Stop alla caldaia tradizionale entro il 2029

13 Giugno 2022 | Efficienza Energetica

Perché verranno bandite le caldaie a gas? Quali altre soluzioni sarà possibile adottare? Quanto saranno più convenienti?

Le caldaie a gas hanno rappresentato il sistema di riscaldamento più adottato nelle case degli italiani.

Oggi, con il progredire della tecnologia sono state gradualmente sostituite con soluzioni più efficienti, ma in moltissime abitazioni sono ancora installate quelle tradizionali e, potendo scegliere, la sostituirebbero con una della stessa tipologia.  Anche tu sei tra questi?

Lo capisco, d’altronde questo tipo d’impianto, con una buona manutenzione, riesce ad assolvere alle sue funzioni anche per 15-20 anni. La mia vecchia caldaia a gas, ad esempio, è andata in pensione solo dopo aver compiuto 30 anni e ancora pienamente funzionante.

Perché l’ho cambiata allora?

Per le stesse ragioni per cui la Commissione Europea ha deciso di mettere al bando le caldaie a gas: sono diventate insostenibili in termini economici e in termini ambientali, oltre a fornire prestazioni inadeguate per gli odierni standard di comfort.

Per capire meglio i vantaggi della sostituzione della caldaia tradizionale con altre soluzioni per il riscaldamento degli ambienti e dell’acqua sanitaria, continua la lettura di questo articolo fino alla fine.

Oltre ad approfondire il provvedimento della Commissione europea, confronteremo i consumi della caldaia a gas con quelli di impianto ad alta efficienza energetica; quindi, analizzeremo le principali soluzioni alternative alla caldaia di vecchia generazione.

Se la premessa ti sembra interessante, mettiti comodo e buona lettura!

↓ LEGGERE TI STANCA? GUARDA IL VIDEO! ↓

I limiti della caldaia tradizionale

La caldaia tradizionale utilizza il gas, prelevato dalla rete di distribuzione, per riscaldare gli ambienti e scaldare l’acqua ad uso sanitario.

Questa funzione è resa possibile dal principio di combustione che avviene quando il combustibile entra in contatto dell’aria, generando così calore utile a riscaldare l’acqua presente nell’impianto.

Il gas bruciato (gasolio/gas metano/GPL) genera dei fumi i quali vengono espulsi all’esterno attraverso la canna fumaria. Il calore contenuto all’interno dei fumi viene totalmente disperso, per questo la caldaia tradizionale ha un’efficienza di circa l’85%.

A causa di questo scarso livello di efficienza, la caldaia tradizionale è stata bandita dal mercato italiano con la direttiva Europea 2005/32/CE.

Oggi è praticamente impossibile trovarle, eccezione fatta per un particolare tipo di caldaia a combustione appositamente progettata per sostituire gli impianti dotati di canna fumaria incapace di supportare i fumi acidi.

Caldaia tradizionale vs caldaia a condensazione

Come accennato sopra, la caldaia tradizionale è famosa per la sua affidabilità e per la sua semplicità di gestione ma in termini di prestazioni è ampiamente superata dalla caldaia a condensazione.

Quest’ultima, rispetto al suo predecessore, si avvale di una tecnologia che permette di recuperare l’energia contenuta all’interno dei fumi di scarico prodotti, così da impiegarla nuovamente nel processo

Dunque, questo tipo d’impianto trasforma quello che nella caldaia tradizionale rappresenta un totale spreco, in risorsa perché, risparmiando una piccola parte di combustibile.

Quindi permette di risparmiare in bolletta? Dipende dal sistema impiegato per riscaldare gli ambienti.

Questa precisazione è doverosa poiché nella maggior parte dei casi la caldaia a condensazione viene abbinata ai radiatori poiché a loro volta rappresentano lo strumento più impiegato per riscaldare gli ambienti, ma così facendo è impossibile riscontrare dei benefici in bolletta. Ti spiego perché.

Per far sì che si verifichi condensazione occorre che la temperatura di ritorno reale in caldaia sia sufficientemente bassa da far raffreddare i fumi fino a far condensare il vapore all’interno.

La condensazione inizia verso i 65 °C al ritorno in caldaia, e aumenta tanto più la temperatura di ritorno è bassa, quindi, considerato che per i radiatori occorre mandare la temperatura intorno ai 75%, il beneficio è impercettibile.

Se invece abbiniamo la caldaia a condensazione ai ventilconvettori che richiedono una temperatura di mandata di circa 45°-55° per ottenere un ritorno di circa -5°, il vantaggio è maggiore perché siamo su temperature nettamente più basse. Dunque, il beneficio aumenta ancora di più nel caso del pavimento radiante che necessita di una temperatura di mandata di circa 30°, con soli 25° di ritorno.

Dunque, rispetto al suo predecessore, la caldaia a condensazione assicura maggiori risparmi solo se abbinata a ventilconvettori o al pavimento radiante.

