Certificati Bianchi: pubblicato il nuovo Decreto

9 Luglio 2021 | Incentivi

Il nuovo Decreto che dei Certificati Bianchi è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Quali novità sono state introdotte? Cosa è stato confermato rispetto alla bozza di Decreto? Riuscirà a soddisfare le aspettative degli addetti del settore?

Gli operatori del settore, Energy Manager (EM), Esperti Gestione Energia (EgE) ed Energy Service Company-ESCo, aspettano, da molto tempo, l’annuncio di misure davvero efficaci per la ripartenza dei Certificati Bianchi.

Come sappiamo, il meccanismo verte da anni in uno stato di grande difficoltà e i numeri dell’ultimo Rapporto annuale dei Certificati Bianchi sembrano confermare l’evidente declino.

Occorrono strategie capaci di far brillare di nuova luce il meccanismo dei Certificati Bianchi, così da riaccendere la fiducia tra gli operatori e stimolare gli investitori a credere nella transizione energetica.

Le novità trapelate dalla bozza del nuovo Decreto dei Certificati Bianchi, nelle scorse settimane, sembravano soddisfare solo in parte queste aspettative. Cosa è cambiato con la sua recente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale? Per scoprirlo, mettiti comodo e continua la lettura di questo articolo fino alla fine.

Nuovo Decreto Certificati bianchi, gli obiettivi

Il Decreto 21 maggio 2021 del Ministero della transizione ecologica è entrato in vigore il 1° giugno 2021 e ha introdotto una serie di modifiche al decreto ministeriale dell’11 gennaio 2017 (come modificato dal decreto del Ministro dello sviluppo economico del 10 maggio 2018).

All’interno del Decreto sono stabiliti gli obiettivi per gli anni 2021-2024 e delle misure innovative per migliorare il funzionamento del meccanismo ed incrementare così l’offerta di Certificati Bianchi.

Queste misure puntano, principalmente, alla semplificazione dell’accesso all’incentivo e prevedono l’attivazione di strumenti di simulazione preventiva dei progetti, la pubblicazione della banca dati di progetti approvati e l’aggiornamento della guida operativa.

L’altro grande obiettivo del nuovo Decreto è quello di allineare gli obblighi previsti per l’anno 2020 ai numeri stabiliti dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) per il raggiungimento degli obiettivi sull’efficienza energetica al 2030, il quale ha ridotto il contributo dei Certificati Bianchi del 25%.

Adeguare i precedenti obiettivi a questi previsti dal PNIEC significa contenere l’emissione di un eccessivo numero di TEE, rispetto al difficile momento sociale ed economico, per ridistribuirli dal 2021 e il 2024.

Nuovo meccanismo, come funziona?

Rispetto alle principali novità anticipate dalla bozza del nuovo Decreto dei Certificati Bianchi, vengono confermate nella versione pubblicata in Gazzetta:

  • la produzione di Titoli di Efficienza Energetica (TEE) virtuali per il periodo 2021-2024;
  • la possibilità di cumulare i TEE con i crediti d’imposta a partire dal 1° gennaio 2020;
  • l’introduzione di progetti integrati, cioè costituiti da interventi realizzati da un unico soggetto titolare e riferiti all’intero edificio o parte di esso, linea produttiva o parte di essa, mezzo di trasporto, ecc, in grado di “riabilitare” interventi esclusi dal meccanismo, ma ammissibili se realizzati nell’ambito, appunto, di progetti integrati.

Inoltre, si evince la volontà di rendere il sistema di presentazione dei progetti più flessibile riducendo il monitoraggio delle rendicontazioni da dodici a sei mesi per i progetti da 500 TEP/an, e tre mesi per i progetti da 1000 TEP/an.

Infine, come anticipato sopra, è stata confermata la rivisitazione degli obblighi previsti e il nuovo sistema a base d’asta. Scopriamoli meglio.

