I costi nascosti della cessione del credito

16 Aprile 2021 | Incentivi

Sotto molti punti di vista la cessione del credito garantisce notevoli vantaggi, nonostante ciò, cela dei costi nascosti, vediamo quali.

Da qualche tempo hai iniziato a valutare degli interventi di ammodernamento per il tuo immobile, ma essendo in condominio hai sempre rimandato a causa dei costi o dei pareri contrari degli altri proprietari.

Le novità introdotte dal Decreto Rilancio sembrano però mettere d’accordo tutti.

Infatti, grazie all’aliquota potenziata al 110% e la possibilità di realizzare i lavori senza anticipare alcun costo, persino i condòmini più scettici hanno deciso di approfittarne.

Così il vostro amministratore di condominio si è adoperato per trovare un general contractor che si occupi della realizzazione e del finanziamento dei lavori attraverso la cessione del credito.

Ma quest’ultimo aspetto ti convince ancora poco: i lavori saranno realmente senza spese per i proprietari? Ci saranno dei costi nascosti? In caso di errori, la responsabilità su chi ricade?

Anch’io avrei i tuoi stessi dubbi. Infatti, il messaggio “lavori gratis” è sbagliato e rischia di sfiduciare il cittadino più che invogliarlo a realizzare i lavori.

Ebbene, ti confermo che la cessione del credito rappresenta un’opportunità straordinaria ma sia chiaro: il contribuente paga eccome i lavori, solo che lo fa cedendo il proprio credito.

Dunque, la chiave per realizzare i lavori senza anticipare alcun costo e, soprattutto, senza incorrere in inutili rischi è capire bene come funziona il meccanismo della cessione del credito, costi nascosti compresi.

Se vuoi saperne di più continua la lettura di questo articolo!

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Cos’è la cessione del credito?

L’articolo 121, DL 34/2020 ha previsto la possibilità di cedere la detrazione fiscale o richiedere lo sconto in fattura per le spese relative agli interventi effettuati per il recupero del patrimonio edilizio, l’efficientamento energetico, l’adozione di misure antisismiche, restauro della facciata, l’installazione di impianti fotovoltaici e l’installazione di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici.

L’articolo, rubricato “Opzione per la cessione o per lo sconto in luogo delle detrazioni fiscali”, consente ai titolari della detrazione spettante per gli interventi sopra citati e realizzati negli anni 2020 e 2021, di optare appunto per un contributo sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto oppure per la cessione di un credito d’imposta di pari ammontare.

In parole semplici, il contribuente che realizza i lavori aventi diritto alle detrazioni fiscali cede la totalità del credito fiscale relativo alle spese sostenute a terzi, ad esempio a banche o istituti di credito. Questi soggetti potranno utilizzarlo in compensazione delle imposte dovute oppure cederlo a loro volta ad altri soggetti.

Quindi nel caso, ad esempio, del superbonus 110%, se sostieni una spesa di 10.000,00 € cederai un credito di 11.000,00 €.

Come deve fare il contribuente per cedere il proprio credito a terzi?

Il contribuente, in quanto beneficiario della detrazione, deve inviare la comunicazione telematica all’Agenzia delle Entrate oppure affidarsi a professionisti quali commercialisti o consulenti del lavoro.

In caso di lavori condominiali per i quali tutti hanno optato per la cessione, è l’amministratore che si occupa della comunicazione.

Tale comunicazione deve essere inviata entro il 16 marzo all’anno successivo a quello in cui sono stati eseguiti e lavori.

Qual è la differenza tra detrazione fiscale e cessione del credito?

Ad oggi la detrazione fiscale è certamente la strada più conosciuta.

Questa riconosce una detrazione d’imposta IRPEF/IRES nelle quote previste dalle varie forme di agevolazione fiscale, da ripartire in più rate annuali di pari importo.

Ciò significa che il beneficiario dell’intervento deve prima sostenere tutto l’investimento, per poi recuperarne una parte o la totalità (solo in caso di Superbonus 110%) negli anni previsti dalla norma (minimo 5 e massimo 10 anni). Anche in questo caso il beneficiario dovrà avvalersi di un professionista per portare tutte le spese (scrupolosamente documentate) in detrazione.

A causa proprio dell’investimento inziale, la detrazione fiscale può risultare in molti casi poco vantaggiosa; per lo stesso motivo la cessione del credito rappresenta l’unica opzione disponibile se si è incapienti, ovvero non si possiede di un’imposta lorda da ridurre tramite l’utilizzo della detrazione (in caso in cui si percepisce solo redditi soggetti a tassazione separata, imposta sostitutiva o si rientri nella no tax area).

Quanto costa la cessione del credito?

Come è facile immaginarsi, il servizio di cessione del credito da parte di banche e istituti finanziari, ha un costo: mediante gli operatori riconoscono circa l’80% del valore nominale.

Per cui si può pensare che nel caso il proprietario disponga di tutta la liquidità necessaria per sostenere l’investimento sia più conveniente optare per la detrazione fiscale, ma occorre tenere presente alcuni aspetti, o meglio imprevisti.

Nel lungo arco temporale in cui il beneficiario conta di recuperare l’investimento iniziale, può succedere che il beneficiario passi a regime forfettario o che diventi incapienti, oppure che l’immobile oggetto della detrazione cambi acquirente, oppure ancora che il beneficiario muoia.

Per ognuna delle casistiche sopra riportate la norma prevede delle soluzioni, ma rappresentano comunque piccoli imprevisti da risolvere in corso d’opera.

Cessione del credito, chi risponde in caso di errori?

Veniamo adesso alle responsabilità: procedendo con la cessione del credito, chi risponde in caso di errori?

Qualora l’Agenzia delle Entrate contesti la spettanza della detrazione e del credito, le conseguenze e i recuperi d’imposta ricadrebbero direttamente sul contribuente, che sarebbe chiamato a rifondere il capitale già speso, aggravato dalle sanzioni e dagli interessi.

