Lavori nell’ambito delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica, per questo ogni giorno guardi con attenzione i portali d’informazione per capire se ci sono novità in merito al DL Crescita per l’energia, ebbene qualcosa da sapere c’è…

Ti stai chiedendo se sia finalmente la volta buona? Lo capisco, non si contano più le volte in cui la bozza è stata rivisitata e rimaneggiata, lasciando ogni volta, molti dubbi sul futuro delle Fer e dell’efficienza energetica, incentivi compresi.

Notizie di questi giorni parlano del “Decreto Crescita (Dl Crescita) in via di definizione”, anche se la forma ancora provvisoria fa intuire un altro probabile rinvio.

Allo stato attuale del Dl però non ci sono notizie confortanti per chi crede ed opera nel settore energetico…

Se ti interessa scoprire gli articoli contenuti all’interno del Decreto e gli scenari che si prospettano, questo articolo fa al caso tuo! Insieme scopriremo i principali punti del Dl, i contributi previsti e le misure prima previste e poi tolte dalla bozza. Buona lettura!

Obiettivi di efficientamento energetico

Allo stato attuale del Dl Crescita (che ricordiamo essere ancora bozza) troviamo diverse proposte dedicate al settore energetico tra queste:

· Art. 9, si legge:

“Con l’obiettivo di incentivare la realizzazione di interventi di efficientamento energetico e di prevenzione del rischio sismico, superando alcune criticità operative riscontrate nel funzionamento dello strumento della detrazione fiscale, la disposizione, integrando i meccanismi esistenti, introduce la possibilità (…) di ricevere un contributo, anticipato dal fornitore che ha effettuato l’intervento, sotto forma di sconto sul corrispettivo spettante. Tale contributo è recuperato dal fornitore sotto forma di credito d’imposta, di pari ammontare, da utilizzare in compensazione, in cinque quote annuali di pari importo, senza l’applicazione dei limiti di compensabilità”;

· Art. 32, si legge:

“1. Il Ministero dello sviluppo economico procede all’assegnazione automatica, in favore delle amministrazioni comunali, di contributi, nel limite massimo di 600 milioni di euro per l’anno 2019, per la realizzazione di progetti relativi a investimenti nel campo dell’efficientamento energetico e dello sviluppo territoriale sostenibile. I contributi (…) sono destinati a misure di: a) efficientamento energetico, ivi compresi interventi volti all’efficientamento dell’illuminazione pubblica, al risparmio energetico negli edifici di proprietà pubblica o destinati all’uso pubblico, nonché all’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili; b) sviluppo territoriale sostenibile, ivi compresi interventi per l’adeguamento e la messa in sicurezza di scuole, edifici pubblici e patrimonio comunale, per l’abbattimento delle barriere architettoniche, nonché progetti in materia di mobilità sostenibile”.

Un importante novità riguarda l’equiparazione delle ESCo ai proprietari degli immobili. Le ESCo, secondo le intenzioni della norma, potrebbero diventare direttamente titolari delfla detrazione

Sviluppo economia circolare

Sempre all’interno della stessa sezione, troviamo le agevolazioni a sostegno dei progetti per la riconversione circolare dei processi produttivi.

L’art. 27, al fine di favorire la transizione dal modello di economia lineare a quella circolare, stabilisce criteri e agevolazioni a favore di quest’ultima.

Si legge dal Dl:

“la cosiddetta “economia circolare” mira, attraverso la ricerca e l’innovazione tecnologica, a rendere i processi produttivi più efficienti in termini di tempo e di risorse impiegate e meno impattanti per l’ambiente in termini di riduzione delle emissioni di gas serra, di recupero dei materiali e di minimizzazione degli scarti. Il passaggio dall’attuale modello di economia “lineare” a quella “circolare” richiede un cambiamento delle strategie di policy e dei modelli di mercato al fine di salvaguardare la competitività dei settori industriali e il patrimonio di risorse naturali (…) La proposta normativa si pone l’obiettivo di accompagnare i processi di transizione del sistema produttivo verso un’economia circolare, fornendo sostegno alle attività economiche che desiderano ripensare e/o riconvertire il modello produttivo al fine di consolidare la propria presenza nelle catene globali del valore. Nell’ottica di garantire il più ampio accesso allo strumento agevolativo, la misura di aiuto in argomento non prevede particolari restrizioni in merito alla tipologia di soggetti proponenti che possono essere imprese di qualsiasi dimensione che esercitano attività industriali, agroindustriali, artigiane, di servizi all’industria (attività di cui all’art. 2195 del c.c., nn. 1, 3 e 5), nonché centri di ricerca. Possono essere soggetti coproponenti di progetti congiunti (fino a tre soggetti) anche gli organismi di ricerca. Le agevolazioni sono concesse nella forma del contributo alla spesa e del finanziamento agevolato, in misura coerente con i limiti fissati dal regolamento (UE) n. 651/2014, a fronte di progetti di ricerca e sviluppo nell’ambito dell’economia circolare per la riconversione produttiva che prevedono costi ammissibili compresi tra 500 mila e 2 milioni di euro”.

Le misure cancellate nel decreto

Da un interessante articolo di energiaoltre.it, apprendiamo che rispetto alla bozza precedente, mancano all’appello le misure a favore della produzione di energia da fonti rinnovabili, così come quelle a sostegno della mobilità elettrica.

Così come “ le misure riguardanti l’Armonizzazione della disciplina della decurtazione degli incentivi per lo sviluppo dell’energia elettrica prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili (…) e le misure per il sostegno della mobilità elettrica (fonte energiaoltre.it).

Sparita inoltre dal Capitolo Semplificazioni, le misura che prevedeva l’incentivo pari al 100% delle spese ammissibili per gli interventi realizzati agli edifici scolastici, in particolare per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.

Al momento si può dire persa un ottima occasione per riqualificare le nostre scuole, staremo a vedere cosa succede…