Facility Parco Agrisolare: l’incentivo PNRR per la transizione energetica delle imprese agricole

8 Gennaio 2026 | Incentivi

Un’opportunità strategica per ridurre i costi energetici, valorizzare gli edifici aziendali e investire in sostenibilità senza consumo di suolo.

Negli ultimi anni il settore agricolo e agroindustriale è stato fortemente impattato dall’aumento dei costi energetici, dalla crescente pressione sui margini operativi e dalla necessità di adeguarsi agli obiettivi europei di sostenibilità ambientale. In questo scenario, la transizione energetica rappresenta una vera e propria leva strategica di competitività.

La Facility Parco Agrisolare, introdotta dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), nasce proprio per rispondere a queste esigenze.

La misura è pensata per accompagnare le imprese agricole, zootecniche e agroindustriali verso l’autoproduzione di energia rinnovabile, incentivando l’installazione di impianti fotovoltaici su edifici esistenti e promuovendo interventi di riqualificazione strutturale ed energetica.

Grazie a contributi a fondo perduto e a una dotazione finanziaria di rilievo, la Facility Parco Agrisolare si configura come uno degli strumenti più importanti oggi disponibili per sostenere investimenti in grado di generare benefici economici, ambientali e strutturali nel medio-lungo periodo.

Qua di seguito analizzeremo gli obiettivi della misura, gli interventi finanziabili, le risorse disponibili e le modalità di accesso, per offrire una visione chiara delle opportunità che il bando mette a disposizione delle imprese agricole e agroindustriali.

Buona lettura!

Di cosa tratta la misura Facility Parco Agrisolare

Il bando nasce come strumento di politica pubblica volto a sostenere in modo strutturale la transizione energetica del settore agricolo e agroindustriale, rafforzando e rendendo continuativa l’esperienza maturata con le precedenti edizioni del Parco Agrisolare previste dal PNRR.

L’iniziativa è stata concepita per favorire la diffusione della produzione di energia da fonte solare attraverso un modello di sviluppo sostenibile, che escluda il consumo di nuovo suolo agricolo e valorizzi invece le strutture produttive già esistenti.

Il fulcro della misura è l’utilizzo delle coperture di edifici come stalle, fienili, magazzini, capannoni e strutture agroindustriali per l’installazione di impianti fotovoltaici, trasformando superfici spesso sottoutilizzate in asset energetici strategici.

A questo si affianca la possibilità di integrare gli impianti con interventi di riqualificazione, contribuendo a migliorare la qualità, la sicurezza e la funzionalità degli immobili aziendali.

Dal punto di vista economico e operativo, il bando risponde all’esigenza di supportare le imprese in una fase caratterizzata da forte volatilità dei prezzi dell’energia e da un aumento dei costi di produzione.

L’autoproduzione energetica consente infatti di ridurre l’esposizione alle fluttuazioni del mercato elettrico, migliorare la prevedibilità dei costi e rafforzare la resilienza aziendale.

Al tempo stesso, l’iniziativa si inserisce nel quadro degli obiettivi nazionali ed europei di decarbonizzazione e transizione ecologica, promuovendo un modello di agricoltura più innovativo, efficiente e orientato alla sostenibilità ambientale ed economica nel lungo periodo.

Cosa finanzia il bando e quali sono le risorse disponibili

La misura mette a disposizione una dotazione finanziaria complessiva pari a circa 789 milioni di euro, finanziata attraverso le risorse del PNRR, con l’obiettivo di sostenere investimenti strutturati nel settore agricolo e agroindustriale.

Le risorse sono destinate a progetti capaci di coniugare produzione di energia rinnovabile, riduzione dei costi energetici e miglioramento del patrimonio edilizio aziendale.

Nel dettaglio, il bando finanzia:

  • impianti fotovoltaici installati sulle coperture di edifici agricoli, zootecnici e agroindustriali esistenti, con potenze adeguate ai fabbisogni aziendali e orientate all’autoconsumo;
  • sistemi di accumulo dell’energia, finalizzati ad aumentare l’autonomia energetica e l’efficienza dell’impianto;
  • infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici, a servizio delle attività produttive;
  • interventi complementari di riqualificazione, tra cui rimozione dell’amianto, isolamento termico delle coperture e sistemi di aerazione.

La ripartizione delle risorse tiene conto delle diverse tipologie di imprese beneficiarie e prevede una quota significativa riservata alle regioni del Mezzogiorno, in coerenza con gli obiettivi di riequilibrio territoriale e sviluppo sostenibile.

Chi può accedere al bando e come presentare la domanda

L’accesso agli incentivi è previsto per una platea ampia e articolata di soggetti operanti nel settore agricolo e nella filiera agroindustriale, con l’obiettivo di favorire sia le singole imprese sia forme di collaborazione e aggregazione.

Possono presentare domanda:

  • imprenditori agricoli, in forma individuale o societaria;
  • imprese agroindustriali attive nella trasformazione dei prodotti agricoli;
  • cooperative agricole e loro consorzi;
  • reti d’impresa, ATI/RTI e altre forme di aggregazione riconosciute dalla normativa vigente;
  • comunità energetiche rinnovabili, ove previste dagli avvisi applicativi.

La gestione operativa dell’iniziativa è affidata al Gestore dei Servizi Energetici (GSE), che definisce attraverso specifici avvisi le modalità di presentazione delle domande, i criteri di ammissibilità e le procedure di valutazione.

L’accesso al contributo richiede la predisposizione di un progetto coerente con le finalità della misura, supportato da una documentazione tecnica ed economica adeguata.

In particolare, il percorso di accesso prevede generalmente:

  • la verifica preliminare dei requisiti soggettivi dell’impresa e della conformità degli edifici interessati;
  • la definizione di un progetto energetico dimensionato sui reali fabbisogni aziendali;
  • la presentazione della domanda nei termini stabiliti dal bando;
  • la realizzazione degli interventi entro le tempistiche previste dal decreto attuativo.

In questo contesto, una fase di pianificazione accurata assume un ruolo determinante. L’analisi dei consumi energetici, la valutazione della sostenibilità economica dell’investimento e la corretta gestione dell’iter amministrativo rappresentano fattori chiave per aumentare le probabilità di accesso agli incentivi e per garantire la piena conformità del progetto alle regole della misura.

Conclusione

Questo programma di incentivazione rappresenta un’opportunità concreta per accompagnare le imprese agricole e agroindustriali verso un modello di sviluppo più efficiente e sostenibile.

L’integrazione tra produzione di energia rinnovabile, riduzione dei costi energetici e riqualificazione degli edifici consente di rafforzare la competitività aziendale e migliorare la resilienza nel medio-lungo periodo.

Per cogliere appieno i benefici offerti dal bando è tuttavia necessario adottare un approccio strutturato, capace di coniugare visione strategica e competenza tecnica.

RiESCo, ESCo certificata UNI CEI 11352:2014 e ISO 9001, affianca imprese agricole e agroindustriali nella valutazione di fattibilità, progettazione e accesso agli incentivi per la transizione energetica.

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