Per questa ragione consigliamo di rivolgersi solo a professionisti specializzati in efficienza energetica e negli incentivi dedicati, e con una consolidata esperienza nel settore.

Infatti, molti tecnici si butteranno sul mercato ingolositi da questa nuova opportunità di business, senza possedere le giuste competenze.

Individua specialisti in grado, soprattutto, di progettare gli interventi davvero efficaci per migliorare il comfort e i consumi dell’edificio, e contestualmente, di sfruttare al meglio questa incredibile forma di agevolazione fiscale.

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  • Diego ha detto:

    L’articolo non soddisfa molto perché non risponde a molte domande che un inquilino si fa sui rischi in caso di morte o di cessione dell’appartamento. Voi stessi menzionate ciò ma non date risposte. Certo, capisco che la questione è complicata, ma dare solo flash sull’argomento non si soddisfa il lettore.

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buon giorno Diego. La questione è complicata come dice Lei, ma proveremo a fare un altro articolo in cui illustreremo quelli che sono i nostri punti di vista in merito

  • Paolo ha detto:

    Grazie per il servizio offerto. Devo però chiedere un maggiore chiarimento perché quanto scrivete se in parte chiarisce d’altra parte aggiunge confusione ad una materia di per se
    complessa e cavillosa. Quindi, vista la vostra buona volontà e competenza, chiedo di meglio dettagliare quanto riportato nel capitolo “Quanto costa la cessione del credito?”
    e per meglio capirsi pongo io la domanda che richiede una risposta secca e chiara.
    Siamo in condominio, studio di fattibilità, progetto e capitolato stilati con (per facilitare) 100.000 euro di costi per la realizzazione degli interventi, tutti compresi nel superbonus 110%.
    Domanda: se viene ceduto/riconosciuto mediamente l’80% del credito i restanti 20.000 euro nel caso in esempio ricadono sulla testa dei singoli condomini che andranno a ripartirsi secondo millesimi di proprietà oppure altro ? Grazie

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buon giorno Paolo, più che volentieri provo a chiarire la problematica
      Nel commento si dice di 100.000 € di costi e 80% del valore del ceduto, parlando di Superbonus.
      Forse c’è un malinteso, vediamo di chiarire:
      Superbonus 100.000 € di costi per fare il Cappotto; Credito di imposta 110%, cioè 110.000 €in cinque anni:
      Le banche comprano dalle imprese tale credito del 110% in 5 anni, pagandolo il 100%, cioè 100.000 €, quanto è il costo dei lavori riconosciuti dal Superbonus.
      Quindi nessuna perdita di capitale per l’impresa e nessun altro costo in capo ai singoli condomini.
      Se ci sono dei lavori che non rientrano nel Superbonus (esempio il rifacimento delle terrazze nel mentre che viene rifatto il cappotto) del valore di 10.000 €, allora questi godono del Credito di imposta del 50% (5.000€) da scontare in fattura, per cui il rimanente dovrà essere pagato dai condomini.
      Poiché questo è in 10 anni (invece che in 5) e non gode di un premio, l’impresa quando cederà questo credito alla banca perderà il 20-30% del suo valore nominale, quindi riconosca al condominio solo il 30% o il 40% di tale credito, cioè 3.000€ o 4.000€. In questo caso i condomini dovranno saldare 6-7.000€ dei 10.000€ necessari per rifare i terrazzi, il cui costo di 10.000€ è escluso dal Superbonus.
      A disposizione per altri chiarimenti Paolo

  • Paolo ha detto:

    Cortesemente, sempre sull’argomento “Quanto costa la cessione del credito?” nel capitolo Cos’è la cessione del credito? riportate l’esempio “Quindi nel caso, ad esempio, del superbonus 110%, se sostieni una spesa di 10.000,00 € cederai un credito di 11.000,00 €.” Domanda: come devo leggere questa informazione? I costi della cessione del credito di cui si parla nel successivo capitolo dove sono? Letti questi numeri sembra che chi acquista il credito guadagna e chi lo cede non paga nulla, manca qualche chiarimento ulteriore. Ancora grazie spero in una vostra cortese risposta.

    • RiESCo Srl ha detto:

      Salve Paolo, credo che la risposta all’altro commento possa soddisfare anche questo commento.
      A disposizione

  • Giuseppe ha detto:

    Salve…io volevo sapere non mi è chiara una cosa
    Se io cedo il mio credito di imposta alla banca,che tempistica c’è nel ricevere il denaro e soprattutto se i lavori ammontano a 80000euri,la banca oltre a prendere 8000euro equivalenti al 10% ,io dovrò pagare quel famoso 20% nel quale si parlava nei messaggi precedenti?

    • RiESCo Srl ha detto:

      Salve Giuseppe.
      In primis di che Credito imposta parliamo: Superbonus in 5 anni o Ecobonus in 10 anni?
      Per i primi le banche si trattengono dal 5% al 10%
      Per i secondi dal 15 al 25%
      Questo solo per l’acquisizione del Credito di Imposta.
      Altri costi li pò avere per le spese tecniche, fiscali etc
      I tempi per avere l’accredito, dalla cessione del Credito, dipendono da banca a banca, in genere si va da un minimo di 30-40 giorni a 90 e più giorni.

  • giada ha detto:

    Buongiorno, mi sembra di capire che siano interessati dal credito di imposta anche i lavori di ristrutturazione edilizia con attuale detrezazione al 50% (65% per sostituzione serramenti). Se è corretto così Vi pongo un quesito. Su lavori per un ammontare di circa 40.000 €, porterei in detrazione 20.000€ e quindi verosibilmente la banca mi restituirebbe a stretto giro il 30/35 ÷di tale importo? Grazie!

