Sconto in fattura per gli infissi: come funziona?

30 Aprile 2021 | Incentivi

Quali sono le agevolazioni previste per l’efficientamento degli infissi? Cosa occorre sapere per accedere allo sconto in fattura?

Da quando sono iniziate a circolare le prime notizie sullo sconto in fattura sei tornato a valutare l’efficientamento dei tuoi infissi?

Lo credo bene: dei nuovi infissi ti permetterebbero di migliorare sensibilmente il comfort degli ambienti, ottenere maggior prestazioni termiche, ridurre i fastidiosi rumori esterni e ammodernare l’aspetto della tua abitazione.

Ma soprattutto, sfruttando i giusti incentivi, potresti ottenerli a condizioni mai viste!

Infatti, grazie alle novità introdotte dal Decreto Rilancio, oggi è possibile sfruttare le agevolazioni fiscali del 50%, del 65%, persino del 110% (se rispettate determinate condizioni), subito, attraverso l’opzione dello sconto in fattura.

Ma è tutto così facile come appare in certe offerte o c’è dietro qualche tranello?

La domanda è più che legittima. Siamo sommersi da pubblicità che promuovono sedicenti lavori gratis, rendono quasi impossibile per il contribuente riconoscere la veracità degli incentivi e di conseguenza, le imprese che operano nella piena legalità.

La buona notizia è che sì, con le aliquote disposte dalle agevolazioni fiscali e la possibilità di optare per lo sconto in fattura è davvero possibile realizzare l’intervento godendo subito di un sostanzioso contributo economico, ma occorre saper distinguere le offerte valide da quelle meno.

Per questo ho deciso di scrivere questo articolo: per aiutare chi come te intende efficientare gli infissi di casa propria, a compiere questa virtuosa scelta senza rischi e preoccupazioni.

Ti consiglio dunque di leggere questo articolo fino alla fine, così da acquisire maggiore consapevolezza sulla scelta dei tuoi nuovi infissi. Buona lettura!

Sostituzione degli infissi, quali sono i principali vantaggi e i costi?

Se stai valutando la sostituzione dei tuoi vecchi infissi con dei nuovi, ad alta efficienza energetica, conoscerai i vantaggi che questa scelta può offrirti: migliore termoregolazione degli ambienti, quindi maggior comfort abitativo e più benessere negli ambienti, più risparmio economico, miglior isolamento acustico, maggiore sostenibilità ambientale e infine, un’estetica al passo con i tempi.

Il prezzo varia in base alle tecnologie e ai materiali impiegati: PVCalluminiolegno o acciaio.

Il cloruro di polivinile (PVC) ad oggi è la soluzione più adottata. Questo materiale rappresenta un ottimo isolante, resistente alle intemperie ed è inoltre molto resistente sia al caldo che al freddo.

Nel rapporto costi-benefici rappresenta la scelta più conveniente, poiché il suo costo parte intorno ai 350 €/mq.

La scelta dei colori però è limitata, bianco oppure color legno, così come la sua destinazione d’uso: ad esempio, un materiale così moderno difficilmente applicabile ad un palazzo storico o signorile.

Il legno resta ad oggi, la soluzione più diffusa nel parco edilizio italiano. Pur assicurando una lunga vita utile e un’ottima versatilità d’impiego (dal normale appartamento all’edificio più signorile) richiede però una costante manutenzione e il costo della fornitura è meno economico: minimo 500 €/mq.

L’alluminio è un materiale molto leggero e resistente, con cui è possibile realizzare di tutto, anche grandi serramenti per attività commerciali e di qualunque tipologia: elegante o meno. È garantito per durare nel tempo e con costi di manutenzione molto contenuti.

Di contro, la resa di efficienza energetica è inferiore e il costo parte dai 500 €/mq.

L’acciaio è notoriamente uno dei materiali più costosi in commercio e anche per questo risponde perfettamente alle esigenze di arredo di un certo livello. Inoltre, come il pvc e l’alluminio richiede bassi costi di manutenzione e conferisce massima protezione dalle condizioni di meteorologiche, anche le più estreme. Il prezzo per questa soluzione sale a 1000 €/mq.

Infissi incentivati al 50%

La sostituzione degli infissi e dei serramenti è uno degli esempi di manutenzione ordinaria riportati all’interno della guida sulle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie redatta dall’Agenzia dell’Entrate (per approfondire www.agenziaentrate.gov.it).

Questo tipo d’intervento è incentivato sia per le singole unità abitative che le parti condominiali, nella misura del 50% e per un limite massimo di spesa di 60.000,00 € per unità immobiliare.

Inoltre, questo tipo d’intervento può usufruire dell’aliquota Iva ridotta al 10% per le prestazioni dei servizi resi dall’impresa che esegue i lavori. Sui beni, invece, l’aliquota agevolata si applica solo se ceduti nell’ambito del contratto di appalto.

Tuttavia, quando l’appaltatore fornisce beni “di valore significativo”, l’Iva ridotta si applica ai già menzionati beni soltanto fino a concorrenza del valore della prestazione considerato al netto del valore dei beni stessi.

In pratica, l’aliquota del 10% si applica solo sulla differenza tra il valore complessivo della prestazione e quello dei beni stessi.

