Conto Termico 3.0 riapre: come ottenere l’incentivo a fondo perduto per l’efficienza energetica
3 Aprile 2026 | Incentivi
Conto Termico 3.0: l’incentivo a fondo perduto che finanzia interventi di efficienza energetica per aziende, Pubbliche Amministrazioni e strutture del Terzo Settore. Scopri come presentare la domanda e ottenere i contributi prima che i fondi si esauriscano
Ci sono aziende e Pubbliche Amministrazioni che riescono a tagliare gli sprechi energetici e migliorare le prestazioni, grazie a interventi mirati di efficienza energetica.
E poi ce ne sono altre che rimandano.
Rimandano perché “manca il budget”.
Rimandano perché “magari più avanti”.
Rimandano perché “quando uscirà un incentivo ne riparliamo”.
La verità è che l’incentivo è proprio quello che permette di fare l’intervento.
E il Conto Termico negli ultimi anni è stato esattamente questo:
uno strumento concreto, che ha permesso a Comuni, aziende e strutture private di realizzare interventi di efficienza energetica con un contributo a fondo perduto.
E c’è un dato che fa capire quanto sia conveniente davvero.
All’ultima apertura, le richieste sono state così tante che i fondi si sono esauriti in pochissimo tempo.
Il portale è stato chiuso dopo pochi giorni.
Questo significa una cosa molto semplice: chi era pronto ha avuto delle possibilità, gli altri sono rimasti fuori.
Ora il Conto Termico 3.0 riapre le domande.
Ma per quanto ancora? Perché quando gli incentivi funzionano davvero, finiscono in fretta.
Leggi tutto l’articolo e scopri come funziona il Conto Termico 3.0, chi può accedere, quali interventi sono incentivati, quando e come si può presentare la domanda.
Indice
- 1 Cos’è il Conto Termico 3.0
- 2 Conto Termico: chi può accedere
- 3 Quanto finanzia il Conto Termico
- 4 Quali interventi sono incentivati dal Conto Termico
- 5 Perché il Conto Termico è diverso dalle detrazioni fiscali
- 6 Riapertura Conto Termico 3.0: cosa significa
- 7 Conto Termico ed ESCo: come funziona
- 8 Perché conviene muoversi adesso
Cos’è il Conto Termico 3.0
Il Conto Termico 3.0 è un incentivo statale gestito dal GSE SpA che finanzia interventi di:
- efficienza energetica;
- produzione di energia termica da fonti rinnovabili;
- riqualificazione degli impianti termici;
- interventi sull’involucro edilizio;
A differenza delle detrazioni fiscali, il Conto Termico è un contributo a fondo perduto: una parte della spesa sostenuta viene rimborsata direttamente dal GSE SpA tramite bonifico.
Questo è uno degli aspetti più interessanti: anziché recuperare l’incentivo in 10 anni, in questo caso, il beneficiario riceve un rimborso diretto a pochi mesi di distanza dalla richiesta di incentivo.
Conto Termico: chi può accedere
Il Conto Termico è rivolto a Pubbliche Amministrazioni, imprese e privati.
Le casistiche più diffuse sono:
- Edifici appartenenti alle Pubbliche Amministrazioni;
- Scuole;
- Impianti sportivi;
- Aziende produttive e di servizi;
- Enti del Terzo Settore;
- Cooperative;
- Strutture sanitarie;
- RSA;
- Hotel e strutture ricettive.
Quanto finanzia il Conto Termico
Altro aspetto molto interessante del Conto Termico riguarda la percentuale di contributo.
Infatti, il Conto Termico può coprire:
- fino al 65% delle spese per soggetti privati e aziende;
- fino al 100% delle spese per alcune tipologie di edifici pubblici (ad esempio piccoli Comuni, scuole, edifici pubblici).
L’incentivo viene erogato:
- in un’unica rata per importi fino a 15.000 €;
- in più rate annuali per importi più elevati.