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buon giorno Giada, il bonus ristrutturazione (valido per la categoria catastate appartamenti A2-A7) è il 50% per tutti (anche infissi).
      Per gli infissi, in alternativa, è previsto anche l’Eco-Bonus, sempre 50%, per tutte le categorie catastali a patto che il locale sia riscaldato.
      La spesa ammessa per il bonus ristrutturazioni è 96.000€ (fino al 31/12/21) al 50% il bonus è 48.000€.
      Se l’ammontare dei lavori di ristrutturazione è 40.000€, lei ha diritto a 20.000 di credito di imposta. Una volta acquisito e lo cede alla banca, fatte le verifiche le riconoscono circa l’ 80%, cioè 16.000 €.

  • edgardo ha detto:

    come inserisco in contabilità il costo della cessione? Cioè se cedo un qualsiasi credito alle pote e le poste trattengono una commissione (cioè mi danno meno del credito ceduto) quella commissione mi viene fatturata?

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buon giorno Edgardo.
      Certo il credito di imposta acquisito con lo sconto in fattura, è a 10 anni.
      La sua cessione e attualizzazione, comporta la perdita del 17% (Poste) o più (20%-22% altre banche).
      Proprio come Costi su cessione di credito, va registrata contabilmente la perdita.
      In ogni caso il suo commercialista sarà più preparato e le suggerirà la giusta causale.

  • GIORGIO AMADEI ha detto:

    Mi riferisco al quesito posto da Paolo il 22 Luglio 2021 ore 14,30 con Vs. risposta del 6 Agosto 2021 ore 17.34.
    La mia domanda di chiarimento è la seguente: fermo restando il costo per fare il cappotto di € 100.000, se la Banca compra il credito di € 110.000 pagandolo l’80% e cioè € 88.000
    i mancanti € 12.000 ricadono sulla testa dei condomini oppure rimangono a carico dell’Impresa??? Grazie infinite.
    Giorgio

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buon giorno Giorgio.
      Credo che ci sia un malinteso tra il superbonus (110% in 5 anni) e gli altri bonus (50-65-90% in 10 anni), provo volentieri a spiegarmi meglio.
      Con la liberalizzazione della cessione dei crediti di imposta di Superbonus (110% in 5 anni) Ecobonus (50-65% in 10 anni), Bonus Facciate (90% in 10 anni), Bonus Casa (50% in 10 anni) etc si è creato un mercato finanziario con l’entrata in campo di Banche, Finanziarie, Poste & Co che compravendono la “Moneta Fiscale” Credito di Imposta a 5 o 10 anni.
      Acquistare il credito comporta a Banche e Finanziare degli oneri e delle competenze, tra le quali:
      1° Oneri finanziari legati alle annualità di recupero in compensazione con le tasse, meno in 5 anni di più in 10 anni;
      2° Oneri di gestione della pratica e verifica della documentazione (a seconda il tipo di bonus) e di acquisizione del credito (Commercialista etc)
      3° Competenze, imprevisti e guadagno (per le Banche e le Finanziarie sono attività che prevedono una marginalità)
      Tutti i punti 1°, 2° e 3° di cui sopra, sono inglobati in una percentuale che dipende dagli anni di rientro:
      Se 5 anni (Superbonus 110%) vale da un minimo del 6% ad un massimo del 9,1%;
      Se in 10 anni vale da un minimo del 20% ad un massimo del 30%.
      Ciò vuol dire che se la spesa è 100.000,00€ abbiamo i seguenti 2 casi:
      A) Ecobonus 65% – Spesa lavori 100.000, Credito Imposta 65.000 in 10 anni – Cessione alla banca, costo il 20% di 65.000 = 13.000 € – La banca paga l’80% di 65.000 = 52.000 €
      B) Superbonus 110.000 € di Credito ceduto alla Banca; importo minimo pagato dalla Banca il 90,9% di 110.000 = 100.000 pari all’importo lavori. Non resta nulla a carico dei condomini. Anzi se si rivolge ad una banca che le riconosce il 102% o il 105% su 110%, senza fare lo sconto in fattura, ci guadagna il 2% o il 5%.

  • Giuseppe ha detto:

    Buonasera, vorrei fare una domanda. Nel mio condominio composto da 14 appartamenti (compreso il mio) abbiamo intenzione di effettuare i lavori per il rifacimento della facciata utilizzando, entro il 2021, il bonus facciate 90%. Il 10% dei lavori da pagare è chiaro che deve essere diviso tra i condomini tenendo conto delle cartelle millesimali. Il mio dubbio riguarda invece i costi finanziari sulla detrazione: io sarei del parere che essi non debbano essere divisi in base ai millesimi ma semplicemente diviso in 14 quote. Considerato che ogni condomino deve autonomamente decidere se cedere o meno(e quindi detrarre le spese in più anni senza dover però affrontare oneri) il credito, nel caso in cui un condomino decidesse di non cedere il credito, la voce “costi finanziari sulla detrazione” verrebbe ridotta di quanto? 1/14esimo o in base ai millesimi del soggetto che rinuncia alla cessione? Grazie.

