Scopo e ispirazione dell’imprenditore

Il 14 giugno 2017 è morto di mio padre; aveva 95 anni (era nato il 23/10/1922). Da 30 anni era in pensione dopo del 14/06/2017 a 95 anni con i miei figli abbiamo letto il suo testamento. Da anziano 95 enne ha voluto quando lui “… senza una laurea ma solo con la 4ª elementare, uscito dalla campagna a 34 anni, senza arte né parte ma tanta volontà di progredire, è riuscito ad iscriversi alla camera di commercio come impresa edile, in cima ai miei desideri!

Perché mio padre, come tanti altri, ha avuto questa forza? Perché, ha voluto ricordare quei momenti in cui ha corso e vinto molti rischi, sconosciuti ma che si parevano davanti alle ue scelte ai suoi obiettivi?

Luigi Einaudi, 2° Presidente della Repubblica e Economista mondiale, ci aiuta: “Migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli. È la vocazione naturale che li spinge; non soltanto la sete di guadagno. Il gusto, l’orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste, ampliare gli impianti, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno. Se così non fosse, non si spiegherebbe come ci siano imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte le loro energie ed investono tutti i loro capitali per ritirare spesso utili di gran lunga più modesti di quelli che potrebbero sicuramente e comodamente ottenere con altri impieghi.”

È un istinto innato dell’uomo: riuscire nell’intrapresa imprenditoriale; è la prova della propria autorealizzazione di fronte al mondo ma soprattutto di fronte a sé stesso!

L’intrapresa per sua definizione, però, comporta contestualmente il rischio del fallimento, cioè quando i risultati risulteranno inferiori allo scopo, tanto da farci sentire insoddisfatti.

È l’esistenza dei rischi, propri dell’intrapresa, riuscendo a vincerli nonostante le difficoltà, che ci dà la soddisfazione della nostra autorealizzazione.

I rischi che siamo disposti a correre sono quelli propri dell’impresa, cioè: il settore, l’attività e la concorrenza su cui confrontarci; se attività di produzione o commerciale; la zona operativa e l’immobile ove operare; il tipo di merci, la loro stagionalità e i prezzi etc.

L’imprenditore con più capacità o fiuto o fortuna riuscirà nell’intrapresa, quello con meno capacità o fiuto o fortuna fallirà e dovrà recitare “il mea culpa”

Oltre ai rischi propri e diretti dell’intrapresa, però, l’imprenditore dovrà confrontarsi con altri due tipi di rischio:

  1. Rischi esterni all’intrapresa – Furti, Incendi, Calamità naturali in genere, etc.

Sono rischi che nulla hanno a che vedere con l’intrapresa ma che purtroppo possono essere causa del fallimento: Es.: le aziende marchigiane che hanno subito la distruzione degli immobili dal terremoto; aziende genovesi coinvolte dall’alluvione etc.

Per questi rischi l’imprenditore può assicurarsi Anche qui non esiste qualcuno cui imputare colpe ma, l’imprenditore prudente, che non vuol assumere

  1. Rischi esterni, connessi con l’attività: Commercialista per amministrazione, Avvocato per parte legale, Appaltatori per l’immobile, Arredatore, Trasportatori etc, cioè per servizi diterzi, pagati.

Come si controlla che l’illuminazione a LED sia quella concordata?

Prima di installare il nuovo impianto a LED, nei punti o aree concordati, sono rilevati i valori di illuminamento attuale.

Prima di eseguire i lavori, sono eseguiti dei test di illuminazione in alcuni punti campione. Dopo aver soddisfatto i livelli di illuminazione concordati nei punti campione RiESCo procede all’installazione dell’intero impianto.

Finita l’installazione dell’impianto a LED, è controllata l’illuminazione in tutti i punti concordati

come viene dimostrato l’Efficientamento Energetico?

Il calcolo preventivo dell’Efficientamento Energetico, può essere fatto con i valori nominali o di targa, confrontando i valori delle schede tecniche dei prodotti vecchi ed obsoleti con le schede tecniche dei valori nuovi, e limitarsi a questo.

Domanda: è successo che l’auto consumi più di quanto dichiarato? Esempio, l’auto dovrebbe percorrere 18,0 km con 1,0 lt di benzina. Se misurate con precisione la quantità di litri erogati e i km percorsi il risultato, però, è che il consumo è maggiore di quello riportato nella scheda dell’auto.

Senza sparare su chi consapevolmente dichiara il falso, le prestazioni sono spesso calcolate in condizioni specifiche, ideali, sempre diverse da quelle reali.

Al distributore vi addebitano i litri erogati alla pompa e non i km percorsi, così con le bollette della luce vi addebitano la quantità di Energia Elettrica consumata non le lampadine accese.

L’Efficientamento Energetico effettivo, quindi, si controlla solo misurando prima il consumo ex-ante e poi il consumo ex-post

Rischi

Quali sono i rischi nell’efficientamento energetico con i LED?

