Bonus ristrutturazioni, la guida aggiornata

4 Agosto 2021 | Incentivi

Come funziona il bonus ristrutturazioni? Quali spese sono agevolate? Cosa cambia con gli ultimi aggiornamenti?

Stai valutando alcuni interventi di ristrutturazione per il tuo immobile? Probabilmente ti avranno già parlato del bonus ristrutturazione, ovvero l’agevolazione fiscale a sostegno del recupero del patrimonio edilizio.

Questa forma di agevolazione fiscale permette di recuperare, attraverso la compensazione delle tasse, buona parte delle spese relative agli interventi di ristrutturazione. Inoltre, grazie alle recenti novità introdotte dal Decreto Rilancio, il contribuente può godere dell’opzione dello sconto in fattura, con cui può realizzare i lavori liquidando il fornitore dell‘intervento con la restante parte esente dallo sconto.

Quest’ultima opzione rende il bonus ristrutturazione particolarmente interessante, ma probabilmente temi che le pratiche necessarie siano troppo complesse o che il meccanismo nasconda delle insidie.

Allora sei capitato nell’articolo giusto! In questo spazio faremo il punto sui principali aspetti da conoscere in merito al bonus ristrutturazioni, sia per le singole unità abitative che per le parti in condominio, inoltre approfondiremo le recenti novità circa la cessione del credito e lo sconto in fattura, senza tralasciare i requisiti da rispettare per godere del beneficio fiscale senza rischi. Se queste informazioni pensi possano fare al caso tuo, mettiti comodo e buona lettura!

Bonus ristrutturazioni, contesto e finalità

Il Bonus dedicato alle ristrutturazioni edilizie, contenuto all’interno del Bonus Casa,è stato introdotto con l’articolo 16-bis del DPR n. 917/1986 (Testo Unico delle Imposte sui Redditi) e fissava la detrazione fiscale al 36% per le spese sostenute in relazione ad alcuni interventi di manutenzione straordinaria e fino un ammontare di 48.000,00 € di spesa per unità immobiliare.

Con la legge n. 83/2012 l’aliquota è stata elevata aliquota da 36% a 50% e per un ammontare complessivo di 96.000,00 €. Misura che è stata confermata per le spese sostenute dal 26 giugno 2021 al 31 dicembre 2021 attraverso la legge di Bilancio 2021.

La fruizione di tali contributi è valida sia per le singole unità abitative che per le parti condominiali e avviene attraverso la compensazione delle tasse, con 10 quoti annuali di pari importo.

Bonus ristrutturazioni per le singole unità abitative

Possono accedere al Bonus ristrutturazioni per le singole unità abitative possono tutti i contribuenti residenti e non nel territorio dello Stato, che possiedono l’immobile nel quale viene effettuato l’intervento in qualità di proprietari o nudi proprietari, in possesso di un diritto reale ma anche locatari o comodatari.

Inoltre, sono ammessi gli imprenditori individuali per gli immobili esenti fra i beni strumentali o merce, così come i soci di cooperative divise/indivise e i soggetti che producono redditi in forma associata (indicati all’art. 5 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi).

Possono goderne anche il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento, il coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge, il componente dell’unione civile e il convivente more uxorio.

Gli interventi a cui spetta il bonus ristrutturazioni sulle singole unità immobiliari sono quelli indicati alle lettere b), c) e d) dell’art. 3 del Dpr 380/2001:

  • manutenzione straordinaria;
  • restauro e risanamento conservativo;
  • ristrutturazione edilizi;
  • ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi;
  • lavori finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche;
  • misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti;
  • interventi finalizzati alla cablatura degli edifici e al contenimento dell’inquinamento acustico;
  • gli interventi effettuati per il conseguimento di risparmi energetici;
  • misure antisismiche;
  • bonifica dell’amianto;
  • opere volte a evitare gli infortuni domestici.