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buona sera Giuseppe.
      La divisione delle spese condominiali rappresenta sempre un punto di scontro … Difficile dirle quale giusta (sarebbe un’opinione la mia):
      Suggerimento: Trovate un’impresa che vi faccia lo Sconto in Fattura, pagate il 10% entro il 31/12/2021 e avete risolto il problema.
      Dal 1° gennaio sarà tolto il Bonus Facciate

  • Stefano ha detto:

    Buongiorno.
    Grazie anzitutto per la pubblicazione dell’articolo, che cerca di mettere in luce aspetti nascosti di questo superbonus 110%. Mi riallaccio alla vostra ultima risposta, dove citate che, in caso di cessione del credito a banca che offre ad esempio 102 euro di credito per 110 euro di lavori, si dovrebbe addirittura avere un piccolo margine di guadagno dalla lavorazione globale. Tralasciando comunque il fatto che si debbano effettuare delle spese iniziali, che qualcuno può non averne la disponibilità e chiedere quindi un prestito con relativo pagamento di interessi, e che forse non tutte quante possano essere portate in detrazione (vedi eventuale compenso General Contractor che leggo in giro non rimborsabile). Mettiamo però l’ipotesi che ho la possibilità di pagare direttamente i costi iniziali, che i prestatori d’opera prenderanno i soldi quando ci saranno gli acconti erogati dagli istituti sui vari step di avanzamento lavori, ecc. ho parlato di questo col tecnico che mi ha fatto il progetto, e quest’ultimo mi dice “fai attenzione agli istituti di credito, perchè poi ci saranno altre spese non rimborsate (commissioni, ecc.) che possono anche incidere per vari punti percentuali, e su una spesa ipotetica di 100.000,00 euro, possono anche rappresentare qualche migliaio che non verranno rimborsati.
    Vi risulta, o non è così? Grazie per la vostra eventuale risposta, a presto

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buon giorno Stefano …
      Si i rapporti e volontà degli istituti bancari dipendo caso per caso, e i casi sono tanti.
      La nostra esperienza ci dice che molte banche sono trasparenti, poi che ci sia qualche caso strano ci sta … Il suggerimento è: si accerti bene e poi decida.

  • GIORGIO AMADEI ha detto:

    SUPERBONUS 110% PER CONDOMINIO CON CESSIONE DEL CREDITO.
    ————————————————————————————————–
    Faccio seguito al mio quesito del 13/10 u.s. ed alla Sua cortese risposta del 15/10
    successivo, innnanzi tutto per ingraziarLa, ma vorrei anche sapere se a carico del
    condomino rimangono anche altri costi inespressi e non compresi nel Superbonus
    110% quali:
    – parcella dell’Amministratore ed in quale percentuale mediamente;
    – parcella del fiscalista che segue le varie pratiche dei singoli condomini;
    – parcella ad un eventuale professionista “superpartes” per il controllo dei lavori in
    corso di esecuzione, compreso l’esame del capitolato di appalto;
    – parcella del “General Contractor” nel caso venga proposta detta figura professionale
    per seguire l’intera pratica;
    – eventuali altri oneri che possono nascere nel corso dell’intero intervento edile.
    Ringrazio infinitamente.
    Giorgio

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buona sera Giorgio, tante e varie domande, provo a darle la mia opinione (cento persone e cento opinioni)
      1° Amministratore (condominiale?): Spesa non ammessa;
      2° Fiscalista (visto di conformità): Spesa ammessa;
      3° Professionista superpartes (???): Spesa non ammessa;
      3B° E’ previsto il ruolo dell’Asseveratore (conformità prezziari e lavori): Spesa ammessa;
      4° General Contractor: non esiste la figura professionale. Se è inteso come un Professionista che coordina i diversi Appaltatori e Professionisti, sembrerebbe un doppione dell’Amministratore: Spesa non ammessa;
      4B General Contractor = Contraente Generale, Appaltatore Unico: In tale veste assume su di sé tutti gli oneri per dare l’opera finita.
      Il GC sceglie i Subappaltatori e, a volte anche i professionisti (appalto integrato):
      In tal caso non espone i suoi costi di General Contractor, perché non esistono. Il suo guadagno deriva dalla differenza dei Ricavi meno Costi, come tutti i casi.
      5° Altre spese e/o imprevisti: dipende dal tipo di spesa e/o imprevisto.
      Infine, ricordo che la somma di tutte le spese deve soddisfare i massimali complessivi dei lavori Superbonus e i singoli prezzi, essere inferiori ai prezziari ufficiali.

      NB I Lavori del Superbonus, qualunque siano le assicurazioni, riguardano il futuro, per questo saranno incerti con rischi, fino alla sua ultimazione.
      Nonostante ciò, l’opportunità é grande e irripetibile, chi può farlo lo faccia.

  • Veronica ha detto:

    Buongiorno, io avrei una domanda. Ho stipulato un contratto con un geometra, sia per il 110 che per ristrutturazione con cessione del credito. I lavori dovevano terminare a fine novembre e ancora mancano delle cose, soprattutto le finestre. C’è una penale che ci hanno già detto che non vogliono pagarci. Inoltre, le spese della ristrutturazione sono più alte di quelle pattuite, ci hanno detto perché hanno sbagliato a fare i conti . Quindi dobbiamo dare più soldi del previsto, inoltre , vuole anche le spese della banca, anche queste non erano previste e non ci avevano detto nulla. Sono realmente previste queste spese? E se si, dobbiamo realmente pagarle noi?
    Oltretutto vorrebbero i soldi prima della fine dei lavori, sul contratto è riportato chiaramente che dovremmo pagare entro 30 giorni dalla fine dei lavori.Grazie mille

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buon giorno Veronica.
      Credo che questi enunciati siano problemi di interpretazione del contratto e degli accordi, per questo quasi esclusivamente di natura legale. Da come esposti, sembra che vi siano richiesti importi e modalità di pagamento più gravosi da quanto previsto dal contratto. Forse è meglio che vi affidiate ad un legale, con il fine di trovare un accordo piuttosto che andare in causa.

  • Giancarlo ha detto:

    Buon giorno, in un condominio di 4 unità abitative e 3 piani compreso lavanderia e solai, se volessimo mettere un elevatore (ascensore esterno fabbricato) con 4 fermate rientrerebbe nel superbonus con cessione credito e che in percentuale?

