Gli effetti collaterali del Superbonus 110%: speculazioni e burocrazia eccessiva

12 Maggio 2021 | Incentivi

Stiamo assistendo a una forte impennata dei prezzi per le forniture, oltre a quello per le lavorazioni, ma, nonostante ciò, continua a salire il numero di domande per accedere al Superbonus 110%. Quali scenari futuri ci aspettano?

Stai pensando di realizzare degli interventi di efficientamento energetico per il tuo immobile con l’aiuto del Superbonus 110%?

Ti capisco, con le novità introdotte dal Decreto-Legge 34/2020 questo momento potrebbe essere particolarmente favorevole per realizzare i lavori di efficientamento.

Come sappiamo, però, l’arrivo del Superbonus 110% ha suscitato da subito molti dubbi ed incertezze a causa della procedura poco chiara e, allo stesso tempo, molto complessa.

Con il passare dei mesi, e un gran numero di interpelli presentati all’Agenzia delle Entrate per accedere alla detrazione fiscale, la procedura se pur molto complessa, ha iniziato ad essere meno nebulosa, incoraggiando i contribuenti, e gli addetti del settore, a fidarsi del meccanismo.

Siamo passati dunque da una situazione di forte stasi, in cui l’unica cosa saggia da fare era aspettare i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate, ad un incredibile boom di domande per accedere al Superbonus 110%.

Con quali effetti? Forti impennate di prezzi per le forniture, così come sul costo delle lavorazioni, tali da causare una vera e propria carenza di materiali.

Dunque, se prima il contribuente poteva provare dei forti dubbi circa l’efficacia del meccanismo ora potrebbe trovarsi di fronte una vera e propria impossibilità logistica, visto che mancano persino i ponteggi per realizzare le opere.

Anche tu temi di trovarti nella stessa situazione?

Allora questo articolo potrebbe fare al caso tuo. In questo spazio approfondiremo la situazione attuale del settore edile e dell’agevolazione fiscale quindi capiremo i reali effetti del Superbonus 110% sul mercato e sui contribuenti.

Settore edile italiano, situazione attuale

Come abbiamo trattato anche in precedenti articoli (vedi l’articolo Come inciderà il Superbonus 110% sulla riqualificazione energetica degli edifici? La stima del nuovo rapporto CRESME) il 60% del parco edilizio nazionale è costituito da immobili risalenti a prima del 1980 (ben 7,2 milioni), al contempo la costruzione del nuovo è passata dai 200.000 annui degli anni ‘60 ai 30.000 tra il 2011 e il 2019.

Quello attuale è, dunque, un patrimonio edilizio datato rispetto alle odierne esigenze abitative e, di conseguenza, mancante sul piano normativo.

Questa situazione ha generato un forte incremento degli interventi di manutenzione straordinaria e ordinaria, arrivando a rappresentare nel 2019 ben il 73,1% del valore della produzione dell’intero settore, per 93,5 miliardi di euro di valore.

Il valore delle nuove costruzioni? Solo 45,6 miliardi di euro.

La macchina d’incentivazione promossa dallo Stato, negli anni, ha contribuito positivamente alla crescita di questo andamento ma è proprio adesso, con il Superbonus 110%, che potrebbe vivere la massima esplosione.

Sappiamo infatti, che proprio a seguito degli ordini provenienti dal Superbonus, il settore edile italiano sta crescendo con il tasso più veloce da gennaio 2007.

Grande interesse per il Superbonus 110%

Come dimostra il dato sull’improvvisa crescita del settore edile, il Superbonus 110% ha senza dubbio catturato l’attenzione di moltissimi.

L’ennesima dimostrazione arriva dal numero di interpelli presentati all’Agenzia delle Entrate per ricevere chiarimenti sulle procedure di accesso, ben 6.500 domande, di cui 4.200 presentate nel 2020 e il 2.200 nel 2021.

