Sessioni di Mercato TEE Ottobre 2018

Sessioni di Mercato TEE Settembre 2018

Sessioni di Mercato TEE Agosto 2018

Sessioni di Mercato TEE Luglio 2018

Sessioni di Mercato TEE Giugno 2018

Sessioni di Mercato TEE Maggio 2018

Sessioni di Mercato TEE Aprile 2018

Sessioni di Mercato TEE Marzo 2018

Sessioni di Mercato TEE Febbraio 2018

Sessioni di Mercato TEE Gennaio 2018

Nella terza sessione di mercato di Ottobre il valore dei TEE si aggira attorno ai 259,85 € circa, prezzo allineato al nuovo decreto correttivo che fissa il valore massimo dei “TEE virtuali” a 260 € (leggi qui per approfondire il nuovo decreto).

Si aggirano attorno ai 43.000 i titoli scambiati,staremo a vedere se questo trend continuerà fino a Novembre 2018, in attesa del nuovo decreto.

Le aste che da alcuni mesi a questa parte si tenevano una volta al mese, invece da Settembre 2018 le aste hanno ripreso la loro consueta programmazione, quella di un’asta a settimana.

Resta comunque un prezzo in linea e che consente di rientrare negli investimenti.

I prezzi, nella seduta del 13 febbraio 2018, hanno toccato stabilmente la soglia di circa 400,00 € cadauno, toccando il massimo storico di 489,90 €.

Solo pochi mesi fa (giugno 2017) quando quotavano 220,00€-240,00 €, sarebbero stati prezzi impensabili.

La corsa al rialzo è iniziata a fine settembre 2016, dopo anni che i soggetti obbligati potevano facilmente acquistarli tra 100,00 € e 140,00 €.

A febbraio 2017 il prezzo aveva raggiunto il massimo di 279,00 € con crescita dei volumi ad per ogni sessione. Poi aveva preso una lenta discesa, stabilizzandosi tra marzo e inizi giugno 2017 tra 210-230,00 €/TEE e così ristabilizzandosi anche i volumi.

A luglio il prezzo, inspiegabilmente ha ripreso la sua crescita incessante fino ai 350,00 € di fine settembre, anche con volumi più o meno nella media, e quando sembrava stazionarsi sui 300,00 € di ottobre poi riprendendo la salita alla quotazione odierna di 368,00 €/TEE con massimo di 375,00 €/TEE.

Quali le motivazioni?

Chi possiede i TEE e li vende?

I TEE li producono e li possiedono le ESCo (Energy Service Company) -proprio come la nostra- e le Aziende (tramite EGE) che efficientano impianti energivori!

Il GSE SpA, Gestore dei Servizi Energetici, riconosce a tali soggetti n° 1 Certificato Bianco o TEE, ogni qualvolta questi efficienti un proprio impianto energivoro e risparmi un TEP, Tonnellata Equivalente di Petrolio, cioè 5.327 kWh elettrici o 11.628 kWh termici nel proprio ciclo produttivo.

Il ricavo dalla vendita del Certificato Bianco costituisce un incentivo all’efficientamento e, insieme al risparmio energetico, contribuisce a ripagare l’investimento al soggetto. Con il prezzo di 100-140,00 €/TEE, a seconda dei casi, l’incentivo contribuiva per il 10%-20%. Al prezzo di 350,00 €/TEE oggi l’incentivo supera spesso il 50% finanche l’80%!

Qual’è la causa della crescente ascesa del prezzo dei TEE?

A cosa è dovuto questa continua corsa al rialzo? Le motivazioni sono tante e in merito l’AEEGSI ha condotto anche un’indagine conoscitiva e a questo link il report.

I principi economici insegnano che in tutti i mercati il prezzo è regolato dalla domanda e dall’offerta: quando l’uno o l’altra cresce o diminuisce, il prezzo sale e il prezzo scende.

La domanda sale? Come previsto, dal 2004 la domanda è salita leggermente, senza scossoni ed imprevisti. L’aspettativa futura rientra nelle previsioni, la domanda quindi, non appare il motivo.

L’offerta cala? L’Offerta è stata in costante aumento, secondo quanto previsto ed è sempre aumentata. Quindi l’offerta non sembra esserne il motivo.

L’offerta futura? Qui forse consiste il nocciolo della questione.

Prima i TEE venivano riconosciuti in virtù del vecchio DM 28/12/2012, fino al 4 aprile 2017. Dal 5 aprile i TEE vengono riconosciuti in virtù del nuovo DM 11/01/2017.

Le differenze tra i due DM sono molte, qui riassumiamo a grandi linee cosa comporta la riduzione dei TEE futuri per nuovi riconoscimenti:

  1. La riduzione quantitativa di TEE complessiva, causa l’eliminazione del “Tau” coefficiente variabile da 1,87 a 3,36, che aumentava il numero dei TEE rispetto ai TEP.
  2. La diluizione degli stessi TEE che prima erano riconosciuti in 5 e in 8 anni mentre con il nuovo DM verranno riconosciuti in 7 e 10 anni, a seconda dei tipi di efficientamento.
  3. Procedure di riconoscimento più complesse, che comporteranno maggiori costi tecnici delle ESCo e degli EGE (Esperti in Gestione dell’Energia) di acquisizione e rinuncia alla richiesta dei TEE o anche a favore di altre forme di incentivo.

L’aspettativa degli operatori, Soggetti obbligati, Produttori e/o Traders di TEE, è che nei prossimi anni, 2019 a seguire, vi sarà una mancanza di offerta e per la legge del mercato e dei traders, il prezzo attuale di un bene, spesso, rispetterà il prezzo di un’aspettativa futura più che di una realtà presente.

L’andamento dei prezzi tra settembre 2016 (quando già iniziavano a girare le prime voci sul nuovo decreto) fino alla pubblicazione del 4 aprile 2017 è testimoniato dalla prima altalena…

Altre motivazioni?

Poi cos’è successo per riattivare la corsa all’accaparramento? Sono sorte altre difficoltà sulla previsione futura della domanda?!

A fine ottobre esce sui giornali la notizia che la Guardia di Finanza ha scoperto una truffa da 2,3 milioni di certificati bianchi, sembra perpetrata nel periodo 2016 e metà 2017! Per capire dic osa stiamo parlando, pensate che nel 2016 il GSE SpA ha riconosciuto il totale di 5,5 milioni…quindi 2,3 mil sono il 40% circa!

Questo ha provocato:

  1. Mancanza di 2,3 milioni di TEE per i soggetti obbligati
  2. Forte rallentamento di tutte le procedure di riconoscimento dei TEE da luglio 2017 ad oggi, che si ripercuote sulla produzione dei TEE

Come suol dirsi “piove sul bagnato” e queste conseguenze della truffa, ancora non si è dato sapere quanto siano grandi!

A fine ottobre sono scattati gli arresti, ma le indagini erano riconducibili già a 3 o 4 mesi prima. Infatti il rallentamento delle procedure del GSE SpA per il riconoscimento dei nuovi TEE risale già dal mese di luglio e agosto, come si rileva dall’Open Data dove il GSE SpA pubblicate tutte le pratiche approvate.

Chi per attività professionale segue queste realtà, è probabile che abbia già messo in conto le nuove difficoltà per la produzione dei nuovi TEE e quindi il conseguente motivo di crescita dei prezzi.

Spero che questo articolo ti sia stato utile, per altri approfondimenti ti invito a leggere altri contenuti del blog di RiESCo!