  • massimo salieri ha detto:

    Buongiorno, lo scorso dicembre, quando ancora il bonus facciate era pari a 90, il condominio dove abito ha ricevuto, per tale tipologia di lavori e dall’impresa edile diretta esecutrice, un’offerta che prevedeva l’opzione “sconto in fattura” con maggiorazione dei prezzi pari al 40%”.
    Purtroppo non abbiamo fatto in tempo ad approvare i lavori entro il 2021.
    Vorremmo approvarli ora nonostante il credito fiscale sia ridotto al 60%.
    L’impresa, però, vuole mantenere immutata e applicare per lo sconto in fattura la medesima maggiorazione percentuale del 40% su tali lavori ora Bonus60 e anche su altri lavori che beneficiano del Bonus50.
    Sbaglio se dico che la percentuale di maggiorazione del 40% se era corretta per il Bonus90, ora per il Bonus60 e Bonus50 andrebbe ridotta e non di poco?
    Se possibile vorrei un Vostro cortese parere.

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buon giorno Massimo.
      Le sue considerazioni numeriche sono corrette, infatti il costo di cessione del 90% è superiore a quello del 60%, quindi, a parità di altri fattori, il prezzo oggi dovrebbe essere inferiore.
      E’ vero anche che, recentemente, per l’aumento dell’energia etc, tutte le materie prime e, a catena il resto, è ancora aumentato. Infatti il MITE (Ministero Transizione Economica) ha pubblicato i nuovi massimali aumentati del 20%.
      Quindi, nel caso di specie, andrebbe analizzato il tutto.
      In alternativa provate a richiedere altri preventivi da confrontare.

  • Franco ha detto:

    Buongiorno
    dovendo sostituire un infisso (portafinestra) nel mio appartamento, ho contattato una società specializzata e nel conteggio oltre all’opzione delle detrazioni decennali mi hanno prospettato lo sconto in fattura per cessione credito del 35 %. Ma io ora sto leggendo che la legislazione prevederebbe un risarcimento del 50 %. La società mi pare seria, ed è pure assai nota, e come si potrebbe spiegare che mi hanno prospettato calcolando il 35 e non il 50 %? potrebbe essere che mi hanno detto 35 % intendendolo quale (per spiegarmi..) cifra “pulita” che tenga conto delle spese bancarie per l’operazione? se però fosse così, non me l’hanno detto. Cioè, che tenendo conto di quanto si trattiene la banca, alla fine mi verrebbe un risparmio del 35 %…se non è così non capisco altre motivazioni. Potreste chiarirmi, grazie

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buon giorno Franco.
      Si secondo noi il motivo è proprio quello da lei individuato.
      Oltre alle spese per la cessione del credito, deve aggiungere gli oneri tecnico-amministrativi per la pratica ENEA/AdE, gli oneri finanziari intermedi (per ca 3-6 mesi) per incassare il credito etc
      Il 35% di sconto netto è una buona percentuale soprattutto dopo tutti i Decreti che hanno complicato le procedure

  • Alessandro ha detto:

    Buongiorno,
    Ho un dubbio in merito alla mia pratica di cessione credito al 110% verso la banca che mi dice che la mia pratica di cessione non può essere accettata perché ho in corso un finanziamento di importo pari al primo acconto che mi spetterebbe al 30% dei lavori legati al superbonus. Le due cose non dovrebbero essere scorrette???
    Visto che la cessione comporta il rientro totale della cifra più un 10% di guadagno per la banca?
    Alla fine è una cessione del credito non una ulteriore richiesta di fido.
    Quindi non mi è chiara questa faccenda.
    Grazie,

    Alessandro.

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buon giorno Alessandro.
      La gestione di compravendita dei crediti fiscali dei finanziamenti dei lavori credo che rientri nell’ambito della libera gestione dell’attività bancaria …
      IL mio suggerimento è di rivolgersi ad un’altra banca per la cessione del credito rispetto a quella che le ha fatto il finanziamento

  • Maria ha detto:

    Buongiorno, avrei un quesito. Una società che ha effettuato i lavori per Superbonus 110% (con sconto in fattura) cede il proprio credito a un privato persona fisica, supponiamo 10.000 euro. Il privato che ottiene il credito al 110% , quindi 11.000, dovrà pagare delle imposte sul guadagno di 1.000?

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buon giorno Maria …
      Questo è più un problema da commercialisti e/o fiscalisti.
      La mia opinione da cittadino e non da esperto, è che se si tratta di un evento sporadico e non ripetitivo, non dovrebbe rientrare tra i guadagni tassabili, mentre se viene fatto più volte, allora potrebbe trattarsi di attività rilevante ai fini fiscali

  • Walter ha detto:

    Ho letto diverse domande e relative vostre risposte, non ho trovato una risposta ad una mia perplessità. Premesso che stiamo effettuando lavori di rifacimento facciate e copertura tetto. Siamo circa ad un 50 % di lavori ultimati. Ora l’amministratore comincia a battere cassa. Ci ha fatto pervenire un Riparto Spese, dove ci chiede assieme ad altre voci il 15 % a titolo di oneri finanziari per lo sconto in fattura. Cosa tra l’altro assai strana in quanto abbiamo firmato per la cessione del credito. Detto ciò, questo 15 % è dovuto o no, perché l’impatto è notevole ci ballano oltre 22.000,00 euro. Grazie, Walter dalla provincia di Milano

