15 mld € stanziati per il Superbonus 110%, basteranno o saranno solo una goccia nel mare?

12 Novembre 2020 | Incentivi

Il Superbonus 110% è stato accolto con grande entusiasmo da coloro che hanno in programma gli interventi di efficienza energetica per la propria abitazione, ma i fondi stanziati basteranno a soddisfare la domanda?

Grazie al Decreto Rilancio, che dal 17 luglio 2020 è legge, è possibile usufruire del Superbonus 110% per gli interventi di risparmio energetico e per quelli di adeguamento sismico. Questa forma d’incentivazione permette, attraverso lo sconto in fattura o la cessione del credito, di realizzare tali interventi praticamente a costo zero.

Rappresenta quindi un’opportunità eccezionale per tutti quei contribuenti che vorrebbero riqualificare la propria casa ma che faticano a trovare il capitale necessario.

Anche tu sei tra questi? Allora potresti leggere con interesse questo articolo, o meglio una sorta d’indagine, sui numeri del Superbonus 110%.

Analizzeremo quanti fondi sono stati stanziati e quanti desiderano approfittare del Superbonus 110%, quindi tireremo le somme per rispondere alla fatidica domanda: i fondi basteranno o finiranno per essere una goccia nel mare?

Lo faremo avvalendoci di alcuni calcoli semplici, sulla base dei dati censiti dall’Agenzie delle Entrate e sugli importi previsti dalle relative leggi.

Mettiti comodo e buona lettura!

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Perché il Superbonus 110%?

Il patrimonio immobiliare italiano è stato costruito prevalentemente prima degli anni 2000, quando il petrolio era a buon mercato, 10$ -20$ al barile. Gli immobili erano progettati e costruiti di conseguenza: il petrolio costava poco quindi perché preoccuparsi di consumarne di meno?

L’efficienza energetica era una terra ancora da esplorare, erano pochi ad apprezzarne le potenzialità e disposti ad investire in costosi isolamenti o nelle rinnovabili.

Il prezzo di queste scelte del passato, oggi ci costa caro: un immobile in classe energetica F o G di c.a. 100 mq consuma 20.000-25.000 kWh annue, ovvero 2 tep (tonnellate equivalenti di petrolio) con costi di 2.000,00 €/anno.

fonte ri-esco.it

Lo stesso immobile ma in classe energetica A consuma il 75% in meno, se NZEB (edifici a energia quasi zero) addirittura il 95% in meno.

Oggi l’evoluzione tecnologica e gli incentivi hanno reso più facile trasformare gli immobili esistenti in NZEB, a vantaggio delle tasche dei proprietari e dell’ambiente.

Note quindi le incredibili opportunità del settore e contestualmente la gravissima emergenza Covid-19, lo Stato ha deciso di dare una poderosa spinta alla produttività nelle costruzioni, annunciando il Superbonus 110%.

Questo, ricordiamolo, incentiva il 100% delle spese degli interventi di efficienza energetica trainanti e trainati e di consolidamento contro i sismi, attraverso 5 rate annuali da compensare con le tasse, inoltre il Credito di imposta è stato incrementato al 110% ed è stata disposta la liberalità della cessione del credito a terzi, infinite volte, anche banche (in alternativa come sconto del 100% dal fornitore).

Anche per altri incentivi come il bonus casa, ecobonus, e bonus facciate è stata semplificata la procedura di cessione e scambio del credito di imposta. In più per incentivare tali lavori sono state ridotte le maggioranze necessarie assembleari e ridotti i requisiti di abusi edilizi.

Quanto costa efficientare la propria casa?

Il costo è molto variabile, dipende dalle dimensioni, dai tipi di interventi realizzabili, così come dai prezzi unitari.

Possiamo affermare, in base alla nostra esperienza, che gli importi minimi siano indicativamente:

  • Cappotto 30-40.000 €
  • Caldaia o Pompa di Calore, impianto interno 10-20.000 €
  • Infissi 10-20.000 €,
  • Fotovoltaico & accumulo 10-20.000 €,
  • Solare Termico 7.000 €
  • Domotica 3.000 €

Parziale 90.000 € + 15% per le spese tecniche, asseverazioni e conformità. Spesa Totale 104.000 €, Possiamo quindi stimare come spesa necessaria, 100.00,00 €/abitazione più il Sismabonus!

In molti casi questa cifra può perfino raddoppiare.

Quanti soldi sono stati stanziati per il Superbonus 110%?

Dalla Gazzetta Ufficiale – DL Rilancio 2020, al comma 16 quater si legge:

Agli oneri derivanti dall’attuazione del presente articolo, valutati in 63,6 milioni di euro per l’anno 2020, in 1.294,3 milioni di euro per l’anno 2021, in 3.309,1 milioni di euro per l’anno 2022, in 2.935 milioni di euro per l’anno 2023, in 2.755,6 milioni di euro per l’anno 2024, in 2.752,8 milioni di euro per l’anno 2025, in 1.357,4 milioni di euro per l’anno 2026,in 27,6 milioni di euro per l’anno 2027, in 11,9 milioni di euro per l’anno 2031 e in 48,6 milioni di euro per l’anno 2032, si provvede ai sensi dell’articolo 265

La somma risulta: 14.555,9 milioni di euro, cioè 14,5 € miliardi.

Quanti soldi serviranno concretamente?

Dal report dell’Agenzia delle Entrate “stock immobiliare in Italia: analisi degli utilizzi (al 2019)” si legge a pag. 16 che le abitazioni di proprietà sono 19,6 mln e 6,0 mln sono in affitto (anche queste aventi diritto all’incentivo).

Se consideriamo solo le prime abitazioni, sono 25 milioni le abitazioni che possono richiedere il Superbonus 110%. Il 20% di queste, ovvero 5 milioni, sono oggetto di efficientamento attraverso l’incentivo (fonte Qualenergia.it).

Se prendiamo questo dato (5 mln) e lo moltiplichiamo per la potenziale spesa ad abitazione il totale è 500 miliardi €.

Hai capito bene: per il superbonus 110% sono stati stanziati fondi per 14,5 miliardi € a fronte di una potenziale domanda di 500 miliardi €.

Conclusioni

Indipendentemente dai benefici ottenibili grazie agli interventi di efficienza energetica, gli italiani vogliono cogliere l’opportunità di “ristrutturare casa gratis”, a spese dello Stato.

L’offerta risponderà con fatica alla domanda: mancano le risorse fisiche, tecnici, personale specializzato, amministratori, attrezzature edili ed impiantistiche.

Come usiamo dire “mancheranno i ponteggi”!

Si correrà inoltre un forte rischio: vista la grande opportunità di business tutti si tufferanno a fare efficienza energetica con il risultato certo di testare la legge economica del mercato:

Più domanda, poca offerta = aumento (o esplosione?) dei prezzi.

Sarà facile incappare in imprese poco preparate in efficienza energetica, ottenendo quindi scarsi risultati in termini di risparmio economico ma anche ambientale.

Ricordiamoci infatti che il motivo principe per cui vengono promossi gli interventi di efficienza energetica è diminuire le emissioni inquinanti nell’atmosfera, causa della disastrosa escalation dei cambiamenti climatici, per lo più causati dallo smisurato consumo di energie fossili.

Pochi sanno che c.a. il 30-40% dell’energia consumata in Italia risiede proprio nel parco edilizio residenziale e terziario e che quindi ognuno di noi può fare davvero la propria parte, anche sulla bilancia dei pagamenti dell’Italia che spende circa 80 mld €/an (il 5% del PIL) per importare l’energia fossile.

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