Certamente saprai che il nostro pianeta non gode di un ottimo stato di salute, provato e stanco, muta il suo corpo silenziosamente di giorno in giorno, provando come può, a stare dietro ai nostri frenetici di ritmi di vita.

Una continua rincorsa quella della terra, in cui noi, ogni anno, mettiamo del nostro per aumentare le distanze anziché accorciarle.

Proprio così, da cinquant’anni infatti, noi esseri umani, abbiamo iniziato a consumare più risorse di quanto il pianeta fosse in grado di generare, producendo al contempo, più CO2 di quanto l’ecosistema fosse in grado di assorbire.

Ad un certo punto quindi, noi esseri umani, abbiamo deciso che potevamo fare a meno di quella sana armonia tra risorse ambientali e specie viventi, come se l’eccessivo utilizzo delle prime non fosse dannoso per le seconde.

Risultato?Nell’arco di un anno, la terra riesce a rigenerare le risorse a noi necessarie, solo fino ad una determinata data, che come accennato sopra, arriva sempre prima.

Quest’anno l’Overshoot Day (così chiamato il giorno che indica l’ufficiale esaurimento delle risorse) è arrivato il primo agosto, nel 2017 era il giorno prima e così via…

Questa data viene calcolata dal Global footprint network (Gfn), organizzazione internazionale che si occupa di contabilità ambientale calcolando l’impronta ecologica.

Per determinare questa precisa data, vengono esaminati le azioni dell’uomo in termini di: emissioni di CO2, sfruttamento delle foreste per il legname, uso dei campi coltivati e la capacità del pianeta di rigenerare queste risorse e di assorbire il carbonio emesso.

In queste azioni, mettiamo del nostro tutti noi tramite le nostre scelte quotidiane. Non ti sembra possibile? Ti consiglio di fare questo test, dura giusto un paio di minuti…io stesso sono rimasto sorpreso di quanto le nostre abitudini abbiamo un peso (negativo) sul nostro pianeta.

Per quanto riguarda l’Italia, e se tutti vivessero come noi, servirebbero 2,6 Terre per far fronte alle nostre esigenze e l’Overshoot Day arriverebbe addirittura il 24 maggio. Quindi dopo solo cinque mesi ci troveremo in debito con il pianeta!

Prova ad immaginare di essere alla metà del mese e di avere già il conto corrente in rosso…una gran brutta situazione! Saresti costretto a rosicchiare i risparmi, accumulati con tanta fatica, solo per poter far la spesa e far fronte alle bollette

Ecco la terra vive questa disperata situazione da tantissimi anni e il nostro debito neu suoi confronti continua a salire, non ti piacerebbe fare qualcosa per arrestarlo?

Cosa possiamo fare per fermare il debito biologico?

I tre grandi campi di azione su cui agire per invertire questa rotta sono: l’alimentazione, i trasporti e consumi energetici.

L’alimentazione ricopre un peso importante: rappresenta il 26% della nostra impronta ecologica, di cui una grandissima parte è rappresentata dall’allevamento degli animali che oltre ad inquinare consuma grandissime quantità di suolo ed acqua.

Non meno importante è il ruolo dei trasporti: una sistema più sostenibile potrebbe decretare meno emissioni di CO2 e le famose Smart Cities, riportate nell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.

Quindi arriviamo alla questione che sta tanto a cuore a noi di RiESCo: i consumi energetici.

Riesci ad immaginare un mondo senza energia? Posso immaginare la risposta e…tranquillo non sei il solo! Se non possiamo rinunciarci diventa fondamentale quindi poterla sfruttare in maniera consapevole e più efficiente possibile.

Oggi in nostro aiuto ci sono le energie rinnovabili: eliminano la problematica ambientale poiché non emettono sostanze inquinanti e di conseguenza non alterano né il clima né la nostra salute; inoltre eliminano il problema dell’approvvigionamento e dell’alterazione del prezzo, poiché si servono di risorse presenti in natura in forma libera ed inesauribile e rendono liberi dalla schiavitù energetica.

Non scordiamoci mai che il cambiamento parte sempre dal singolo, quindi si, anche tu puoi fare molto, non perdere l’occasione…