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buon giorno Walter
      Vediamo come aiutarla a sciogliere qualche nodo.
      In primis evidenziamo qualche fatto su cosa è e cosa implica lo Sconto in Fattura.
      Lo Sconto in fattura è la “cessione” del Credito di Imposta che nel Superbonus è in 5 anni (dal 2° al 6°) e nell’Eco Bonus e nel Bonus Casa è in 10 anni. Vuol dire che il Cliente a fine lavoro paga cedendo un credito pluriennale (5-10 anni) a partire dal 2° invece che pagare con un bonifico immediato.
      Ovvio che il fornitore che lo acquisisce sosterrà degli oneri finanziari o interessi, sia se lo utilizza in proprio sia se lo cede a banche etc.
      Il costo degli interessi varia, in genere, da 7% al 12% se il Credito è in 5 anni, dal 15% al 25% se in 10 anni.
      A questi vanno aggiunti gli oneri tecnico-burocratici perché il Fornitore acquisisca il Credito nel proprio Cassetto Fiscale (verifiche, requisiti, burocrazia etc) che dopo i numerosi recenti cambiamenti sono molto pesanti e onerosi, tanto che molte imprese hanno interrotto di farlo e molti sono in forte crisi finanziaria.
      Un semplice Fornitore vorrebbe essere pagato del proprio lavoro; se sostiene altri oneri, li aggiunge al prezzo richiesto. Per farlo ha almeno 2 strade:
      1^ aumenta il prezzo dei lavori di una percentuale che tiene conto degli oneri aggiuntivi (stando attenti di non superare i massimali ammessi);
      2^ Oltre all’importo dei lavori, chiede il rimborso di tali oneri (o tutti, o in parte, o di più).
      Scelta una delle due soluzioni (o un’altra ancora se c’è), il fornitore chiede il pagamento del debito residuo al Cliente.

      Nel caso di specie, quindi partiamo da che tipo di lavori sono i suoi: SuperBonus 110% o Bonus-Eco 50-65%?
      Nel primo caso talioneri, sono ricompresi (in genere e quasi tutti) nel 110%
      Nel secondo caso, se l’impresa ha fatto prezzi escluso lo sconto in fattura e adesso lo propone, allora il 15% è conveniente, diversamente se era già compreso nella proposta, forse non ne ha diritto.

  • massimo salieri ha detto:

    Buongiorno,
    vorrei avere il Vostro cortese parere su questo mio quesito:

    nel caso di lavori edili “condominiali” (eseguiti direttamente da impresa appaltatrice) con bonus50 e sconto in fattura con “maggiorazione” dovuta a tale opzione, quale dovrebbe essere l’ appropriata base su cui calcolare gli importi percentuali dovuti alle varie categorie professionali (amministratore, DL, sicurezza ecc):
    1) costo netto dei lavori praticato dall’ impresa (costo ante maggiorazione e ante IVA 10%)
    2) costo dopo IVA 10% ma non inclusivo della maggiorazione
    3) costo dei lavori aumentato della maggiorazione più 10% IVA calcolata su ammontare post maggiorazione.

    Io credo che qualsiasi accordo dei tre sia possibile ma credo anche che il caso numero 1
    sia quello corretto ed terzo sia perlomento “discutibile”.
    Mi piacerebbe sapere se avete informazioni, basandovi sulle vostre esperienze sul campo, su quale dei tre casi sia quello maggiormente applicato e considerato appropriato dai professionisti in questione.

    Ringrazio e invio cordiali saluti

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buon giorno Massimo
      Anche per me è corretto il caso 1) …
      Infatti i costi professionali si calcolano sempre sull’imponibile, e all’importo si applica l’IVA (22%) più Cassa
      il caso 3) ovviamente no …
      Se anche il Professionista fa lo sconto in fattura, anche il suo compenso è soggetto a maggiorazione

  • Gueli Carmelo ha detto:

    Buon giorno mi chiamo Carmelo dobbiamo fare come condominio i lavori 90% abbiamo pagato il 10% adesso l’impresa ci chiede il 20% per gli interessi bancari e regolare? Grazie

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buon giorno Carmelo
      Dipende da come è stato stipulato il contratto, se era previsto lo sconto in fattura, se gli oneri finanziari e burocratici erano ricompresi etc …
      Gli accordi sono quelli che, nel rispetto della norma, guidano le procedure, i costi e i pagamenti.
      Se l’accordo era che voi pagavate il 10% e loro pensavano al resto, allora non è regolare che vi chiedano il 20% per gli interessi bancari, altrimenti si

  • massimo salieri ha detto:

    Buongiorno,
    approfitterei ancora una volta della Vostra cortesia per porre la seguente questione:
    In caso di lavori edili condominiali Bonus 50 con sconto in fattura, nel credito che riceve l’impresa dal condominio sono inclusi o no gli oneri (maggiorazione) connessi all’esercizio di questa opzione?
    Mi spiego meglio con un esempio:
    Assumendo un costo lavori ivato ante maggiorazione pari a 100.000 euro e che l’impresa applichi il 30% di maggiorazione su tali 100.000 per concedere lo sconto in fattura:

    Il credito trasmesso dal condominio all’impresa (che lo cederà a sua volta in banca) sarà:

    1) 100.0000/2 = 50.000
    oppure
    2) (100.0000 + 30.000)/2 = 65.000

    Io credo che il caso 1 sia quello corretto perché altrimenti, nel caso 2, l’Erario andrebbe a sostenere una parte dei costi di finanziamento che non sosterrebbe se il committente
    optasse per la cessione diretta a banca oppure, se capiente, portasse il credito in detrazione nella propria dichiarazione dei redditi.

    Secondo me la procedura corretta, per non incorrere in errori sanzionabili dall’Agenzia delle Entrate (anche nei riguardi del committente ???) dovrebbe essere:
    credito trasferibile dal condominio all’impresa 50.000 e fatturazione separata dall’impresa al condominio committente dei costi sostenuti da essa per lo sconto in fattura (cessione
    in banca, burocratici ecc.). In tal modo lo Stato non sopporterebbe i costi di finanziamento che resterebbero totalmente in capo al committente.

    Su questo mio quesito finora ho sentito e letto cose discordanti e mi piacerebbe avere il Vostro cortese parere.

