Conto Termico 3.0: il portale è attivo
3 Febbraio 2026 | Incentivi
Aperte le richieste per il nuovo Conto Termico 3.0: contributi fino al 65% (e 100% per la PA).
Dopo una fase prolungata di attesa, accompagnata da numerose incertezze e richieste di chiarimento, il Conto Termico 3.0 entra finalmente nella sua fase pienamente operativa grazie all’apertura del portale ufficiale dedicato alla presentazione delle pratiche.
Da questo momento, infatti, le domande possono essere caricate direttamente online, dando così avvio ai tempi di valutazione da parte del GSE, l’ente responsabile della gestione degli incentivi.
Si tratta di un passaggio fondamentale che rende lo strumento concretamente accessibile, ma che richiede anche particolare attenzione da parte di chi intende beneficiarne.
Per ottenere l’incentivo, infatti, è necessario muoversi con precisione e con un’adeguata preparazione, così da evitare rallentamenti o blocchi della procedura dovuti a documentazione incompleta, errata o non conforme ai requisiti richiesti.
Nonostante l’avvio operativo, sono ancora molti coloro che nutrono dubbi sulla reale funzionalità del Conto Termico 3.0 e soprattutto su quali interventi possano essere effettivamente finanziati, quali soggetti possano accedere al contributo e quali siano le modalità corrette per presentare la domanda.
Se vuoi approfondire meglio il Conto Termico 3.0, comprendere come funziona il meccanismo degli incentivi e scoprire quali interventi rientrano tra quelli ammessi, puoi continuare nella lettura di questo nostro approfondimento.
Indice
- 1 Conto Termico 3.0, l’evoluzione del 2.0 ancora più vantaggiosa
- 2 Quali interventi sono incentivabili con il Conto Termico 3.0?
- 3 Fondi disponibili e contributi fino al 100%
- 4 Portale aperto: cosa significa davvero?
- 5 La pratica può essere un problema (e spesso lo è)
- 6 Parti da qui: ti seguiamo noi passo dopo passo
Conto Termico 3.0, l’evoluzione del 2.0 ancora più vantaggiosa
Il Conto Termico 3.0 rappresenta un aggiornamento importante rispetto alla versione precedente in vigore dal 2016.
Il nuovo schema è stato pensato per essere più flessibile e più adatto agli obiettivi della transizione energetica.
Infatti, rispetto al suo predecessore, essenzialmente pensato per Pubbliche Amministrazioni e privati, il Conto Termico 3.0 apre l’accesso anche a nuove categorie, che sono:
- Enti del Terzo Settore;
- Comunità Energetiche Rinnovabili (CER);
- edifici non residenziali del terziario privato (hotel, uffici, commercio).
Questa possibilità rende lo strumento molto più attuale e inclusivo.
Quando si parla di incentivo “più inclusivo”, non si intende solo l’ampliamento dei beneficiari, infatti, uno degli aspetti centrali del nuovo Conto Termico 3.0 è la volontà di rendere lo strumento più semplice e immediato.
Il Conto Termico 2.0, pur essendo molto efficace, è stato spesso percepito come un incentivo estremamente tecnico, complesso da utilizzare persino per i tecnici del settore.
Il nuovo decreto si pone l’obiettivo di migliorare l’accessibilità e ridurre gli ostacoli operativi a partire dalla semplificazione nella compilazione delle pratiche. Un obiettivo ambizioso difficilmente raggiungibile nell’immediato.
Quali interventi sono incentivabili con il Conto Termico 3.0?
Con il nuovo decreto si amplia la lista degli interventi finanziabili, favorendo un approccio integrato alla riqualificazione energetica.
Tra gli interventi incentivabili rientrano:
- isolamento termico (cappotti, serramenti, coibentazioni);
- pompe di calore elettriche in sostituzione di vecchi impianti;
- impianti fotovoltaici;
- sistemi di accumulo;
- colonnine di ricarica per veicoli elettrici.
Attenzione: fotovoltaico, accumulo e colonnine possono essere incentivati solo se abbinati a un intervento trainante.
Per intervento trainante si intende un’azione di riqualificazione energetica “centrale”, che rappresenta il vero cuore dell’investimento e che traina, appunto, altri interventi complementari.