Quali interventi sono incentivati dal Conto Termico
Gli interventi incentivabili dal Conto Termico riguardano principalmente impianti termici ed efficienza energetica degli edifici.
Tra i principali interventi finanziati troviamo gli interventi sugli impianti, ovvero la Sostituzione di caldaie con:
- pompe di calore;
- Sistemi ibridi;
- Caldaie a biomassa;
- Solare termico;
- Scaldacqua a pompa di calore.
Ma anche interventi sull’edificio:
- Isolamento termico;
- Sostituzione infissi;
- Schermature solari.
- E poi ancora, l’adozione di sistemi di building automation, impianti fotovoltaici con sistemi di accumulo e colonnine di ricarica per veicoli elettrici.
Attenzione: fotovoltaico, accumulo e colonnine possono essere incentivati solo se abbinati a un intervento trainante.
Per intervento trainante si intende un’azione di riqualificazione energetica “centrale”, che rappresenta il vero cuore dell’investimento e che traina, appunto, altri interventi complementari.
Fanno parte di questa categoria la sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale, e gli interventi di efficientamento dell’involucro edilizio.
Perché il Conto Termico è diverso dalle detrazioni fiscali
Molti confondono Conto Termico ed Ecobonus, ma sono strumenti molto diversi.
| Conto Termico | Detrazioni fiscali | |
| Contributo a fondo perduto | Detrazione fiscale | |
| Rimborso diretto | Recupero in 10 anni | |
| Accessibile anche a PA | Solo per chi ha capienza fiscale | |
| Tempi più rapidi | Tempi lunghi | |
È evidente: per Pubbliche Amministrazioni e aziende, il Conto Termico è nettamente lo strumento più efficace per realizzare la transizione energetica.
Riapertura Conto Termico 3.0: cosa significa
Il portale del Conto Termico 3.0 riapre il 13 aprile 2026, dopo una prima fase in cui le richieste erano state così numerose da saturare rapidamente le risorse disponibili.
Questo dato è molto importante perché ci dice una cosa: la domanda di interventi di efficienza energetica è altissima.
Quando riaprono incentivi come questo, succede quasi sempre la stessa cosa:
- Chi ha già il progetto pronto presenta la domanda;
- Chi deve ancora iniziare arriva tardi;
- Le risorse si riducono velocemente.
Il Conto Termico, infatti, funziona a sportello: le domande vengono finanziate fino a esaurimento fondi.
Per questo motivo, la parte più importante non è quando esce l’incentivo, ma arrivare pronti quando l’incentivo apre.
Conto Termico ed ESCo: come funziona
In molti casi il Conto Termico viene presentato insieme alle ESCo (Energy Service Company).
Questo perché le ESCo possono:
- Analizzare i consumi ed individuare le soluzioni di efficientamento più efficaci per il caso specifico;
- reperire le risorse economiche necessarie anche tramite gli incentivi;
- realizzare gli interventi;
- gestire la pratica di incentivo;
- garantire prestazioni e risparmi.
Questo avviene tramite contratti a prestazione energetica (EPC), che permettono al cliente di realizzare interventi di efficientamento, anche senza investimento iniziale o riducendo molto il capitale da investire.
È il motivo per cui il Conto Termico viene spesso utilizzato per:
- riqualificazione energetica di edifici pubblici;
- relamping;
- riqualificazione di impianti sportivi;
- sostituzione centrali termiche;
- riqualificazione scuole;
- riqualificazione RSA;
- riqualificazione hotel;
- riqualificazione aziende energivore.
Perché conviene muoversi adesso
Quando si parla di incentivi, la differenza non la fa l’incentivo, piuttosto:
- disporre della diagnosi energetica;
- avere già individuato gli interventi;
- avere già il progetto;
- avere già pronti i documenti.
Perché quando il portale apre, i tempi si accorciano e le risorse si riducono.
Chi arriva preparato riesce ad accedere all’incentivo.
