Che impatto hanno gli impianti fotovoltaici sull’ambiente?

6 Dicembre 2021 | Efficienza Energetica

Anche l’impianto fotovoltaico lascia la sua impronta sul pianeta, in quale modo e con quale intensità? Scopriamolo in questo articolo.

Il fotovoltaico è un sistema per produrre energia elettrica attraverso una fonte naturale e gratuita, quale il sole.

Se pur in quantità minore rispetto ai sistemi tradizionali, anche questo tipo d’impianto lascia la sua impronta sul pianeta.

Questo significa che dovremo abbandonare tale soluzione? Tutt’altro.

La direzione nella quale ci stiamo muovendo è quella giusta ma dobbiamo essere cosci dell’impatto che l’industria del fotovoltaico ha sull’ambiente per migliorare l‘intera filiera e, perché no, per mettere a tacere i detrattori delle soluzioni verdi.

Dunque, se vuoi conoscere meglio l’impatto del fotovoltaico sull’ambiente, dalla produzione allo smaltimento una volta raggiunto il loro fine, mettiti comodo e continua la lettura di questo articolo fino alla fine.

Buona lettura!

Produzione di pannelli fotovoltaici: quanto inquina?

L’utilizzo di impianti rinnovabili, come il fotovoltaico, e l‘adozione di soluzioni di efficienza energetica saranno determinati per avviare concretamente la famosa transizione energetica.

Questa permetterà di abbattere la dipendenza dai combustibili fossili, la cui industria è causa delle dannose emissioni inquinanti nell’atmosfera e delle disuguaglianze politico-sociali, per traghettare la società verso un mondo più efficiente e sostenibile.

Per attuare questo virtuoso cambio di paradigma è necessario, tra le altre, incrementare la produzione e l’utilizzo degli impianti fotovoltaici, con innegabili ricadute sull’ambiente.

Devi sapere che, come abbiamo già trattato nell‘articolo Che ruolo avranno i metalli nella transizione energetica?, l’estrazione delle materie prime necessarie alla produzione dell‘impianto fotovoltaico, in particolare del quarzo e del silicio, richiedono impianti ad alta temperatura, che comportano quindi, alti consumi energetici e notevoli emissioni inquinanti nell’atmosfera.

A parte questa problematica, peraltro comune al settore tecnologico in generale considerata la mole di materie prime impiegate nei dispositivi tecnologici, l’allarme ecologico più forte è rappresentato dal silicio amorfo che caratterizza buona parte dei pannelli più economici.

Questo materiale contiene tellurio di cadmio, un materiale tossico, inquinante e velenoso. Inoltre, in alcuni casi, viene utilizzato anche l’esafluoruro di zolfo, un potente gas serra.

Anche se occorre evidenziare che queste sostanze vengono rilasciate anche durante la combustione di carbone e petrolio, in una quantità almeno 300 volte maggiore.

Inoltre, è importante sottolineare che l’evoluzione tecnologica, negli anni, ha alzato notevolmente gli standard qualitativi dei prodotti in commercio, offrendo al contempo prezzi molto più competitivi, per cui è sempre meno frequente imbattersi in questo tipo di pannelli.

Come impatta sull’ambiente la produzione di energia dal Fotovoltaico?

Gli studi affermano che, mediamente, un pannello fotovoltaico due anni di funzionamento per ripagare il cosiddetto debito di carbonio”, ovvero l’impronta di carbonio generata per produrlo, pari a 20g/kWh di CO2.

Considerato che un pannello fotovoltaico ha una vita media di 20-25 anni, solo un dodicesimo di questo tempo è dedicato a ripagare l’impronta ambientale.

Direi nulla in confronto ai combustibili fossili considerato che per produrre 1 TEP, equivalente a 5347 kWh elettrici oppure 11628 kWh termici, vengono emesse nell’atmosfera 2,4 tonnellate di CO2.

Smaltimento dei pannelli: è un problema?

Come abbiamo approfondito all’interno dell’articolo Smaltimento dei pannelli fotovoltaici, guida rapida, questa tematica ricopre un grande valore in ottica ambientale.

Devi sapere che in Italia, ad oggi, sono attivi circa 900.000 impianti, per un totale di 100 milioni di pannelli, con all’attivo una vita media di 12/13 anni.

Considerato che, come già detto nelle righe precedenti, la vita media dell’impianto fotovoltaico è di circa vent’anni, significa che il nostro Paese si appresta ad affrontare un ammodernamento di circa 73 milioni di impianti.

Pertanto, oggi, e più che mai in futuro, il processo di smaltimento dei pannelli fotovoltaici esige grande attenzione.

La buona notizia è che, i pannelli fotovoltaici sono quasi interamente riciclabili (fino all’90%), vediamo perché.

Il silicio, che, come abbiamo letto nei paragrafi precedenti, è atossico, quindi innocuo per la salute, è perfettamente riciclabile, così come il materiale plastico che viene utilizzato per assemblare e isolare dall’aria le componenti, e ancora come il vetro frontale e l’alluminio che costituisce il telaio.

Inoltre, per la produzione dei pannelli fotovoltaici vengono impiegati metalli preziosi, come l’argento, presente in quantità pari 20 grammi a pannello.

Dunque, in nessun modo lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici può rappresentare un problema ambientale.

Nonostante ciò, è necessario osservare, come per tutti i prodotti RAEE, il protocollo dettato della normativa italiana (che puoi approfondire a questo link), il quale vieta la dispersione nell’ambiente di materiali inquinanti e indica le modalità da rispettare per recupero dei materiali riciclabili.

Conclusioni

Spesso, il mondo delle soluzioni verdi viene messo in dubbio per via della loro capacità di compensare, con la loro produzione, l’impatto che tutta la filiera ha sull’ambiente.

D’altronde è innegabile l’impronta della produzione di energia sul pianeta, anche se provenienti da fonti rinnovabili. Ma a tal proposito sempre più aziende del settore si stanno adoperando per impiegare soluzioni a basse emissioni di anidride carbonica, consapevoli di quanto il loro ruolo sia cruciale nella transizione energetica.

Noi di RiESCo crediamo fortemente in un futuro più efficiente e più sostenibile, per questo ci impegniamo a tenere aggiornati i nostri lettori con notizie ed approfondimenti relativi al mondo dell’efficienza energetica.

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