Altrettanto significativi sono i dati che arrivano dall’ENEA (Agenzia nazione per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile). Secondo il report aggiornato al 21 aprile 2021 sono 17.795 i tecnici asseveratori che si sono registrati sulla piattaforma dedicata al Superbonus 110%.

Queste hanno portato a 12.062 ASID (codice identificativo univoco che il sistema assegna all’asseverazione caricata dal tecnico) validi, di cui 3.263 riguardano il primo SAL al 30%, 2.175 il secondo SAL al 60% e 5.476 riguarda il fine lavori.

Gli effetti sul Superbonus: speculazioni di prezzi e mancano i materiali

Il grande interesse per il Superbonus 110% ha generato, di conseguenza, una maggiore domanda di beni, mettendo sotto pressione tutta la catena di distribuzione: mancanza di prodotti nei magazzini ma anche forti innalzamenti dei prezzi dei materiali.

Più precisamente, le materie prime come i metalli hanno registrato circa +20,8% (in casi straordinari anche del 50%), i materiali termoisolanti +16%, i materiali per gli impianti circa +14,6% (con picchi che superano il +25%); il legno circa +14,3%.

Oppure i ponteggi: qualche mese fa il loro costo era di circa 15 euro al metro quadrato, mentre oggi è di circa 25 euro.

Oltre a questi innalzamenti stiamo assistendo a vere e proprie speculazioni legate alle lavorazioni.

Le imprese edili, così come gli installatori, vedono nel Superbonus un’occasione particolarmente ghiotta per risollevarsi dalla crisi economica causata dall’emergenza sanitaria COVID-19.

Per questo motivo, i meno virtuosi applicano rincari eccezionali e ingiustificati, con il chiaro intento di lucrarne.

Altre difficoltà legate al Superbonus 110%

Quello dell’aumento dei costi dei materiali, così come delle apparecchiature, o delle stesse prestazioni dei fornitori dei servizi, rappresenta un fenomeno preoccupante ma ancora di portata contenuta, se tenuto sotto controllo.

Nei prossimi mesi potrebbe diffondersi ulteriormente la conoscenza della procedura legata al Superbonus 110%, quindi la richiesta di adesione, di conseguenza potrebbe manifestarsi un’altra problematica: rischio di accumulare ritardi nella consegna di materiali e componentistica varia.

C’è chi sostiene che potrebbe essere problematico persino reperire la manodopera per svolgere i lavori (considerata soprattutto la stagione estiva alle porte).

Al di là di queste potenziali criticità, restano le difficoltà legate alla procedura.

Il meccanismo che regola l’accesso è talmente complesso da portare molti a rinunciare allo sfruttamento del bonus. In altri casi invece, sempre a causa della mole di documenti da produrre, è impossibile pianificare in breve tempo gli interventi da realizzare.

Un altro forte impedimento burocratico è rappresentato dalla difficoltà di reperire i titoli edilizi che permettano di verificare la regolarità degli immobili, e anche nel caso in cui fosse possibile, solitamente occorrono lunghi tempi di attesa. Una volta ottenuti poi, è facile imbattersi in piccoli abusi da sanare per poter accedere al Superbonus 110%, soprattutto nel caso di immobili con più di 50 anni di età (come la maggior parte del parco residenziale italiano).

Conclusioni

Il Superbonus 110% potrebbe essere un’opportunità irripetibile: lo Stato difficilmente sarà in grado di replicare l‘importo del contributo stanziato e per una lista d‘interventi così ampia.

Per questo, nonostante le difficoltà, il nostro consiglio è quello di cogliere questa occasione e subito. Come?

Affidandosi a professionisti del settore che possano vantare anni di esperienza nell’ambito degli interventi di efficienza energetica, quindi nei relativi incentivi dedicati.

RiESCo da anni opera nel settore combinando i giusti interventi di efficienza energetica con gli incentivi dedicati (come l’Ecobonus) e applicando l‘EPC, il contratto dei risultati che trasferisce su RiESCo tutti i rischi e lascia al beneficiario la garanzia dei risparmi,

Se pensi che la nostra formula possa fare al caso tuo, noi ci siamo!

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