Chi arriva tardi spesso deve aspettare la riapertura successiva.
Ma attenzione, il Conto Termico richiede una procedura tecnica e amministrativa rigorosa.
Occorre rispettare precisi requisiti tecnici e produrre una documentazione davvero copiosa (documentazione anagrafica del soggetto richiedente completa, titolo di disponibilità dell’immobile, documenti tecnici dell’intervento completi di relazione tecnica descrittiva dell’intervento, schede tecniche dei componenti installati, certificazioni di conformità e prestazione, asseverazioni tecniche, attestazioni di rispetto dei requisiti minimi, certificazioni e tutte le fatture e documenti di spesa con relative prove di pagamenti effettuati).
E spesso le criticità emergono quando i lavori sono già partiti.
Arrivano le richieste di integrazione.
Emergono incongruenze.
Può bastare un semplice errore di caricamento della domanda sul portale.
E a quel punto l’incentivo – parte fondamentale del piano economico – può saltare.
Lavori avviati.
Investimento sostenuto.
Incentivo perso.
Molti avrebbero voluto saperlo prima.
Noi possiamo dirlo con cognizione di causa. Perché questa esperienza l’abbiamo vissuta sul campo.
Ad oggi, in RiESCo abbiamo gestito oltre cento pratiche per privati, aziende e Pubbliche Amministrazioni, seguendo interventi per milioni di euro complessivi (sul nostro blog e sui nostri canali social e YouTube puoi trovare alcuni dei nostri casi di successo).
Tutte perfette? No.
Abbiamo affrontato pratiche complesse.
Abbiamo ricevuto rigetti.
Abbiamo corretto, rivisto, imparato.
Ed è proprio questo il punto.
L’esperienza quando tutto fila liscio conta poco. Conta quando tutto si complica.
Oggi quell’esperienza la mettiamo al servizio dei nostri partner in modo molto chiaro: ci assumiamo la responsabilità tecnica, amministrativa ed economica dell’intera operazione.
Partiamo con l’individuare gli sprechi energetici e le soluzioni più efficaci per risolverli; quindi, analizziamo la reale convenienza dell’intervento. Anche al netto dell’incentivo.
Perché un intervento di efficienza energetica, per essere sostenibile anche dal punto di vista economico, deve ripagarsi attraverso i risparmi che genera, almeno nella metà della vita utile dell’impianto.
Se realmente conveniente, RiESCo presenta al beneficiario la verifica preliminare di convenienza e fattibilità che contiene gli interventi realizzabili, gli importi dei lavori, i risparmi energetici garantiti, l’entità del contributo del Conto Termico 3.0 e la quota rimanente che può essere coperta dalla finanza agevolata o da RiESCo.
Se di reciproco interesse, RiESCo procederà con la Diagnosi Energetica, l’invio della prenotazione del Conto Termico 3.0, così da avere già anticipato il contributo dal GSE, la realizzazione dei lavori, e infine, con il monitoraggio dei risultati generati per gli anni previsto dal contratto EPC.
Si tratta di uno contratto che lega il compenso di RiESCo ai risultati garantiti.
Se il contributo del Conto Termico risulta inferiore a quanto promesso, ci pensa RiESCo. Allo stesso modo, se i risparmi risultano al di sotto del promesso, la differenza la paga RiESCo.
Dunque, è interesse di RiESCo, in primis, ottenere i massimi risultati.
La domanda, quindi, è: vuoi affrontare da solo una procedura complessa che può determinare il successo o il fallimento economico del tuo intervento oppure vuoi un partner che si assume la responsabilità tecnica, amministrativa ed economica insieme a te?
La proposta di RiESCo si rivolge alle imprese, agli Enti del Terzo Settore e alle Pubbliche Amministrazioni (concentrandoci su questi, al momento escludiamo piccoli interventi e progetti in ambito domestico).
Se vuoi trasformare l’efficienza energetica in un vantaggio reale e sicuro per la tua organizzazione, noi ci siamo.
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