Smaltimento pannelli fotovoltaici, guida rapida

9 Dicembre 2021 | Efficienza Energetica

Quanto impatta sull’ambiente lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici? Quanto costa sostenere l’operazione di smaltimento? Quale normativa occorre rispettare?

I tuoi pannelli fotovoltaici sono arrivati al fine vita?

In questi casi, solitamente, l’impresa che si occupa del revamping, ovvero della riqualificazione dell’impianto esistente con pannelli e componenti più efficienti, si fa carico della rimozione e dello smaltimento dei pannelli ormai obsoleti.

Ma cosa occorre sapere quando l’intera operazione di smaltimento dei pannelli fotovoltaici resta in carico del proprietario?

In questa breve guida sono racchiuse le principali informazioni sulla normativa vigente e sulle spese da sostenere.

Se questi aspetti sembrano fare al caso mettiti comodo e continua la lettura di questo articolo fino alla fine!

Quanti impianti fotovoltaici sono presenti in Italia?

Come certamente saprai, l’impianto fotovoltaico è un impianto elettrico costituito da più moduli fotovoltaici (pannelli) che sfruttano l’energia solare (pulita e gratuita) incidente per produrre energia elettrica mediante la necessaria componente elettrica (cavi) ed elettronica (inverter) ed eventualmente di sistemi meccanici-automatici ad inseguimento solare.

In Italia, ad oggi, sono attivi circa 900.000 impianti, per un totale di 100 milioni di pannelli, con una vita media di 12/13 anni.

Considerato che la vita media dell’impianto fotovoltaico è di circa vent’anni, significa l’Italia si appresta ad affrontare un revamping di circa 73 milioni di impianti.

Come abbiamo approfondito nell’articolo “Che impatto hanno gli impianti fotovoltaici sull’ambiente”, rispetto ai tradizionali sistemi di produzione di energia elettrica, questa tecnologia ha ricadute positive sull’ambiente (e sempre in miglioramento) ma vista la mole degli impianti che presto andranno riciclati, occorre un piano di investimenti efficace e regole stringenti per un corretto smaltimento dei materiali.

Per questo il Gestore dei Servizi Energetici-GSE SpA, ha recentemente aggiornato le linee guide utili allo smaltimento dei pannelli, vediamole insieme.

Smaltimento dei pannelli fotovoltaici: normativa e moduli del GSE S.p.A

Come si evince dal portale dedicato, i pannelli fotovoltaici rientrano nell’ambito di applicazione dei Rifiuti Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche-RAEE la cui gestione è oggi disciplinata dalla Direttiva 2012/19/EU, recepita in Italia dal D.lgs. n. 49 del 14 marzo 2014.

Questo riguarda gli impianti fotovoltaici incentivati da:

I Conto Energia (D.M. 28 luglio 2005 e D.M. 06 febbraio 2006);

II Conto Energia (D.M. 19 febbraio 2007);

III Conto Energia (D.M. 06 agosto 2010);

IV Conto Energia: impianti entrati in esercizio fino al 30 giugno 2012 e tutti gli impianti rientranti nel Titolo IV – impianti a concentrazione (D.M. 05 maggio 2011);

V Conto Energia: impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative e impianti a concentrazione (D.M. 05 luglio 2012) e definiscono che sia il GSE a trattenere una quota finalizzata a garantire la copertura dei costi di gestione a fine vita dei rifiuti prodotti dai pannelli fotovoltaici, tale quota differisce in funzione della fattispecie degli impianti:

impianti domestici (impianti di potenza nominale inferiore a 10 kW), una quota pari a 12 €/pannello una tantum nel quindicesimo anno di incentivazione;

impianti professionali (impianti di potenza nominale superiore o uguale a 10 kW), una quota pari a 10 €/pannello a partire dall’undicesimo anno di incentivazione e per dieci anni.

Inoltre, il Decreto stabilisce che la somma trattenuta a garanzia sia restituita al Soggetto Responsabile dell’impianto fotovoltaico incentivato solo a seguito dell’avvenuto adempimento degli obblighi.

In pratica, la norma ha disposto una sorta di cauzione che, nel caso del Conto Energia I, II e III viene decurtata a partire dal 15° anno di erogazione dell’incentivo per l’impianto di potenza nominale inferiore ai 10 KW (definito “domestico”), mentre per l’impianto con potenza uguale o superiore ai 10 kW (definito “professionale”) a partire dal 10° anno.

Le modalità operative con cui il Soggetto Responsabile è tenuto a gestire e smaltire i pannelli sono contenuti all’interno della guida Istruzioni operative per la gestione e lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici incentivati, riportata sul sito del GSE S.p.A. Sempre sul portale del GSE S.p.A. si legge che coloro che hanno installato gli impianti fotovoltaici attraverso il quarto e il quinto Conto Energia, che quindi sono esclusi dalle istruzioni operative sopra descritte (D.lgs. 49/2014), valgono le regole definite all’interno dei decreti di riferimento:

Sempre sul portale del GSE S.p.A. si legge che coloro che hanno installato gli impianti fotovoltaici attraverso il quarto e il quinto Conto Energia, che quindi sono esclusi dalle istruzioni operative sopra descritte (D.lgs. 49/2014), valgono le regole definite all’interno dei decreti di riferimento:

quarto Conto Energia (D.M. 05 maggio 2011): impianti entrati in esercizio a partire dal 1 luglio 2012 (esclusi tutti gli impianti rientranti nel Titolo IV – impianti a concentrazione);

quinto Conto Energia (D.M. 05 luglio 2012), eccetto gli impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative e impianti a concentrazione.

Per questi impianti il produttore deve garantire la completa gestione a fine vita dei moduli fotovoltaici installati in fase di ammissione alle tariffe incentivanti mediante l’adesione a un Sistema o Consorzio che assicuri, attraverso un’adeguata struttura operativa e finanziaria, le corrette azioni di smaltimento a fine vita dei moduli stessi.

Per questi impianti è escluso il trattenimento delle quote a garanzia ai sensi del D.lgs. 49/2014, in quanto, ai sensi del Decreto ministeriale del 5 luglio 2012, il recupero e il riciclo dei pannelli a fine vita è a carico del Consorzio cui aderisce il produttore.

Inoltre, per i RAEE professionali è possibile, rinunciando al rimborso delle quote trattenute, avvalersi della gestione da parte del GSE S.p.A. dello smaltimento moduli fotovoltaici rotti o non più funzionanti.

Quanto costa smaltire i pannelli fotovoltaici?

Dunque, come si evince dalle Istruzioni operative per la gestione e lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici incentivati già accennate, gli impianti di potenza nominale inferiore a 10 kW sono da ritenersi RAEE provenienti dai nuclei domestici, mentre quelli con potenza nominale superiore o uguale a 10 kW sono considerati RAEE professionali.

Questa differenziazione è significativa anche nella gestione dei costi per lo smaltimento dei pannelli.

Infatti, lo smaltimento dei RAEE domestici può essere sostenuto gratuitamente dai privati cittadini attraverso gli appositi Centri Raccolta del Comune di competenza.

Per quanto riguarda il costo da sostenere per lo smaltimento degli impianti professionali è determinante l’anno di commercializzazione dell’impianto: in caso di impianto operativo dopo il 12 aprile 2014, il costo delle suddette operazioni è sempre un onere del produttore; se antecedente a tale data si tratta di un RAEE storico, pertanto la spesa è a carico del produttore nel caso di revamping, mentre in tutte le altre evenienze sarà l’utilizzatore a sostenere i costi di smaltimento (tali costi variano a seconda del caso specifico).

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