Superbonus 110%, di chi è la responsabilità degli errori?

25 Febbraio 2021 | Incentivi

Realizzare gli interventi di efficienza energetica ora è più conveniente che mai grazie al Superbonus 110%, ma cosa succede in caso di irregolarità o di abusi? Chi ne risponde e come?

Il Superbonus introdotto dal Decreto-Legge 19/05/2020 n.34 rappresenta una delle misure più vantaggiose di sempre per riqualificare energeticamente il proprio immobile.

I motivi sono evidenti: aliquota potenziata al 110%, ampliamento degli interventi ammessi all’incentivo, tre opzioni fiscali a disposizione del beneficiario: detrazione del 110% in 5 anni, sconto in fattura oppure cessione del credito d’imposta.

Dietro questi indiscutibili vantaggi si cela però un meccanismo di regolamentazione molto complesso, talvolta rischioso.

Sono molte, infatti, le condizioni da rispettare per fruire del Superbonus 110%: requisiti tecnici, limiti di spesa, conformità urbanistica etc. Cosa succede se venissero riscontrate irregolarità?

Nel peggiore di casi può verificarsi la revoca dell’incentivo al soggetto responsabile.

Chi è il soggetto responsabile? In cosa consiste la revoca dell’incentivo? Quali conseguenze comporta? Continua la lettura di questo articolo per saperne di più.

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Cos’è il Superbonus 110%?

Il Superbonus 110% è stato introdotto con l’articolo 119 del Decreto-Legge n.34 del 2020 con lo scopo di sostenere gli interventi di efficienza energetica e le misure antisismiche sugli edifici.

L’incentivo riguarda le spese sostenute dal 1° luglio e il 31 dicembre 2022 e a differenza del suo “fratello minore”, l’Ecobonus, prevede la possibilità di detrarre l’aliquota in 5 quote annuali di pari importo, oppure di cedere il proprio credito a banche (o istituti finanziari in genere) o direttamente all’impresa incaricata dei lavori così da essere sollevato dall’investimento iniziale.

Il meccanismo è atipico perché classifica gli interventi in Trainanti e Trainati, così definiti perché la realizzazione di un intervento appartenente al primo tipo traina l’accesso al 110% agli interventi appartenenti al secondo tipo, purché realizzati congiuntamente.

Gli interventi possono riguardare le parti comuni di edifici (es. condominio o edifici plurifamiliari) o le singole unità immobiliari.

Sono esenti dal Superbonus 110% le unità immobiliari residenziali appartenenti alle categorie catastali A1 (abitazioni signorili), A8 (ville) e A9 (castelli e palazzi di eminenti pregi artistici o storici).

Gli interventi trainanti sono:

1. Il cappotto termico, ovvero gli interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali e inclinate che interessano l’involucro degli edifici con incidenza pari o maggiore al 25%;

2. Interventi di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria sulle parti comuni degli edifici, o con impianti a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A, a pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo, o impianti di microcogenerazione.

Superbonus 110%, requisiti per accedere

Come accennato sopra, il meccanismo è particolarmente complesso e sono molte le condizioni da osservare.

Solo determinati soggetti ne possono beneficiare e sono: le persone fisiche che possiedono o detengono l’immobile (proprietari, nudi proprietari, usufrutterai, affittuari e loro familiari), i condomini, le case popolari, cooperative di abitazione a proprietà indivisa, le Onlus e le associazioni sportive dilettantistiche registrate, queste ultime per i soli lavori dedicati agli spogliatoi.

Per quanto riguarda i requisiti tecnici invece, la norma esige:

Il miglioramento delle classi energetiche è il requisito principe, su cui si basa il Superbonus 110%: gli interventi devono generare il salto di minimo due classi (se non possibile il conseguimento della classa più alta) e deve essere accertato tramite APE, di cui necessita l’asseverazione.

Il rispetto dei requisiti minimi, previsti dal comma 3-tre dell’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, indicano le condizioni necessarie per realizzare gli interventi di efficienza energetica massimizzando le prestazioni ambientali. Tali interventi devono essere asseverati e trasmessi all’ENEA.

limiti di spesa invece sono differenziati a seconda del tipo di intervento e dal numero di immobili facenti parte dell’edificio. Nel caso in cui vengano effettuati più interventi nello stesso immobile, il limite di spesa è da considerarsi la somma degli importi previsti per ciascuno di tali interventi.

Infine, la conformità urbanistica è essenziale perché, come recita l’articolo 49 del DPR 380/01 “gli interventi abusivi realizzati in assenza di titolo o in contrasto con lo stesso, ovvero sulla base di un titolo successivamente annullato, non beneficiano delle agevolazioni fiscali (…)”.

Superbonus 110% e l’assicurazione obbligatoria per il professionista

I tecnici incaricati, architetto od ingegnere edile/civile, dovranno dotarsi di polizza professionale con massimale di almeno 500mila euro.

Un onere importante, che pochi professionisti sono in grado di sostenere.

Superbonus 110%, chi ne risponde?

Adesso veniamo al punto della questione: qualora l’Agenzia delle Entrate ed ENEA a fine lavori riscontrino delle incongruità o degli errori, pur in buona fede che siano, il soggetto responsabile, ovvero il beneficiario degli interventi, sarà chiamato a rifondere il capitale già speso, incrementato di interessi e sanzioni.

Il beneficiario quindi, pur avendo incaricato dei tecnici della totale gestione della operazione, può correre il rischio di farsi carico di tale onere, anche ad anni di distanza dalla fine lavori.

L’articolo 119, comma 14, del d.l. n. 34/2020 esplicita la responsabilità civile dei professionisti che abbiano prodotto attestazioni o asseverazioni infedeli, responsabilità che si somma ad una specifica sanzione amministrativa (da euro 2.000 a euro 15.000) prevista sempre dal citato comma 14.

Ciò nonostante, il beneficiario chiamato a rifondere il contributo del Superbonus, potrà avvalersi di tali disposizioni solo in un secondo momento.

Per questa ragione consigliamo di rivolgersi solo a professionisti specializzati in efficienza energetica e negli incentivi dedicati, e una con consolidata esperienza sul mercato.

Molti tecnici si butteranno sul Superbonus perché ingolositi da questa nuova opportunità di businesssenza avere le giuste competenze in termini di prestazioni energetiche e in termini di incentivo.

Individuate specialisti in grado, soprattutto, di progettare gli interventi davvero efficaci per migliorare il comfort e i consumi dei vostri edifici, e contestualmente, di sfruttare al meglio questa incredibile opportunità del Superbonus.

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