Dalle ceneri del più grave disastro nucleare della storia, nasce una nuova “centrale” volta alla riqualificazione del territorio e alla produzione della sola energia rinnovabile.

Ad un centinaio di metri dal tetro reattore esploso nel 1986, sorge un impianto fotovoltaico da un megawatt di potenza, composto da 3800 pannelli solari, per una copertura totale di 16 mila metri quadrati. Il terreno che circonda quel che resta della centrale nucleare è ancora contaminato in maniera importante e aimè lo sarà ancora per i prossimi 25 mila anni circa. Proprio per questo motivo, non può essere ne abitato ne destinato ad ospitare foreste o coltivazioni.
Serviva dunque una nuova destinazione d’uso…e quale se non quella dell’energia rinnovabile?

Il messaggio è bello e il fine ancor di più. Sicuramente è un modo per far pensare a Chernobyl non solo come la “zona più contaminata” del mondo, ma anzi come luogo simbolo di rinnovo, proprio come le stesse energie rinnovabili che dopo ogni ciclo si rigenerano, senza mai esaurirsi.
In termini di risultati, il FV (fotovoltaico) ha dei vantaggi enormi, sia in termini di risparmio sia in termini ambientali, basta pensare che questo impianto è in grado di alimentare 2000 case…più o meno una cittadina!

Si tratta di uno dei maggiori impianti fotovoltaici al mondo, ma soprattutto potrebbe rappresentare l’inizio della riconversione energetica dell’Ucraina, visto che per adesso, numeri alla mano, produce il 51% dell’elettricità attraverso il nucleare, il 42% con il carbone, il 7% con l’idroelettrico e solo l’1% con il fotovoltaico.

E’ un cambiamento enorme ed è possibile per una delle zone più inquinate al mondo, perché non dovrebbe esserlo per noi? Per sapere come fare clicca qui RiESCo .