Dopo una lunga serie di modifiche e dopo aver ricevuto l’approvazione dalla Commissione EU, sono arrivate anche le firme dei ministri Di Maio e Costa sul Decreto Rinnovabili FER 1.

Il Decreto FER 1 è stato ufficialmente firmato dai Ministri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente. Un ottima notizia per quanta riguarda gli obiettivi di sostenibilità al 2030, ma anche per gli operatori del sistema che da tempo attendevano di vederci chiaro sulle nuove procedure.

Se anche tu come noi, nell’ultimo anno hai seguito con apprensione l’evolversi della faccenda, soprattutto per quanto concerne il fronte incentivi, mettiti comodo e continua la lettura di questo articolo.

Scopriremo insieme in che modo il decreto intende rafforzare la produzione di energia da fonti rinnovabili, quali impianti vengono incentivati maggiormente e secondo quali indicazioni.

Analizzeremo i principali benefici del decreto FER 1 e faremo un rapido punto su cosa aspettarsi una volta pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Buona lettura!

Decreto FER1, contesto e finalità

L’8 luglio 2019 è arrivata la firma dei ministri Luigi di Maio e Sergio Costa sul Decreto FER1, il testo che ha l’obiettivo di incrementare la produzione di energia pulita da fonti rinnovabili e rispettare così i target europei di sostenibilità al 2030, definiti dal Piano Nazionale per l’Energia e il Clima (PNIEC).

Per arrivare al raggiungimento di tali risultati, il Decreto incentiva in particolar modo, la diffusione degli impianti fotovoltaici, eolici, idroelettrici e a gas di depurazione.

Secondo i dati resi noti attraverso il comunicato ufficiale del MISE, il provvedimento consentirà la “realizzazione di impianti per una potenza complessiva di circa 8.000 MW, con un aumento della produzione da fonti rinnovabili di circa 12 miliardi di kWh e con investimenti attivati stimati nell’ordine di 10 miliardi di Euro”.

Sintesi del Decreto FER 1

Come riportato dal sito del Ministero dello Sviluppo Economico, con gli incentivi verrà data priorità a:

  • impianti realizzati su discariche chiuse e sui Siti di Interesse Nazionale ai fini della bonifica;
  • su scuole, ospedali ed altri edifici pubblici per impianti fotovoltaici i cui moduli sono installati in sostituzione di coperture di edifici e fabbricati rurali su cui è operata la completa rimozione dell’eternit o dell’amianto;
  • impianti idroelettrici che rispettino le caratteristiche costruttive del DM 23 giugno 2016, quelli alimentati a gas residuati dai processi di depurazione o che prevedono la copertura delle vasche del digestato;
  • tutti gli impianti connessi in “parallelo” con la rete elettrica e con le colonnine di ricarica delle auto elettriche (a condizione che la potenza di ricarica non sia inferiore al 15% della potenza dell’impianto e che ciascuna colonnina abbia una potenza di almeno 15 kW

Possono partecipare ai bandi per la selezione dei progetti da iscrivere nei registri, gli impianti:

  • di nuova costruzione, integralmente ricostruiti e riattivati, di potenza inferiore a 1MW;
  • oggetto di interventi di potenziamento qualora la differenza tra la potenza dopo l’intervento e la potenza prima dell’intervento sia inferiore a 1 MW;
  • oggetto di rifacimento di potenza inferiore a 1MW.

Novità importanti anche per quanto concerne l’autoconsumo.

Per gli impianti fotovoltaici realizzati al posto delle coperture in eternit o amianto, hanno diritto, oltre agli incentivi sull’energia elettrica, ad un premi pari a 12 €/MWh su tutta l’energia prodotta.

Inoltre per gli impianti fotovoltaici di potenza fino 100 kW installati sugli edifici, è previsto un premio di 10 €/MWh sulla quota di produzione netta consumata in sito, cumulabile con quello descritto sopra per la sostituzione delle coperture in eternit o amianto.

Tale premio viene riconosciuto soltanto se l’energia auto consumata supera il 40% della produzione netta.

Sono ammessi impianti fotovoltaiciesclusivamente di nuova costruzionee realizzati con componenti di nuova costruzione.
Saranno esclusi dagli incentivi gli impianti che hanno già usufruito degli incentivi per le fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico previsti dal DM 23 giugno 2016 o che sono risultati idonei ma inseriti in posizione non utile nei registri.

Decreto FER1, principali benefici

Il fine ultimo del provvedimento è quello di avviare concretamente la decarbonizzazione e generare così una produzione di energia rinnovabile e quindi sostenibile.

Questo processo verso la transizione energetica, come ha dichiarato il ministro di Maio, creerà migliaia di nuovi posti lavoro e apporterà quindi grande beneficio sull’occupazione.

Dal testo evincono in particolare, grandi vantaggi per quanto concerne gli impianti fotovoltaici. Grazie alle forme di incentivazione previste, sarà possibile rientrare nell’investimento in tempi molto più rapidi di quelli attualmente necessari.

Inoltre l’incentivazione dell’autoconsumo rende particolarmente interessante la produzione di energia da fonti rinnovabili, soprattutto nei casi in cui gli impianti siano destinati a riqualificare le coperture in amianto o eternit.

Per conoscere in maniera dettagliata tutti gli aspetti previsti dal Decreto FER 1, occorrerà attendere la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Continua a seguirci per restare aggiornato!