Transizione energetica 4.0

21 Maggio 2021 | Incentivi

Cos’è il nuovo Piano Nazionale Transizione 4.0? Cosa prevede? Quanto dura? A chi è destinato?

L’Italia è la seconda manifattura europea e questo significa che le imprese del nostro Paese generano certezze e benessere. Ma gli imprenditori a capo di queste virtuose aziende quali sfide devono affrontare?

Le difficoltà che incontrano oggi gli imprenditori sono ben diverse rispetto a quelle degli anni del grande boom economico, le quali, spesso nascevano da un contesto famigliare con una gestione molto più semplificata.

Oggi affrontano grandi criticità per accedere al credito e con l’avvento del web il competitor è rappresentato dal mondo intero, anziché l’azienda vicina.

In questo contesto, l’imprenditore accorto deve massimizzare la produzione attraverso la digitalizzazione dei processi industriali e la formazione del personale specializzato.

Questo, naturalmente, richiede grandi sforzi economici il che, talvolta, può rappresentare un ostacolo insormontabile. Quante volte sentiamo parlare di piccole aziende innovatrici che finiscono per essere comprate dai grandi colossi? In questi casi l’azienda resta ma la visione innovativa del fondatore muore.

Dunque, per garantire maggiore stabilità alle imprese italiane, il Governo nel 2017 ha sviluppato il Piano Nazionale 4.0 divenuto oggi il nuovo Piano Nazionale Transizione 4.0: incentivi mirati a sostenere il modello di industria innovativa e sostenibile.

A chi si rivolgono questi incentivi? A quanto ammontano? Chi può goderne? Come fare per accedervi? Continua la lettura di questo articolo per trovare le principali informazioni relative al nuovo Piano Nazionale Transizione 4.0.

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Piano Nazionale Transizione 4.0, contesto e finalità

Come accennato nella prime righe dell’articolo, con le nuove disposizioni inserite nella legge di Bilancio 2020, diciamo addio al piano nazionale impresa 4.0 per lasciare spazio al Piano Transizione 4.0.

Nel nuovo piano vengono eliminati l’iper-ammortamento e super-ammortamento per lasciare spazio ai potenziati crediti di imposta.

L’obiettivo principe è quello di dare maggiore stimolo agli investimenti dei privati grazie alle maggiorazioni delle aliquote, offrendo al contempo, maggiore stabilità alle diverse categorie con misure ampie e che garantiscono un importante anticipo dei tempi di fruizione del beneficio fiscale.

Infatti, come si legge sul sito www.mise.gov.it, il nuovo Piano Nazionale Transizione 4.0 si pone due obiettivi fondamentali:

  • Stimolare gli investimenti privati;
  • Dare stabilità e certezze alle imprese con misure che hanno effetto da novembre 2020 a giugno 2023.

la visione di base è sempre quella dell‘industria 4.0: un modello di industria innovativa che tiene conto degli obiettivi di sostenibilità ambientale (come previsto dallo stesso Green Deal).

Piano Nazionale Transizione 4.0, quanto dura?

Come anticipato nel paragrafo precedente, i nuovi crediti d’imposta sono previsti per 2 anni e con decorrenza della misura anticipata al 16 novembre 2020.

Inoltre, è confermata la possibilità per i contratti di acquisto dei beni strumentali definiti entro il 31/12/2022, di beneficiare del credito con il solo versamento di un acconto pari ad almeno il 20% dell’importo e consegna dei beni nei 6 mesi successivi (quindi, entro giugno 2023).

Piano Nazionale Transizione 4.0, quali azioni prevede?

Il nuovo Piano Nazionale Transizione 4.0 si concretizza principalmente attraverso due azioni:

  • l’anticipazione e riduzione della compensazione con maggiore vantaggio fiscale nell’anno;
  • L’aumento dei tetti e delle aliquote.

Il primo punto riguarda “gli investimenti in beni strumentali “ex super” e in beni immateriali non 4.0 effettuati nel 2021 da soggetti con ricavi o compensi minori di 5 milioni di euro, il credito d’imposta è fruibile in un anno. È ammessa la compensazione immediata (dall’anno in corso) del credito relativo agli investimenti in beni strumentali e per tutti i crediti d’imposta sui beni strumentali materiali, la fruizione dei crediti è ridotta a 3 anni in luogo dei 5 anni previsti a legislazione vigente”.

