Sconto in fattura per la pompa di calore: come funziona?

23 Aprile 2021 | Incentivi

Quali sono le agevolazioni previste per la pompa di calore? Come ottenere l’impianto scontato subito in fattura? Chi può accedere?

Stai pensando di efficientare il tuo sistema di climatizzazione invernale installando una pompa di calore?

Come forse saprai, ora è più conveniente che mai realizzare questo tipo d’intervento!

Per quanto riguarda gli incentivi previsti per l’installazione della pompa di calore c’è l’imbarazzo della scelta: Conto Termico 2.0, Bonus ristrutturazione al 50%, Ecobonus al 65% e infine il Superbonus 110%. Inoltre, è possibile godere subito delle agevolazioni fiscali attraverso la cessione del credito oppure mediante lo sconto in fattura, senza dover attendere anni con la compensazione delle tasse.

Ma come riconoscere l’incentivo più adatto al proprio caso? Una volta individuato, quali requisiti occorre rispettare per accedervi? Per sfruttare l’ormai famoso “sconto in fattura” a chi è necessario rivolgersi?

In questo articolo chiariremo questi e altri potenziali dubbi così da aiutarti a compiere il grande passo: abbandonare i metodi tradizionali di riscaldamento (gas metano o GPL) a favore delle rinnovabili, permettendoti di così di ottenere maggiori prestazioni termiche e considerevoli risparmi in bolletta, il tutto, senza inquinare l’ambiente.

Se ti interessa approfondire questi aspetti, mettiti comodo e buona lettura!

Gli incentivi per la pompa di calore

Le misure d’incentivazione dedicate all’installazione dell’impianto a pompa di calore sono:

  • Conto Termico 2.0;
  • Bonus ristrutturazione al 50%;
  • Ecobonus al 65%;
  • Superbonus al 110%.

Il Conto Termico 2.0 incentiva gli interventi per l’incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e ad amministrarlo è il Gestore Servizi Energetici (GSE).

Quest’ultimo stabilisce gli interventi ammessi, i soggetti che possono accedere e le modalità di accesso al meccanismo.

Il Conto Termico per le pompe di calore copre fino il 65% della spesa sostenuta ed è cumulabile con altri incentivi.

La procedura per accedere a questo incentivo è piuttosto complessa ma viene erogato in tempi rapidi: massimo due mesi e tramite bonifico (in un’unica soluzione fino a 5.000, 00 €).

Veniamo adesso alle detrazioni fiscali.

Il Bonus dedicato alle ristrutturazioni edilizie riguarda le singole unità abitative ma anche le parti comuni di edifici condominiali.

Inizialmente disciplinato all’interno dell’articolo 16-bis del DPR n. 917/1986 (Testo Unico delle Imposte sui Redditi), fissava la detrazione fiscale al 36% per le spese sostenute in relazione ad alcuni interventi di manutenzione straordinaria e fino un ammontare di 48.000,00 € di spesa per unità immobiliare.

Con la legge n. 83/2012 è stata elevata aliquota al 50% e per un ammontare complessivo di 96.000,00 €. Misura che è stata confermata per le spese sostenute dal 26 giugno 2021 al 31 dicembre 2021 attraverso la legge di Bilancio 2021.

Per godere di tale beneficio fiscale il contribuente può optare per la detrazione fiscale ripartita in dieci quote annuali di pari importo, oppure per la cessione del credito o lo sconto in fattura.

Per quanto riguarda l’Ecobonus al 65%, introdotto con il D.L n 63 del 2014 (articolo 14), si applica agli interventi di efficienza energetica nelle abitazioni, negozi ed uffici, purché già dotati di impianto di riscaldamento.

Quest’ultimo requisito è fondamentale perché se gli ambienti sono riscaldati significa che questi sono realmente abitati, quindi generano dei consumi potenzialmente migliorabili, inoltre, è più probabile che l’immobile sia conforme alle normative urbanistiche edilizie.

Possono beneficiare dell’Ecobonus 65% le pompe di calore ma anche gli apparecchi ibridi (costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione), fino ad un tetto massimo di 30.000,00 €.

Come per il Bonus ristrutturazione al 50%, il contribuente può beneficiare dell’Ecobonus 65% attraverso la compensazione delle tasse (in dieci quote annuali di pari importo) oppure con la cessione del credito o lo sconto in fattura.

Pompa di calore incentivata al 110%

L’articolo 119, comma 5 del Decreto Rilancio ha poi introdotto un’eccezionale opportunità per coloro che sono interessati all’installazione dell’impianto a pompa di calore, ovvero la possibilità di godere dell’aliquota potenziata al 110%.

L’installazione dell’impianto a pompa di calore rientra infatti nella categoria degli interventi trainanti (cappotto termico o sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale).