Il 2029 sarà la data finale per l’immissione sul mercato di caldaie a gas

Dunque, la sostanziale differenza tra la caldaia tradizionale e quella a condensazione è che quest’ultima permette di ridurre concretamente i consumi, quindi di risparmiare energia, se abbinata a sistemi di riscaldamento che lavorano a basse temperature

In tal caso, l’utente finale può assicurarsi maggiori prestazioni e, allo stesso tempo, minori costi in bolletta in bolletta. Scelte di risparmio energetico, come questo, possono significare molto per i contribuenti ma ancora di più per il Paese perché vuol dire comprare meno energia all’estero, quindi essere più indipendenti energeticamente.

Per questo, e per contrastare al contempo la crisi climatica, in occasione del Consiglio europeo del 24-25 marzo, i leader dell’UE hanno sottoscritto l’obiettivo di affrancare l’Europa dai combustibili fossili russi ben prima del 2030 e chiesto alla Commissione di presentare il piano dettagliato REPowerEU adottato oggi.

Uno dei temi principali del pacchetto è quello del risparmio energetico ed è proprio all’interno di questo che viene esplicitata la volontà di bandire le caldaie a gas entro il 2029.

Come si legge all’interno del testo, all’abbandono delle caldaie a gas si arriverà gradualmente nei prossimi 7 anni.

Per fare ciò, la commissione raccomanda di “Inasprire i requisiti del sistema di riscaldamento nazionale per gli edifici esistenti affrontando importanti ristrutturazioni e sostituzioni di caldaie e collegamento a sistemi di teleriscaldamento efficienti in aree densamente popolate. Ciò funzionerebbe di pari passo con la definizione di limiti di progettazione ecocompatibile più rigorosi per i sistemi di riscaldamento a livello dell’UE”.

Nello stesso piano, sono indicati, inoltre, i cambiamenti comportamentali a breve termine che potrebbero ridurre la domanda di gas e petrolio del 5%, incoraggiando gli Stati membri ad avviare campagne di comunicazione specifiche rivolte alle famiglie e all’industria.

Il suddetto divieto si aggiunge all’obbligo legale graduale di installare pannelli solari su nuovi edifici pubblici e commerciali e nuovi edifici residenziali e al raddoppiamento del tasso di diffusione delle pompe di calore e misure per integrare l’energia geotermica e solare termica nei sistemi di teleriscaldamento modernizzati e comunali. Inoltre, la Commissione propone di rafforzare le misure di efficienza energetica a lungo termine, compreso un aumento dal 9% al 13% dell’obiettivo vincolante di efficienza energetica nell’ambito del pacchetto “Fit for 55” della legislazione sul Green Deal europeo.

Altre soluzioni di efficienza energetica per il riscaldamento e l’ACS

Il pacchetto REPowerEU promuove, in particolar modo, l’adozione delle pompe di calore in sostituzione della caldaia a gas.

Infatti, i benefici di questo tipo d’impianto (di cui puoi approfondire tutti gli aspetti nella nostra guida Pompa di calore: utilizzi, tipologie e incentivi dedicati) sono molteplici e riguardano l’efficienza energetica, il risparmio economico, la funzionalità e la sostenibilità ambientale.

Per quanto riguarda l’efficienza energetica, la pompa di calore, attraverso l’energia elettrica, produce e trasferisce all’interno dell’ambiente più energia di quella consuma, permettendo un aumento delle prestazioni e contestualmente la riduzione dei consumi.

Di conseguenza, se abbinata all’installazione di un impianto fotovoltaico (meglio se con un sistema di accumulo) abbatte quasi totalmente la spesa per il riscaldamento.

Devi sapere che grazie ai bonus fiscali, come il conto termico 2.0 e lo sconto in fattura applicato al bonus casa, ecobonus e superbonus, rientrare nell’investimento inziale è particolarmente agevole.

In termini di funzionalità è altrettanto vantaggiosa perché con un impianto è possibile soddisfare sia il riscaldamento che il raffrescamento, semplicemente invertendo il ciclo di funzionamento della macchina.

Inoltre, questo tipo d’impianto è privo di canna fumaria, quindi è notevolmente più sicuro.

Da tenere in considerazione anche un altro fattore: l’aumento del valore della casa. Infatti, Con un sistema di riscaldamento efficiente che introduce l’utilizzo di fonti rinnovabili sale anche la classe energetica dei locali. Ciò significa che, in fase di compravendita, il valore dell’immobile sarà più elevato.

E poi, soprattutto, la pompa di calore sfrutta una fonte rinnovabile gratuita: cattura il calore presente nell’aria esterna (anche quando si è sottozero nell’aria è sempre presente una quantità di calore sfruttabile), nell’acqua di falda o nel sottosuolo (in questo caso con una pompa di calore geotermica) e la trasferisce mediante un ciclo frigorifero all’acqua dell’impianto di riscaldamento, a fronte di un consumo abbastanza contenuto di energia elettrica.

Dunque, è sostenibile per l’ambiente perché evita il consumo di fonti fossili.

Come vedi l’alternativa c’è e conviene, sta a noi approfittarne!

Se l’articolo ti è piaciuto commentalo o condividilo con chi credi possa ritenerlo di proprio interesse!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Share This