80% contro i 400% delle pompe di calore con cui climatizzare sia calda che freddo;
  • Assenza di impianti a energia rinnovabile e gratuita.

Consumo medio energetico circa 20.000/30.000 kWh termici + 4.000/6.000 kWh elettrici, ovvero 3/4 TEP, 20/30 barili, 7/10 Tonnellate di CO2.

Costi totale medi 3.700 €/anno che al valore attuale dell’inflazione, diventeranno 4.800 € fra 10 anni e 6.500 € fra 20 anni!

Efficientando attraverso il cappotto termico, gli infissi a bassa trasmittanza (intervento trainato), pompa di calore, solare termico (intervento trainato), fotovoltaico e building automation (interventi trainati), i consumi passano a 500 euro/anno (trasformando la villetta in NZEB-consumi energetici quasi zero).

Spesso la febbre da “lavori gratis” distoglie l’attenzione dai veri benefici e quindi dal vero obiettivo del Superbonus 110%, a tal proposito il nostro consiglio è quello di guardare al “tesoretto” energetico che è possibile ricavare da quelli che oggi sono dannosi sprechi, per assicurarsi risparmi garantiti nel tempo.

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