Per accedere al  Superbonus 110% l’intervento deve riguardare la sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale esistente, sia per le singole abitazioni che in condominio, in quest’ultimo caso l’impianto deve essere centralizzato.

Inoltre, l’intervento (o più interventi combinati) deve assicurare il miglioramento di due classi energetiche dell’edificio.

Il meccanismo del 110% prevede dei tetti di spesa specifici per ogni intervento, nel caso della sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a pompa di calore, inclusi gli impianti ibridi o geotermici, è di 30.000,00 € e comprende anche le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito.

Sconto in fattura per la pompa di calore: cos’è e come funziona

L’articolo 121, contenuto sempre all’interno del Decreto Rilancio, ha introdotto per le agevolazioni fiscali due nuove opzioni (oltre alla detrazione):

La cessione del credito consiste nella possibilità per il contribuente che realizza i lavori aventi diritto alle detrazioni fiscali, di cedere a terzi la totalità del credito fiscale relativo alle spese sostenute. Questi soggetti, come ad esempio banche o istituti di credito, potranno utilizzarlo in compensazione delle imposte dovute oppure cederlo a loro volta ad altri soggetti.

Per fare ciò, il contribuente, in quanto beneficiario della detrazione, deve inviare la comunicazione telematica all’Agenzia delle Entrate oppure affidarsi al proprio commercialista. Tale comunicazione deve essere inviata entro il 16 marzo all’anno successivo a quello in cui sono stati eseguiti e lavori.

Lo sconto in fattura, invece, permette di realizzare i lavori liquidando il fornitore dell‘intervento con la restante parte esente dallo sconto, oppure senza versare alcunché (a seconda dall’intervento in questione). A sua volta, il fornitore potrà cedere o meno il credito alle banche o ad altri intermediari.

In questo caso è a carico del fornitore tutta la procedura relativa alla cessione del credito.

Ecco un esempio pratico:

Il contribuente decide di installare una pompa di calore del valore di 1.500,00 €, avente diritto al 65% di agevolazione fiscale. Anziché pagare subito l’intera somma e poi recuperare parte del contributo con la compensazione delle tasse in 10 anni, optando per lo sconto in fattura, il contribuente spenderà subito solo 525,00 € poiché il restante verrà anticipato dall’impresa, che a sua volta lo cederà a banche o simili.

Chi può accedere allo sconto in fattura per la pompa di calore?

Lo sconto in fattura si applica ai sopra citatati interventi che riguardano il recupero del patrimonio edilizio (Bonus Ristrutturazione 50%) e a quelli destinati all’incremento dell’efficienza energetica (Ecobonus 65% e Superbonus 110%).

Più esattamente, l’articolo 121 riguarda anche altri interventi che puoi approfondire all’articolo Sconto in fattura: per quali lavori?.

Possono accedere allo sconto in fattura per la pompa di calore al 50% tutti i contribuenti soggetti all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), residenti o meno nel territorio dello Stato, mentre per lo sconto in fattura al 65% (Ecobonus) possono usufruirne tutti i contribuenti residenti e non residenti, anche se titolari di reddito d’impresa, che possiedono l’immobile nel quale viene effettuato l’intervento (qualsiasi sia il titolo).

Attenzione, come abbiamo trattato nell’articolo Chi può fornire lo sconto in fattura?,  il fornitore dell’intervento può scegliere se concedere oppure no il servizio di sconto in fattura, per questo consigliamo fortemente di verificare tale disponibilità prima di procedere con l’inizio dei lavori.

Sconto in fattura per la pompa di calore: perché conviene

Optando per lo sconto in fattura il contribuente può installare l’impianto a pompa di calore godendo subito di uno sconto immediato in fattura del 50% o 65%, perfino del 100% nel caso di Superbonus.

Questo rappresenta senza dubbi un vantaggio notevole per il contribuente che può beneficiare subito dell’agevolazione fiscale senza attendere i canonici dieci anni di detrazione fiscale e senza doversi neppure preoccupare delle pratiche necessarie.

Come ci si può immaginare, l’operazione dello sconto in fattura potrebbe avere un costo, mi spiego meglio.

Optando per la detrazione fiscale il contribuente detrae la totalità del credito spettante, viceversa il fornitore dello sconto in fattura potrebbe applicare un piccolo contributo aggiuntivo a copertura delle spese finanziarie dell’operazione, oppure rincarare il costo finale della fornitura per ricavare un ulteriore guadagno.

In tal caso si tratterebbe comunque di un piccolo onere, che garantirebbe invece al contribuente di ottenere l’impianto a pompa di calore scontato subito in fattura, senza preoccupazioni e senza rischi. Se questo articolo ti è piaciuto commentalo o condividilo con chi credi possa ritenerlo di proprio interesse!

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