Fanno parte di questa categoria la sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale, che può avvenire attraverso l’installazione di pompe di calore elettriche, sistemi ibridi o, dove previsto, caldaie a biomassa e altre soluzioni ad alta efficienza in sostituzione di impianti esistenti. Si tratta dell’intervento trainante per eccellenza, perché consente di ridurre in modo significativo i consumi energetici e le emissioni.
Un’altra categoria importante riguarda gli interventi di efficientamento dell’involucro edilizio. In questo caso si parla, ad esempio, di cappotto termico, isolamento di pareti e coperture oppure sostituzione dei serramenti, se rientrano nei requisiti previsti. Sono interventi strutturali che permettono di abbassare direttamente il fabbisogno energetico dell’edificio.
Infine, soprattutto per la Pubblica Amministrazione, il decreto prevede anche interventi di riqualificazione energetica integrata, spesso più complessi e articolati. In questi casi si può intervenire con la riqualificazione completa di edifici scolastici o sanitari, con la combinazione di più misure di efficientamento oppure con un adeguamento impiantistico complessivo.
Fondi disponibili e contributi fino al 100%
Per quanto concerne la dotazione economica complessiva del Conto Termico 3.0 è confermata 900 milioni di euro all’anno, così suddivisi:
- 400 milioni destinati alla Pubblica Amministrazione;
- 500 milioni per privati, imprese ed Enti del Terzo Settore.
In generale, l’incentivo può coprire fino al 65% dell’investimento.
In alcuni casi, soprattutto per edifici pubblici (scuole, ospedali, strutture sanitarie) situati in comuni sotto i 15.000 abitanti, la copertura può arrivare fino al 100% delle spese.
Portale aperto: cosa significa davvero?
L’apertura del portale segna l’inizio della fase più importante del Conto Termico 3.0.
Diventa possibile:
- accedere al portale GSE;
- inserire i dati dell’intervento;
- caricare fatture e documenti tecnici;
- inviare ufficialmente la richiesta di incentivo.
Chi si muove per tempo può evitare rallentamenti e posizionarsi subito nella fase iniziale di presentazione delle domande.
La pratica può essere un problema (e spesso lo è)
Ed è proprio qui che spesso iniziano le difficoltà.
Come abbiamo visto, Il Conto Termico è un’opportunità enorme ma, nonostante le modifiche previste dal nuovo decreto, la procedura è davvero complessa.
Occorre rispettare precisi requisiti tecnici e produrre una documentazione davvero copiosa (documentazione anagrafica del soggetto richiedente completa, titolo di disponibilità dell’immobile, documenti tecnici dell’intervento completi di relazione tecnica descrittiva dell’intervento, schede tecniche dei componenti installati, certificazioni di conformità e prestazione, asseverazioni tecniche, attestazioni di rispetto dei requisiti minimi, certificazioni e tutte le fatture e documenti di spesa con relative prove di pagamenti effettuati).
La stessa fase di presentazione della domanda sul portale è piuttosto delicata, basta un piccolo errore nel caricamento per rischiare di ottenere un incentivo in forma ridotta oppure ritardi nell’erogazione e persino il rigetto della domanda con conseguente perdita del contributo.
Parti da qui: ti seguiamo noi passo dopo passo
È comprensibile che, arrivati a questo punto, molti possano sentirsi scoraggiati.
Complicazioni operative che spesso emergono solo durante la presentazione della pratica. Ed è proprio questo che molti avrebbero voluto sapere prima.
Noi di RiESCo possiamo dirlo con cognizione di causa, perché questa esperienza l’abbiamo maturata sul campo. Abbiamo gestito e presentato oltre 100 pratiche per privati, aziende e Pubbliche Amministrazioni, seguendo interventi per un valore complessivo di diversi milioni di euro.
Oggi mettiamo questa competenza al servizio dei nostri partner, assumendoci direttamente la responsabilità tecnica e amministrativa dell’operazione.
Il nostro obiettivo è semplice: permetterti di accedere al Conto Termico senza errori, senza perdite di tempo e senza rischi.
Se vuoi cogliere questa opportunità senza rischi e senza perdere tempo, noi ci siamo.