I Titoli di Efficienza Energetica (TEE), anche noti come Certificati Bianchi, hanno avviato un meccanismo innovativo e soprattutto vincente. Grazie a questi infatti, negli ultimi anni, abbiamo assistito ad un vero boom di interventi di efficientamento energetico.E’considerata un’invenzione geniale: su scala europea non vi è uno strumento simile che permette di risparmiare sulle risorse e di generare valore economico al contempo.

Per questo motivo, tutelare e preservare questo sistema è di vitale importanza per poter realizzare interventi di efficienza energetica altrimenti impossibili. Pensiamo che opportunità può rappresentare ad esempio per una piccola-media impresa: efficientando gli strumenti energetici della propria attività non solo riduce gli sprechi, ottimizza il lavoro,si fortifica quindi rispetto ai suoi competitor e per tutto questo riceve inoltre, un sostanzioso premio!

Peccato però, che negli ultimi tempi, il controllo di questa imprescindibile macchina di incentivazione, sia totalmente sfuggito di mano, con Titoli di Efficienza Energetica del valore di 400/500 euro, contro i 300 di soli pochi mesi fa (per non parlare dei 100-150 stazionari fino al 2016).

Dopo queste incredibili sessioni di Mercato TEE si è resa necessaria la modifica al decreto interministeriale 11 gennaio 2018, che trova molti scontenti e nessuna soluzione chiara al problema.

Modifica al decreto interministeriale 11 gennaio 2018

La modifica, già attiva dagli ultimi giorni di aprile, riconosce un contributo tariffario di 260 euro compensato dal GSE per consentire il raggiungimento degli obiettivi ai soggetti obbligati.

In parole semplici, il Gse mette a disposizione dei soggetti obbligati, Titoli di Efficienza Energetica a 260 euro (il cui rimborso effettivo è in realtà di 250 euro) acquistabili entro l’ultimo giorno dell’anno.

Dal decreto si legge “sono stati introdotti ulteriori elementi che incentivino il comportamento efficiente relativamente all’acquisto dei titoli da parte dei distributori, al fine di contenere l’impatto degli oneri in capo ai clienti finali, e al contempo tenendo conto, in coerenza con la natura di strumento di mercato che è attribuita dal legislatore al meccanismo di titoli di efficienza energetica, delle attuali previsioni di liquidità del mercato”. L’intento è quello di assestare il mercato e far sì che non venga meno l’obiettivo principale, ovvero l’importanza delle azioni di efficientamento energetico, ma questa misura quanto potrà essere realmente efficace?

Prima di tutto chiariamo un punto: parliamo di Titoli di Efficienza Energetica virtuali perché dietro questo non vi è un reale intervento di efficientamento energetico da parte di alcun soggetto.

Di fatto rappresenta un disperato tentativo di arginare la burrascosa situazione che anima il mercato dei TEE nell’ultimo periodo, che permetta inoltre ai soggetti interessati, di adempiere ai loro obblighi. Insomma, un intervento estremo per una situazione estrema, che vedeva altresì penalizzati tutti i consumatori attraverso gli aumenti in bolletta.

Ma in questo modo a cosa andiamo incontro? In primo luogo ad un mercato falsato, ma cosa ben più importante ad una concreta possibilità di non raggiungimento dei target EU imposti in materia di efficienza energetica. Gli obiettivi “già rimandati” negli ultimi anni, sono arrivati a rappresentare un numero realmente preoccupante e questa misura non dovrebbe di certo rallentarne la corsa.

In definitiva leggiamo in questa modifica, esattamente il principio contrario a quello originario (e quindi al nostro di RiESCo),ovvero quello di premiare un soggetto obbligato per non aver efficientato.