Questo significa che, se ad esempio il costo dell’intervento è di 5.000,00 €, il costo della manodopera è di 2.000,00 € e quello per i beni significativi è di 2.500,00 €, l’Iva al 10% si applica sulla differenza tra la spesa complessiva e il costo dei beni significativi (2.500,00 €), mentre sul valore residuo si applica l’Iva al 22%.

Per godere del beneficio fiscale il contribuente può optare per la detrazione fiscale ripartita in dieci quote annuali di pari importo, oppure per la cessione del credito o lo sconto in fattura.

Attenzione ai requisiti necessari per accedere al Bonus ristrutturazione al 50% per la sostituzione degli infissi:

  • l’immobile su cui verranno installati gli infissi deve essere esistente (ossia accatastato) e dotato dell’impianto di riscaldamento;
  • l’intervento deve configurarsi come sostituzione di elementi già esistenti;
  • l’infisso interessato dall’intervento deve delimitare un volume riscaldato (è escluso ad esempio l’infisso destinata al garage per intendersi);
  • i valori di trasmittanza termica finale (Uw) devono essere inferiori o uguali ai valori limite riportati nell’allegato E del decreto requisiti e devono rispettare le pertinenti norme nazionali e locali vigenti in materia urbanistica, edilizia, di efficienza energetica e di sicurezza;
  • l’intervento deve rispettare i massimali di spesa.

Inoltre, poiché la sostituzione degli infissi fa parte degli interventi di efficienza energetica, occorre inviare la documentazione relativa all’intervento all’Enea, entro 90 giorni dalla fine dei lavori.

In caso di controlli da parte dell’Agenzia dell’Entrate, dovrai conservare la dichiarazione del fornitore del rispetto dei requisiti di legge, la dichiarazione del rispetto dei massimali di costo, le schede tecniche dei prodotti installati, le fatture e i pagamenti eseguiti tramite bonifico parlante (con riportato il decreto legislativo di riferimento, il codice fiscale del beneficiario e la P.Iva fornitore)

Infissi incentivati al 65%

Per quanto concerne la possibilità di accedere all’aliquota del 65%, quindi all’Ecobonus, la sostituzione degli infissi deve rispettare i requisiti di cui sopra per l’aliquota al 50% ma tiene conto di alcune eccezioni:

  • l’intervento deve essere sostenuto tra il 1° gennaio 2020 e il 31 dicembre 2021;
  • deve essere eseguito su parti condominiali (sono escluse le parti abitative singole).

Altrimenti può accedere all’aliquota al 65% se associato ad altri interventi di efficientamento promossi dall’Ecobonus.

Infissi incentivati al 110%

Come forse avrai saputo, però, il Decreto Rilancio ha introdotto un’eccezionale opportunità per coloro che sono interessati all’installazione di nuovi infissi: l’aliquota potenziata al 110%.

Per ricorrere al Superbonus 110% è necessario che la sostituzione degli infissi avvenga congiuntamente alla realizzazione di uno degli interventi trainanti (cappotto termico o sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale) e che questi, assicurino il miglioramento di due classi energetiche dell’edificio.

Sono ammessi alla detrazione i costi relativi alla fornitura e all’installazione dei nuovi infissi così come le spese tecniche (parcelle dei professionisti coinvolti, autorizzazioni ecc), fino ad un ammontare complessivo di 60.000,00 €.

Sconto in fattura per gli infissi: cos’è e come funziona

Veniamo quindi alla novità più succosa introdotta dal decreto Rilancio, più precisamente con l’art. 121 del DL 34-2020: lo sconto in fattura.

Questa opzione fiscale permette al contribuente che intende efficientare i propri infissi di realizzare l’intervento godendo subito di un sostanzioso ribasso in fattura: del 50%, 65% o 110%.

Ma vediamo un esempio concreto.

Il sig. Rossi valuta un intervento completo di efficientamento delle finestre, comprese le persiane, le tapparelle e i cassoni, per un valore complessivo di 10,000.00 €.

Invece di optare per la classica detrazione fiscale, quindi pagando subito la totalità dell’opera per poi recuperare il 50% nel corso di 10 anni (5.000,00 €), con l’opzione sconto in fattura paga subito solamente il 50% della fattura totale.

N.B. alcune imprese fornitrici potrebbero applicare una maggiorazione dovuta al costo dell’attualizzazione del credito di imposta (presumibilmente pari circa al 20%).

Attenzione, come abbiamo trattato nell’articolo Chi può fornire lo sconto in fattura?,  il fornitore dell’intervento può scegliere se concedere oppure no il servizio di sconto in fattura, per questo consigliamo fortemente di verificare tale disponibilità prima di procedere con l’inizio dei lavori.

Sconto in fattura per gli infissi perché conviene?

Come abbiamo visto nel paragrafo precedente, è possibile che il fornitore applichi nella propria offerta un piccolo contributo aggiuntivo a copertura delle spese finanziarie dell’operazione. In tal caso si tratterebbe comunque di un piccolo onere, che garantirebbe al contribuente di ottenere i nuovi infissi, con alte prestazioni energetiche, scontato subito in fattura, senza preoccupazioni e senza rischi.

Quindi oltre a godere di un immediato beneficio finanziario, poiché al contribuente resta una gran parte di liquidità che altrimenti avrebbe dovuto sborsare, quest’ultimo viene sollevato da ogni onere legato alla pratica del beneficio fiscale.

Viceversa, optando per la detrazione fiscale, il contribuente deve incaricare il proprio commercialista della pratica necessaria.

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