Sostituzione della caldaia con lo sconto in fattura, come funziona?

2 Aprile 2021 | Incentivi

Chi può accedere allo sconto in fattura? Per quali impianti è previsto? Qui trovi tutta la procedura spiegata passo per passo.

Se possiedi una caldaia obsoleta forse avrai sentito parlare della possibilità di sostituirla con una nuova, scontata subito del 50 o 65%.

L’occasione potrebbe essere particolarmente ghiotta ma temi che ci possa essere qualche tranello dietro: tortuose pratiche burocratiche o costi nascosti da sobbarcarsi.

Magari in passato avevi già provato ad informarti sulle agevolazioni per la sostituzione della caldaia, ma la procedura e i tempi necessari per recuperare il credito, ti avevano portato a rinunciare.

Eppure, sempre più persone intorno a te iniziano ad approfittare dello sconto in fattura per la sostituzione della caldaia o della pompa di calore, così sei tornato a valutare la possibilità realizzare l’intervento approfittando di questa straordinaria agevolazione fiscale.

Beh, visto come stanno le cose, fai bene a pensarci!

Grazie al beneficio fiscale art. 119 e 121 del Decreto Rilancio N. 34/2020 e art. 14 DL N. 63/2013, prorogato dalla Legge di Bilancio N.160/2019 convertito in legge n. 77/2020, il contribuente può davvero realizzare l’intervento pagando solamente la differenza tra il prezzo totale e l’importo scontato dall’incentivo.

Dunque, per cogliere al massimo le opportunità dello sconto in fattura per l’installazione della caldaia, senza rischi ma con le massime garanzie, mettiti comodo e continua la lettura di questo articolo!

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Le agevolazioni fiscali

Le agevolazioni fiscali previste per la sostituzione della caldaia sono l’ecobonus 50%, l’ecobonus 65% e il Superbonus 110%.

L’ecobonus, introdotto con l’ex legge 296/2006, negli anni ha vissuto molteplici proroghe e modifiche.

Oggi si presenta nella misura del:

  • 50% per schermature e infissi, caldaie a biomassa e a condensazione in classe A;
  • 65% per le caldaie a condensazione in classe A+ con sistema di termoregolazione evoluto, generatori di aria calda a condensazione, pompe di calore (pdc), scaldacqua a pompa di calore (pcd), coibentazione involucro, collettori solari, generatori ibridi, sistemi di biulding automation e microgeneratori;
  • 70% per l’isolamento termico del più del 25% su parti comuni dell’edificio (condominio);
  • 75% per l’isolamento termico del più del 25% su parti comuni dell’edificio (condominio) e interventi che conseguono al raggiungimento della qualità media come previsto dalla tabella tabelle 3 e 4 dell’allegato1 al DM 26/06/2015;
  • 80% per l’isolamento termico del più del 25% su parti comuni dell’edificio (condominio) e interventi volti alla riduzione del rischio sismico di minimo una classe;
  • 85% per l’isolamento termico del più del 25% su parti comuni dell’edificio (condominio) e interventi volti alla riduzione del rischio sismico di minimo due classi;
  • 90% per interventi influenti dal punto di vista termico o che interessino l’intonaco per oltre il 10% della superficie disperdente complessiva totale dell’edificio;
  • 110% per gli interventi di efficienza energetica e per la riduzione del rischio sismico.

Detrazioni fiscali per la caldaia: 50% o 65%?

Come si evince dal paragrafo precedente, le aliquote che riguardano la sostituzione della caldaia sono quelle del 50% e 65%, e in alcuni casi, quella del 110%.

In particolare, l’aliquota del 50% è rivolta alle persone fisiche che intendono sostituire la vecchia caldaia con una nuova a condensazione in classe energetica A accedendo all’imposta sul reddito (Irpef), fino al 31 dicembre 2021 (bonus casa).

Possono accedere, invece, all’aliquota del 65% sia le persone fisiche che quelle giuridiche che intendono installare una caldaia a condensazione in classe A completa di termostato evoluto di classe V/VI/VII e di valvole termostatiche.

Caldaia, quando può accedere al 110%?

L’installazione della sola caldaia a condensazione in classe energetica A, se pur completa di termostato evoluto di classe di classe V/VI/VII e di termostatiche, è insufficiente per accedere al superbonus 110%, fatta eccezione per una casistica particolare.

Come previsto dall’articolo 119 del decreto Rilancio, “la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria sulle parti comuni degli edifici, o con impianti a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A, a pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo, o impianti di microcogenerazione” fa parte degli interventi trainanti previsti dal Superbonus 110%.

Solitamente, però, questo tipo d’intervento è insufficiente per raggiugere il salto delle due classi energetiche, requisito essenziale per fruire dell’agevolazione fiscale.

Quindi per accedere l’aliquota del 110% è raccomandabile abbinare l’installazione della caldaia a condensazione di classe energetica A con un altro intervento previsto dal Superbonus 110%, trainante o trainato.

Cos’è lo sconto in fattura e come funziona

Veniamo quindi allo sconto in fattura, normato dall’articolo 121 del Decreto Rilancio.

Questo prevede che in alternativa alla detrazione o alla cessione del credito, il contribuente può optare “per un contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto fino a un importo massimo pari al corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi e da quest’ultimo recuperato sotto forma di credito d’imposta, con facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti, ivi inclusi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari”.

In altre parole, il contribuente può realizzare i lavori liquidando il fornitore con la restante parte esente dallo sconto, oppure senza versare alcunché (a seconda dall’intervento in questione). A sua volta, il fornitore potrà cedere o meno il credito alle banche o ad altri intermediari.

Ma avvaliamoci di un esempio pratico.

Il signor Mario decide di acquistare una caldaia a condensazione in classe energetica A con valvole termostatiche e termostato evoluto, avente diritto all’ecobonus 65%.

Presupponiamo che l’impianto, comprensivo dell’installazione, costa circa 3.000,00 € + IVA (circa 1.500.00 € costo caldaia + circa 700 € di beni accessori + circa 700 € di posa in opera).

Il fornitore può offrire al beneficiario, ovvero il sig. Mario, lo sconto sul totale in fattura compreso di IVA.

Dunque,se è destinata ad un’azienda o ad un’unità immobiliare destinata ad ufficio lo sconto sarà l’applicato all’IVA al 22%, per un ribasso totale di 1.950,00 € in fattura (questo nel caso di aziende che non detraggono l’IVA, viceversa lo sconto in fattura viene applicato soltanto all’imponibile).

Invece, se è destinata a una persona fisica e se il valore dell’impianto è inferiore al 50% della spesa complessiva (3.000,00 €) lo sconto viene applicato sull’IVA al 10%, per un ribasso in fattura di 2.200, 00 €.

Anche RiESCo, Energy Service Company (ESCo), specialista in efficienza energetica e negli incentivi dedicati, offre questo tipo di servizio. Per maggiori informazioni, noi ci siamo!

  • Cesare Grassi ha detto:

    Buongiorno
    Sono molto interessato a sostituire URGENTEMENTE 3 CALDAIE di vecchia generazione, in 3 appartamenti di mia proprietà come PERSONA Fisica.
    Cell 3394979866

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