Credito d’imposta per i beni strumentali

  • Incremento dal 6% al 10% per tutti del credito beni strumentali materiali (ex super) per il solo anno 2021;
  • Incremento dal 6% al 15% per investimenti effettuati nel 2021 per implementazione del lavoro agile;
  • Estensione del credito ai beni immateriali non 4.0 con il 10% per investimenti effettuati nel 2021 e al 6% per investimenti effettuati nel 2022.
  • Per spese relative ai beni materiali 4.0 inferiori a 2,5 milioni di Euro: nuova aliquota al 50% nel 2021 e 40% nel 2022;
  • Per spese relative ai beni materiali 4.0 superiori a 2,5 milioni di Euro e fino a 10 mln: nuova aliquota al 30% nel 2021 e 20% nel 2022;
  • Per spese relative ai beni materiali 4.0 superiori a 10 milioni di Euro e fino a 20 milioni è stato introdotto un nuovo tetto: aliquota al 10% nel 2021 e nel 2022
  • Per beni immateriali incremento dal 15% al 20%;
  • Per beni immateriali massimale da 700 mila Euro a 1 milione di Euro.

beni esclusi
L’Agenzia delle Entrate in una nota specifica che sono esclusi dai beni soggetti al beneficio:

  • i mezzi di trasporto motorizzati;
  • i beni per i quali, spiega la nota, “il decreto ministeriale del 31 dicembre 1988 stabilisce coefficienti di ammortamento ai fini fiscali inferiori al 6,5%”;
  • costruzioni e fabbricati;
  • condutture delle industrie di imbottigliamento di acque minerali, stabilimenti balneari e termali oppure condutture per la produzione e distribuzione di gas naturale, aerei, materiale rotabile;
  • i beni descritti come “gratuitamente devolvibili delle imprese operanti, in concessione e a tariffa, nei settori dell’energia, dell’acqua, dei trasporti, delle infrastrutture, delle poste, delle telecomunicazioni, della raccolta e depurazione delle acque di scarico e della raccolta e smaltimento dei rifiuti”, come riporta la comunicazione dell’Agenzia delle Entrate.

Credito d’imposta per ricerca, sviluppo e design

  • R&S: incremento dal 12% al 20% e massimale da 3 milioni a 4 milioni di Euro;
  • Innovazione tecnologica: incremento dal 6% al 10% e massimale da 1,5 milioni a 2 milioni;
  • Innovazione green e digitale: incremento dal 10% al 15% e massimale da 1,5 milioni a 2 milioni;
  • Design e ideazione estetica: incremento dal 6% al 10% e massimale da 1,5 milioni a 2 milioni

Credito d’imposta formazione 4.0

  • Estensione del credito d’imposta alle spese sostenute per la formazione dei dipendenti e degli imprenditori;
  • È riconosciuto nell’ambito del biennio interessato dalle nuove misure (2021 e 2022).

Piano Transizione 4.0, cosa fare per accedere?

La legge di bilancio 2021 (L. 178/2020) riporta le specifiche per redigere la documentazione necessaria a dimostrare l’effettivo sostenimento dei costi agevolabili dal Piano Transizione 4.0.

Innanzitutto, specifica che gli investimenti devono essere sostenuti da aziende che si trovano nel territorio italiano almeno tra il primo gennaio e il 31 dicembre 2020, oppure fino al 30 giugno 2021 ma solo se entro il 31 dicembre 2020 sia stato sostenuto almeno il 20% dei costi.

Il beneficio fiscale è fruibile tramite la compensazione con il modello F24 e, come previsto dal comma 1062, la documentazione commerciale deve riportare la seguente dicitura ”bene destinato alle agevolazioni di cui ai commi da 1054 a 1058 di cui all’art. 1 della legge 178/2020, nel rispetto delle condizioni di cui alla legge 232/2016 (art. 1 comma 1062 della legge 178/2020)”.

 Se vorresti ricevere maggiore assistenza per fruire del nuovo Piano Transizione 4.0 per la tua azienda e pensi che RIESCo possa fare al caso, noi ci siamo!

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