Rivisti gli obblighi

La misura ha previsto il ridimensionamento degli obblighi in linea con quanto definito nel Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima 2030, quindi ha stabilito per i distributori di energia elettrica i seguenti termini di riduzione dei consumi di energia primaria pari a:

  • 0,45 milioni di Certificati Bianchi, da conseguire nell’anno 2021;
  • 0,75 milioni di Certificati Bianchi, da conseguire nell’anno 2022;
  • 1,05 milioni di Certificati Bianchi, da conseguire nell’anno 2023;
  • 1,08 milioni di Certificati Bianchi, da conseguire nell’anno 2024.

Mentre per gli obblighi quantitativi nazionali annui di incremento dell’efficienza energetica degli usi finali di gas naturale nel periodo 2021-2024, è stato disposto l’obbligo di concretizzare una riduzione dei consumi di energia primaria pari a:

  • 0,55 milioni di Certificati Bianchi, da conseguire nell’anno 2021;
  • 0,93 milioni di Certificati Bianchi, da conseguire nell’anno 2022;
  • 1,30 milioni di Certificati Bianchi, da conseguire nell’anno 2023;
  • 1,34 milioni di Certificati Bianchi, da conseguire nell’anno 2024.

Nuovo meccanismo a base d’asta

L’introduzione di un nuovo meccanismo a base d’asta a ribasso, di cui occorrerà attendere un ulteriore Decreto per conoscerne i requisiti e le condizioni, determinerà la Tonnellate Equivalente di Petrolio risparmiata (TEP) sulla base delle specificità tecnologiche, delle tipologie progettuali e delle ricadute ambientali.

A tal proposito, è stato disposto dall’ARERA che:

  • le aste, che saranno gestite dal GSE, avranno ad oggetto il TEP risparmiato valorizzato con il criterio del pay as bid, e potranno riguardare specifiche tecnologie, ambiti di intervento o settori economici;
  • il valore previsto per ogni TEP risparmiato (come deriva dalla procedura concorsuale) sarà costante per il periodo di incentivazione specificato nel bando d’asta;
  • l’incentivo complessivamente riconosciuto sarà pari al prodotto tra il sopra richiamato valore unitario del TEP risparmiato e i risparmi energetici addizionali riconosciuti;
  • il valore economico posto a base d’asta terrà conto del contributo tariffario da riconoscere ai distributori nell’ambito del meccanismo dei TEE vigente al momento dell’emissione del medesimo bando d’asta e di eventuali specificità della tecnologia della tipologia progettuale considerate;
  • l’accesso alle aste sarà consentito ai soggetti che sostengono l’investimento per la realizzazione del progetto di efficienza energetica;
  • i risparmi rendicontati nell’ambito di tale meccanismo concorreranno agli obiettivi da raggiungere con il meccanismo dei TEE.

Nuovo portale

Tra le iniziative annunciate in bozza e confermate con il nuovo Decreto dei Certificati Bianchi, troviamo lo sviluppo di un nuovo portale dedicato alla presentazione dei progetti.

La finalità di questo progetto è quella di facilitare la corretta predisposizione dei progetti da parte degli operatori del settore, attraverso una nuova guida operativa e schede di progetto a consuntivo aggiornate con le guide settoriali. Il tutto, continuando ad alimentare la comunicazione tra Gestore dei Servizi Energetici-GSE e operatori.

Questa iniziativa è chiaramente orientata verso una concreta semplificazione e flessibilità dell’incentivo, finalità che verrà sostenute anche da altre misure, quali la velocizzazione dei tempi di aggiornamento della tabella degli interventi ammessi e la possibilità di un’ulteriore rendicontazione a fine vita utile con un riconoscimento di eventuali TEE in caso di calo di produttività.

Vedremo se queste novità saranno in grado di superare le criticità che hanno colpito il meccanismo dei Certificati bianchi e se riusciranno concretamente a ridare slancio al meccanismo.

RiESCo, nonostante tutto, continua a credere nella bontà dei Certificati Bianchi e a realizzare progetti tramite questi, con il 100% di esiti positivi delle pratiche. Per questo continueremo a tenere aggiornati i nostri lettori su tutte le novità relative ai Titoli di Efficienza Energetica (TEE).

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