    Ringrazio e saluto cordialmente

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buon giorno Massimo
      Ci sono più modi di interpretare lo sconto in fattura, di cui i 2 da lei riportati; poi ce ne è almeno un terzo: fare uno sconto in fattura di valore inferiore l valore nominale.
      Quale sia quello corretto e quello scorretto, credo che 100 persone, 100 opinioni …
      Il caso 1, forse è il più prudente, diverso dal più corretto.
      Infatti la norma (art 121, comma a), Dl 34/2020) recita: “a) per un contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, fino a un importo massimo pari al corrispettivo stesso, anticipato dai fornitori che hanno effettuato gli interventi e da questi ultimi recuperato sotto forma di credito d’imposta […]”
      Il fatto che la norma preveda che il credito decennale sia poi cedibile a banche, quindi che valga molto meno del suo valore nominale Questo significa che il Legislatore è consapevole che, se scontato al valore nominale (importo massimo pari al corrispettivo stesso), l’importo contiene almeno gli oneri finanziari per 10 anni. Il Legislatore è anche consapevole che tale onere fosse maggiore del 20%, infatti per il Credito di Imposta a 5 anni (superbonus) il Legislatore stesso prevede un incremento del 10% (dal 100% del costo al 110% del Credito) proprio per consentire all’impresa di non essere penalizzata da tale cessione.
      Visto che non ne fa distinzione di oneri finanziari e altri oneri (Burocrazia, tecnici, interessi per il tempo intercorrente tra il fare lavori e cedere e incassare il Credito etc) significa che il Legislatore è consapevole che le imprese o avrebbero fatto uno sconto nettamente inferiore, del valore nominale o avrebbero aumentato il prezzo (un po’ come avviene nelle svendite con lo sconto di fine stagione.
      Il mio parere, concludendo è che entrambi i casi da lei enunciati sono corretti, ed anche il 3° da me proposto è corretto, perché la norma parla di “sconto sul corrispettivo dovuto, fino a un importo massimo pari al corrispettivo stesso”, “fino” vuol dire che lo sconto può essere inferiore, quindi:
      3) 100.000€ lavori; Credito di Imposta 50% = 50.000 €, attualizzato a 70%, cioè 35.000 €;
      da pagare: 100.000,00 € – 35.000,00 € = 65.000,00 €
      Ma potrebbe essere attualizzato anche al 60% ….

      Come anticipato, è possibile che un altro trovi altre forme, magari corrette anch’esse.
      E’ certo che la sua è la proposta più prudente
      A disposizione massimo

  • Olimpia ha detto:

    Buonasera vorrei chiarire un aspetto: ma se un proprietario (anzi un condomino) non ha un lavoro,quindi ha sempre un 730 in positivo.. cosa cede?? Cioè come può fare la cessione del credito se le tasse none paga?
    Un altra domanda: perché la fattibilità ha un costo, e se poi non passa il bonus non viene rimborsato? Non dovrebbe essere la ditta a occuparsi di tutto?
    Terza domanda: se il palazzo non ha né agibilità né condono si può avere lo stesso il bonus 110? Grazie

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buona sera Olimpia
      Se è proprietario di un immobile, almeno le tasse sull’immobile le paga? …
      Se si ha diritto ad accedere agli incentivi energetici come il Superbonus.
      Lo studio di fattibilità è un’attività professionale che, come tale, costa.
      Il fatto che poi, il Superbonus possa ripagarla è un altro aspetto. Si ci sono ditte che si occupano di tutto, senza che siano obbligate a sostenere o rischiare dei costi il cui recupero è, per definizione, incerto. E’ una scelta delle ditte se addebitarlo o anticiparlo gratuitamente.
      Se il palazzo è privo della regolarità di cui all’art. 49 del D.Lgs 380/2001 non ha il diritto ne al Superbonus ne ad altri Bonus edilizi.
      Non è importante che sia totalmente regolare, basta che gli abusi non riguardino: la Volumetria, l’Altezza, la Distanza e la Superficie Coperta oltre il 2%

  • Biagio ha detto:

    Buongiorno spero possiate aiutarmi nel mio quesito riguardante il Superbonus 110 che sto per effettuare sulla casa di mia proprietà. Sto usufruendo dello sconto in fattura tramite un’impresa edile. Tra le altri lavori che sto facendo per aumentare l’efficienza energetica, io stesso ho trovato un’azienda che vende pergotende e tende da sole e mi sono fatto fare un preventivo per installare queste schermature solari, mentre il geometra parallelamente ha fatto l’asseverazione. Ora arrivato al momento di ordinare il materiale la ditta che produce pergotende ha presentato fattura all’impresa, la quale in seguito mi ha contattato chiedendomi un ulteriore 15% all’importo totale di questa fattura per le sue “spese vive” (così le ha chiamate) che sta sostenendo per lo sconto in fattura. Queste spese mi hanno lasciato a dir poco perplesso e non mi tornano anche perché non sono scritte a nessuna parte e non capisco se sia una richiesta lecita o meno. Spero possiate aiutarmi, grazie

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buon giorno Biagio
      La stessa Agenzia delle Entrate nelle verifiche fiscali, calcola che nella compravendita di qualsiasi bene, tutte le imprese abbiano un guadagno.
      Diversamente perché dovrebbero accollarsi i rischi di tale intermediazione.
      Il 15% è una percentuale minima, conosco casi, di grandi aziende in cui tale percentuale arriva anche al 30-50% ..
      Lo sconto in fattura, inoltre, prevede delle marginalità importanti da parte di chi lo compra. In più negli ultimi mesi, è divenuto un grosso peso, tant’è che molti non lo fanno più
      Questa è la realtà

  • Biagio ha detto:

    Buongiorno spero possiate aiutarmi nel mio quesito riguardante il Superbonus 110 che sto per effettuare sulla casa di mia proprietà. Sto usufruendo dello sconto in fattura tramite un’impresa edile. Tra gli altri lavori che sto facendo per aumentare l’efficienza energetica, io stesso ho trovato un’azienda che vende pergotende e tende da sole e mi sono fatto fare un preventivo per installare queste schermature solari, mentre il geometra parallelamente ha fatto l’asseverazione. Ora arrivato al momento di ordinare il materiale la ditta che produce pergotende ha presentato fattura all’impresa, la quale in seguito mi ha contattato chiedendomi un ulteriore 15% all’importo totale di questa fattura per le sue “spese vive” (così le ha chiamate) che sta sostenendo per lo sconto in fattura. Queste spese mi hanno lasciato a dir poco perplesso e non mi tornano anche perché non sono scritte a nessuna parte e non capisco se sia una richiesta lecita o meno. Spero possiate aiutarmi, grazie