Fanno parte del primo tipo l’installazione di ascensori e scale di sicurezza, la realizzazione e miglioramento dei servizi igienici, la sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande e con modifica di materiale o tipologia di infissi, il rifacimento di scale e rampe, gli interventi finalizzati al risparmio energetico, la recinzione dell’area privata e la costruzione di scale interne.

Invece, sono esempi di interventi di restauro e risanamento conservativo gli interventi mirati all’eliminazione e alla prevenzione di situazioni di degrado, l’adeguamento delle altezze dei solai nel rispetto delle volumetrie esistenti e l’apertura di finestre per esigenze di aerazione dei locali.

Infine, sono lavori di ristrutturazione edilizia la demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria dell’immobile preesistente, la modifica della facciata, la realizzazione di una mansarda o di un balcone, la trasformazione della soffitta in mansarda o del balcone in veranda, l’apertura di nuove porte e finestre, la costruzione dei servizi igienici in ampliamento delle superfici e dei volumi esistenti.

N.B. per tutti gli interventi citati sono ammesse alla detrazione tutte le spese tecniche (oneri professionali tecnici, imposte, asseverazioni ecc).

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Bonus ristrutturazioni per le parti condominiali

Per quanto concerne le ristrutturazioni delle parti comuni negli edifici condominiali, le aliquote spettano nella stessa misura e può usufruirne ogni singolo condomino in base alla quota millesimale di proprietà o dei diversi criteri applicabili ai sensi degli articoli 1123 e seguenti del Codice civile.

“Il beneficio compete con riferimento all’anno di effettuazione del bonifico da parte dell’amministrazione del condominio. In tale ipotesi, la detrazione spetta al singolo condomino nel limite della quota a lui imputabile, a condizione che quest’ultima sia stata effettivamente versata al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi” (fonte agenziaentrate.gov.it).

Gli interventi sulle parti comuni sono quelli indicati alle lettere a), b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001:

  • manutenzione ordinaria;
  • manutenzione straordinaria;
  • restauro e risanamento conservativo;
  • ristrutturazione edilizia.

Oltre quelli indicati al ’art. 16-bis del Tuir e già descritti per il caso di singole unità abitative.

Bonus ristrutturazioni, quali sono le ultime novità?

La legge di Bilancio 2021 ha prorogato fino al 30 dicembre 2021 il bonus casa, quindi anche il bonus ristrutturazione al 50%.

Inoltre, l’articolo 121, DL 34/2020 ha disposto ben tre opzioni fiscali per beneficiare del contributo: la consueta detrazione fiscale ripartita in dieci quote annuali di pari importo, ma anche la cessione del credito e lo sconto in fattura.

Quest’ultima opzione è particolarmente vantaggiosa perché permette al contribuente di realizzare i lavori liquidando il fornitore dell‘intervento con la restante parte esente dallo sconto. Il fornitore potrà cedere, o meno, il credito alle banche o ad altri intermediari.

Gli adempimenti richiesti

Per accedere al bonus ristrutturazioni occorre indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti per il controllo della detrazione.

Inoltre, devono essere inviate all’Azienda sanitaria locale competente per territorio le seguenti informazioni: generalità del committente dei lavori e ubicazione degli stessi, natura dell’intervento da realizzare, dati identificativi dell’impresa esecutrice dei lavori e la data di inizio dell’intervento di recupero.

Per quanto concerne poi gli interventi volti all’incremento del risparmio energetico vige l’obbligo di trasmettere all’Enea le informazioni sui lavori effettuati attraverso l’apposita scheda, entro 90 giorni dalla fine dei lavori.

I documenti da conservare riguardano la ricevuta le fatture o le ricevute fiscali relative alle spese effettuate per la realizzazione dei lavori di ristrutturazione. A tal proposito è importante specificare che i bonifici devono riportare l’art. di riferimento, il CF del contribuente, la P.IVA del fornitore e la causale.

Tutti i documenti devono essere intestati alle persone che fruiscono della detrazione, potrebbero essere richiesti, infatti, dagli uffici finanziari che controllano le loro dichiarazioni dei redditi

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