Decreto Antifrode: cosa cambia per la fruizione dei bonus edilizi?

10 Febbraio 2022 | Incentivi

I recenti potenziamenti ai bonus edilizi hanno stimolato scelte virtuose ma anche numerosi comportanti fraudolenti, soprattutto in merito allo sconto in fattura e alla cessione del credito. Per questo si sono rese necessarie misure più stringenti, scopriamole insieme.

Ad oggi, le agevolazioni fiscali dedicate all’edilizia consentono al contribuente di realizzare gli interventi di ammodernamento quasi a costo zero, soprattutto grazie alle formule di cessione del credito.

Questa incredibile convenienza ha innescato un grande interesse da parte dei contribuenti, soprattutto di coloro che avevano già valutato gli interventi di efficientamento per il proprio immobile ma erano rimasti a causa dell’investimento necessario.

Chissà, magari anche tu sei tra questi.

Purtroppo, anche altri soggetti hanno deciso di approfittare, se così possiamo dire, delle grandi potenzialità dei bonus edilizi, innescando una serie di comportamenti fraudolenti ai danni dell’Agenzia delle Entrate.

Per questo si sono rese necessarie delle misure più stringenti, in particolare per contrastare le frodi riguardanti che la cessione del credito.

Queste misure sono contenute nel Decreto Antifrode (DL 157/2021) e nel Sostegno ter (DL 4/2022). Per approfondire le ragioni che hanno portato a queste misure e, soprattutto, in che modo incideranno sul beneficio fiscale, continua la lettura di questo articolo fino alla fine.

Buona lettura!

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Bonus edilizi e frodi, cosa è successo?

Come accennato, i bonus edilizi oggi si presentano in una veste più vantaggiosa che mai, sia per il gran numero degli interventi incentivati sia per la modalità con cui è possibile godere del beneficio fiscale.

Infatti, è possibile realizzare interventi che spaziano dal restauro della facciata all’efficientamento energetico del proprio immobile, godendo subito di un sostanzioso sconto in fattura, anziché usufruire della classica, e poco appetibile, detrazione fiscale.

Questo perché il Governo si era prefissato, attraverso il potenziamento di tali bonus, di mitigare gli effetti economici della pandemia e dare, al contempo, una concreta spinta all’efficientamento del parco immobiliare italiano.

Di fatto, però, il numero di interventi realizzati con l’aiuto delle agevolazioni fiscali è stato al sotto le aspettative (qui puoi approfondire il report ufficiale redatto da ENEA), complice soprattutto la norma, rimasta per troppo tempo in attesa di chiarimenti. Molte attive sono state invece, le tentate truffe ai danni dell’Agenzia delle Entrate (AdE).

Quest’ultima ha infatti registrato, attraverso la propria piattaforma informatica, richieste per la cessione di fittizi crediti d’imposta per importi molto più alti delle spese realmente sostenute o persino per lavori mai realizzati.

Infatti, solo dopo un anno dall’introduzione della misura di potenziamento, l’AdE ha censito comportamenti fraudolenti per un ammontare di circa 800 milioni di euro, la maggior parte dei quali provenienti dal Superbonus 110% e dal Bonus Facciate 90%.

Finalità e contenuti del Decreto Antifrode

Proprio a seguito delle comunicazioni fraudolenti pervenute all’Agenzia dell’Entrate, questa si è vista costretta a chiedere al Governo delle misure più stringenti, utili ad arginare il fenomeno, ottenendo il famoso Decreto Antifrode (n. 157 del 11 novembre 2021).

Questo si trova inglobato nel testo della Legge di Bilancio 2022, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 31 dicembre 2021.

Il Decreto introduce essenzialmente due principali novità per tutti i bonus edilizi che prevedono la possibilità di usufruire della cessione del credito o dello sconto in fattura:

  1. Obbligo del visto di conformità;
  2. Obbligo dell’asseverazione tecnica.

Il primo, come definito dall’Agenzia delle Entrate nell’apposita guida redatta per i professionisti, ha l’obiettivo di “garantire ai contribuenti assistiti il corretto adempimento di alcuni obblighi tributari, agevolare l’Amministrazione finanziaria nella selezione delle posizioni da controllare e nell’esecuzione dei controlli di propria competenza, contrastare il fenomeno legato alle compensazioni di crediti inesistenti, semplificare le procedure legate alla richiesta dei rimborsi IVA,  contrastare indebite cessioni di credito d’imposta o sconti in fattura non dovuti riguardanti interventi di recupero del patrimonio edilizio, di efficienza energetica, di rischio sismico, di realizzazione di impianti fotovoltaici, di colonnine di ricarica e di abbattimento delle barriere architettoniche”.

In pratica, il visto di conformità certifica che i lavori sono stati eseguiti come previsti dalla norma e che il richiedente del credito rispetta i requisiti tecnici. Questo può essere rilasciato dai professionisti iscritti all’albo di commercialisti e degli esperti contabili.

Con l’asseverazione si procede quindi a dichiarare che tutti gli elementi comunicati all’Agenzia delle Entrate corrispondono ai lavori realmente eseguiti, i quali hanno tenuto conto del computo metrico estimativo redatto secondo i prezziari stabiliti dalla normativa.

Questo documento, può essere rilasciato dai tecnici abilitati, ovvero ingegneri, architetti e geometri aventi specifiche abilitazioni, iscritti nei relativi ordini e collegi professionali.

Poiché redigere questa documentazione comporta ulteriori oneri potrebbero indebolire ulteriormente il meccanismo, la Legge di Bilancio 2022 ha escluso da tali obblighi i lavori di importo complessivo entro i 10.000 € e gli interventi ricompresi nella lista dell’edilizia libera.

Questa esenzione consente, per tali interventi, di evitare ulteriori oneri economici, ma anche rallentamenti tecnici e burocratici, che ricadono, infine, sulla procedura di cessione del credito.

Dunque, evitano una serie di ostacoli che potrebbero scoraggiare una gran numero di contribuenti.

Novità del Decreto Antifrode: il credito potrà essere ceduto solo una volta

Ma la novità più eclatante riguarda la stretta sulla cessione del credito: dal 7 febbraio 2022 sarà possibile cederlo una sola volta.

A fronte di tale modifica sarà possibile godere dell’opzione fiscale relativamente ai lavori sostenuti negli anni 2020, 2021, 2022, 2023 e 2024, per:

  • “un contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, fino a un importo massimo pari al corrispettivo stesso, anticipato dai fornitori che hanno effettuato gli interventi e da questi ultimi recuperato sotto forma di credito d’imposta, di importo pari alla detrazione spettante, con facoltà di successiva cessione del credito “cedibile dai medesimi” ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari senza facoltà di successiva cessione;
  • “cessione di un credito d’imposta di pari ammontare, con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari “senza facoltà di successiva cessione”.

Ricapitolando, per quanto concerne lo sconto in fattura alle imprese e ai professionisti sarà possibile cedere il credito una sola volta e, anche nel caso si operi con la cessione diretta da parte del contribuente, sarà impossibile cedere nuovamente il credito fiscale.

Tale disposizione ha già innescato una serie di atteggiamenti di chiusura da parte di banche e istituti finanziari, che fanno fortemente temere sulla sorte del meccanismo d’incentivazione.

Continueremo ad aggiornare i nostri lettori su tutte le novità a riguardo, sperando di raccogliere notizie più incoraggianti.

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