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buon giorno Biagio
      La stessa Agenzia delle Entrate nelle verifiche fiscali, calcola che nella compravendita di qualsiasi bene, tutte le imprese abbiano un guadagno.
      Diversamente perché dovrebbero accollarsi i rischi di tale intermediazione.
      Il 15% è una percentuale minima, conosco casi, di grandi aziende in cui tale percentuale arriva anche al 30-50% ..
      Lo sconto in fattura, inoltre, prevede delle marginalità importanti da parte di chi lo compra. In più negli ultimi mesi, è divenuto un grosso peso, tant’è che molti non lo fanno più
      Questa è la realtà

  • Davide ha detto:

    Verrà deliberato il superbonus 110% con cessione del credito ad ente creditizio.
    Alcune domande:
    1) Che entità hanno i COSTI EXTRA e soprattutto quali possono essere?
    Compenso amministratore (in che misura)? Spese/interessi vs ente creditore? Altre spese certe?
    2) Quali potrebbero essere i lavori extra non essere coperti dal 110%?
    3) Qual ‘è la modalità per cedere la cessione del credito dal vecchio proprietario (che aveva partecipato alla delibera) al nuovo proprietario di un alloggio che è sopraggiunto nei mesi successivi alla delibera? grazie

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buon giorno Davide
      Per i costi extra a cosa si riferisce?
      Compensi Amministratore, interessi e spese similari sono escluse dal calcolo degli incentivi.
      Oltre a questi sono esclusi i costi che eccedono i massimali e tutti quei costi non espressamente ammessi, ad esempio verifiche urbanistiche o lavori su parti non riscaldate, o lavori sulla facciata etc …
      Il credito spetta all’intestatario della fattura, che è uno dei soggetti ammessi al momento dei lavori (Proprietario, Locatario, Comodatario etc) … Se il titolare del credito, ricevuta la fattura, dopo vende l’immobile o cessa la locazione etc la successiva cessione può avvenire come verso chiunque altro …
      Ma se sfrutta il 110% con lo sconto in fattura, mi sfugge la necessità di cedere il credito al nuovo venuto, in quanto è dell’impresa il credito

  • Rosanna ha detto:

    Buongiorno, un chiarimento. La mia casa è composta di 3 appartamenti + 2 rimesse. Complessivamente le unità catastali sono 5.
    Io sono proprietaria di un appartamento+ 1 rimessa (2 unità catastali), mio fratello, uguale a me (1+1) inoltre condividiamo la proprietà di un terzo appartamento sito sempre nella casa dove abitiamo.
    E’ possibile fare ristrutturazione con cessione del credito a banca (110%) in questa fattispecie di condivisione? Se sì, è possibile fare unica pratica o devono essere tenute distinte in base alle proprietà?
    Grazie

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buon giorno Rosanna.
      Da come esposto il caso, pare che sia un condominio di 3 residenze con alcune pertinenze.
      Se sono riscaldate, sono prive di abusi e rispettano gli altri requisiti, penso che lei abbia la possibilitò di usufruire al Superbonus 110%.
      Il fatto che ci sia un appartamento condiviso, non implica alcun impedimento.

  • silvana ha detto:

    desidero sapere se cedo il mio credito imposte relativo a sole spese 110 % pari a euro 150 mila quanto mi vengono a costare a me tutti i i lavori- grazie

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buon giorno Silvana …
      In teoria i costi a suo carico dovrebbero essere quasi nulla ma ogni caso fa storia a se, con molte variabili: tipo, quantità, modalità lavori etc.
      Per questo, la risposta alla domanda o dato dovrebbe fornirglielo il suo tecnico e/o la sua impresa che le ha fatto il preventivo …

  • Alessandra ha detto:

    Salve,
    Volevo chiederle delle delucidazioni in merito all’argomento bonus ristrutturazione.
    Se decido di fare ristrutturazione con spese ipotetiche di 60000 euro, pago la ditta incaricata dei lavori (30000+iva) decido di usufruire del bonus 50% optando per cessione del credito. L’istituto che rileva il mio credito deve finanziare la parte restante dei lavori quindi saldando il resto delle spese e così consente alla ditta di terminare i lavori.
    Nel caso in cui l’istituto che ha acquisito il mio credito si rifiuta di pagare la ditta perche sostiene che il credito non sia maturato impedendo il proseguo dei lavori, cosa si potrebbe fare?
    Cosa significa che il credito deve maturare ?

    Chiedo scusa per il messaggio in po’ confuso
    Grazie

    • RiESCo Srl ha detto:

      Buon giorno Alessandra …
      La soluzione esposta appare un misto tra sconto in fattura e cessione del credito.
      Se Lei vuol usufruire della cessione del credito alla sua banca, non mi risulta che sia la Banca a pagare il suo Fornitore, ma è lei a pagarlo, magari con un finanziamento della Banca.
      La procedura mi risulta sia questa:
      1° Vada dalla sua banca e chieda l’elenco di tutti i documenti da produrre per cedere il credito;
      2° Dopo che il suo fornitore le ha dato tutti i documenti di sua competenza, lei lo salda al 100%, 60.000€ più IVA, con Bonifico Parlante;
      3° Torna alla sua banca, con tutti i documenti di cui al 1° punto e chiede che le comprino il credito.
      4° Attende le loro verifiche, poi riceverà l’accredito al netto della loro trattenuta (20%-30%)

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