Qualsiasi intrapresa per il raggiungimento di obiettivi o risultati comporta dei rischi, nel caso di Efficientamento Energetico con i LED i rischi sono molteplici come in tutte le attività. I principali sono 3:

  1. Illuminazione diversa per quantità e per qualità a quanto previsto. Non è detto che se è maggiore sia un bene, Molti sono i casi in cui troppa luce è fastidioso. In questo caso bisogna ricambiare le lampade.
  2. Risparmio energetico effettivo inferiore al previsto o a quanto raggiunto da altri. La conseguenza sono maggiori costi energetici ed economici, e minori riconoscimenti di TEE o Certificati Bianchi, quindi minori incentivi economici.
  3. Che il funzionamento sia per un periodo di ore (20-30.000) inferiore allo standard (50.000-60.000) quindi vadano sostituite prima richieda più assistenza e la manutenzione più frequente ed onerosa, con perdita di continuità dell’illuminazione.

Cosa significa Inversione del Rischio e garanzia di Risultato?

L’esistenza del rischio comporta che è possibile che nell’intraprendere un’impresa, in questo caso l’efficientamento dell’Impianto LED, certificata dal riconoscimento dei TEE o Certificati Bianchi)possano verificarsi le problematiche che generano danni, tra cui quelli illustrati alla voce precedente.
La garanzia dell’inversione del rischio non vuol dire che non si verificheranno, perché è certo che alcuni danni si verificheranno, più o meno onerosi, si verificheranno.

Inversione del rischio è da intendersi nel senso che per i danni che si verificheranno sia durante i lavori, sia a fine lavori, sia durante tutta la validità del contratto EPC, l’ammontare economico sarà detratto dai compensi di RiESCo, quale indennizzo totale a favore del Beneficiario.

La forma della garanzia è assoluta a differenza della garanzia assicurativa o bancaria.

  • In questo secondo caso, infatti, il danneggiato deve dimostrare il danno, con tutte le difficoltà e le diffidenze del caso, poi l’Assicurazione o la Banca rimborsano il danneggiato. In caso di contenzioso non ha i soldi dell’ammontare del danno in mano.
  • Nel caso dell’EPC, invece, è il Beneficiario che ha in mano l’intero risparmio generato dall’efficientamento energetico, compresa la parte spettante a RiESCo. In caso di danno, l’EPC prevede esplicitamente che il Beneficiario trattenga l’ammontare economico dalla quota da corrispondere a RiESCo. In aso di contenzioso Lui ha i soldi in mano.

Differenza tra EPC con Finanziamento Tramite Terzi (FTT) e Finanziamento con Mezzi Propri (FMP)

Il PEF, Piano Economico Finanziario, evidenzia nella forma di Finanziamento di RiESCo o Tramite Terzi (FTT), sia i consumi effettivi post-LED garantiti e il risparmio netto di competenza del Beneficiario, detratto i compensi di RiESCo.

Per tale risparmio netto il Beneficiario gode della Garanzia “Inversione del Rischio” di cui sopra.

Se il Beneficiario, compartecipa al Finanziamento con Mezzi Propri (FMP), dopo la fine lavori e la Verifica & Certificazione dell’efficientamento con i LED, anticipando una parte della quota dei risparmi spettante a RiESCo, questa sarà computata, attualizzandola con un tasso di interesse commerciale, più alto di quello con cui il Beneficiario si finanzia dalla Banca o che ricava dalla propria liquidità.
La Garanzia “Inversione del Rischio” resta valida anche in questo caso quindi aumenta, di molto, il vantaggio economico certo del Beneficiario.

Se l’anticipo della quota di risparmio di RiESCo, raggiunge il 65% allora si procede alla vendita parziale dell’impianto con l’ulteriore beneficio economico della defiscalizzazione del “Superammortamento 130%” sulla parte LED e dell’”iperammortamento 250%” sulla parte del monitoraggio.

Installazione e manutenzione dell’impianto

Chi installa l’impianto? e la Manutenzione?

Con l’EPC sia il Beneficiario sia RiESCo hanno gli stessi interessi:

  1. Fare i lavori riducendo le possibilità di inconvenienti e danni
  2. Fare i lavori velocemente, prevenendo problematiche e soddisfacendo necessità operative già note;
  3. Massimizzare i risparmi energetici, migliorandoli rispetto alle previsioni, cosicché i vantaggi economici aumentino per entrambi;
  4. Ridurre i problemi di manutenzione futura e quindi i costi;

L’installatore di fiducia del Beneficiario è avanti rispetto ad altri impiantisti:

  • Conosce l’impianto su cui installare i LED;
  • conosce le esigenze operative del Beneficario e dell’azienda;
  • è già stato selezionato dal Beneficiario che lo ritiene valido nel rapporto qualità + affidabilità rispetto ai costi.

A parità di costi, o anche leggermente meglio, è evidente l’interesse di RiESCo perché sia l’installatore di fiducia a fare i lavori e ad avere la gestione della manutenzione

Come funziona la Manutenzione?

Terminata l’installazione, RiESCo lascerà un’adeguata scorta di lampade LED ed accessori, presso il Beneficiario.

In caso di necessità, questi chiamerà l’installatore di fiducia, che provvederà a sostituire la parte difettosa, senza interruzione per i tempi di spedizione e ritorno dal fornitore, per la garanzia.

A fine lavori, il Manutentore addebiterà i costi a RiESCo, tenendo indenne il Beneficiario. Qualora RiESCo ritardasse il pagamento al Manutentore, che di conseguenza non interverrebbe una seconda volta, con stop dell’impianto, il Beneficiario è autorizzato a pagare direttamente la fattura del manutentore, trattenendo l’importo dalla quota di RiESCo.