Boom di richieste: cosa sta succedendo al Conto Termico 3.0 e perché è un allarme reale per imprese, PA e privati
4 Marzo 2026 | Incentivi
Troppe domande, risorse limitate, fiducia sotto pressione. Cosa sta succedendo davvero, secondo noi, al Conto Termico.
Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) sospende temporaneamente l’invio di nuove richieste per il Conto Termico 3.0.
Questo è quello che gli operatori del settore, tra cui noi, si sono trovati davanti aprendo la pagina comunicati del GSE SpA.
Questa notizia ci ha sorpreso? No. Più volte, qui sul blog e sui nostri canali, abbiamo espresso dubbi sull’equilibrio tra l’enorme interesse attorno al Conto Termico 3.0 e la reale disponibilità delle risorse. Il disallineamento era evidente.
Le tempistiche, però, sì: quelle sorprendono anche noi.
Il Conto Termico si ferma a pochi giorni dall’apertura.
In pochissimo tempo sono arrivate richieste per circa 1,3 miliardi di euro, oltre i limiti annuali previsti dal decreto del 7 agosto 2025.
Quando la domanda supera le risorse, il sistema si ferma. È inevitabile.
Il GSE parla di sospensione “in via prudenziale” per completare istruttorie e verifiche. Tradotto: prima di impegnare altri fondi pubblici, bisogna capire se quelli già richiesti rientrano nei tetti di spesa.
E dopo?
Perché quando un incentivo si blocca così (nei primi giorni, con il portale appena aperto) oltre a verificarsi -chiaramente- un danno operativo si rompe la fiducia.
Fortuna che il Conto Termico 3.0 aveva la grande ambizione di snellire, semplificare e rendere più accessibile l’incentivo dopo anni di meccanismi complessi, istruttorie lunghe, procedure percepite come tecniche e poco intuitive.
Di fatto un incentivo può anche essere potente ma se percepito come instabile, diventa un’opportunità incerta. E l’incertezza, quando si parla di investimenti, è il primo freno.
In questo articolo vediamo cosa sta succedendo davvero, perché conta più di quanto sembri e cosa fare adesso.
Indice
La notizia: sospensione temporanea delle nuove richieste
Veniamo alla notizia. Il GSE ha pubblicato un comunicato ufficiale il 3 marzo 2026 in cui si legge che a seguito dell’elevato numero di richieste pervenute nei primi giorni di apertura del Conto Termico 3.0, la presentazione di nuove richieste di incentivo viene sospesa temporaneamente.
Le richieste ricevute ammontano complessivamente a circa 1,3 miliardi di euro, oltre la dotazione annuale prevista dal decreto attuativo.
La sospensione è adottata in via prudenziale per consentire al GSE di completare le attività di istruttoria e verifica, mantenendo il rispetto dei limiti di spesa annuali e garantendo la sostenibilità finanziaria.
Il portale sarà riattivato non appena concluse le verifiche operative, con aggiornamenti disponibili sul sito istituzionale del GSE. (GSE)
Il contesto: perché il Conto Termico 3.0 è importante
Il Conto Termico 3.0 è uno degli strumenti strutturali più rilevanti che abbiamo per spingere l’efficienza energetica e le rinnovabili nel nostro Paese, in un momento in cui il patrimonio edilizio italiano è tra i meno efficienti d’Europa.
Infatti, in Italia la gran parte degli edifici -privati, aziendali e pubblici- è stata costruita prima delle normative moderne sull’efficienza energetica.
Secondo i dati ufficiali, oltre il 70% del parco immobiliare residenziale rientra nelle classi energetiche più basse (E, F, G), con consumi elevati, sprechi termici e costi energetici insostenibili.
Questo vale per le abitazioni private, ma soprattutto per gli edifici produttivi e le Pubbliche Amministrazioni: scuole, uffici, ospedali e municipi spesso consumano più energia di quella necessaria.
Gli impianti termici sono obsoleti o mal dimensionati. Gli involucri edilizi sono scarsamente isolati.
Il risultato è che paghiamo troppo per scaldare e raffreddare, senza avere- comunque- un adeguato comfort termico, inquiniamo di più e sprechiamo risorse economiche e ambientali.
Ecco perché la transizione verso l’efficienza è prioritaria e il Conto Termico 3.0 nasce proprio per affrontare questa sfida.
Il problema delle risorse finite
Come anticipato nelle prime dell’articolo, il boom di richieste di Conto Termico 3.0 non è un fulmine a ciel sereno.
Era prevedibile per la maggior parte degli addetti del settore.
La parola che girava più spesso? “Click day”.
Quando un incentivo è percepito come vantaggioso e le risorse sono limitate, il mercato reagisce sempre allo stesso modo: corre.
E il Conto Termico 3.0 aveva tutte le caratteristiche per generare una corsa.
Perché quando parli di contributi diretti fino al 65% – e in alcuni casi fino al 100% per le Pubbliche Amministrazioni – tutti quegli interventi “in forse” si trasformano in decisioni immediate.
D’altronde un meccanismo di incentivo ben strutturato deve fare esattamente questo: accendere aspettative alte. Creare urgenza. Sbloccare investimenti latenti.
Ma quando la richiesta supera la disponibilità delle risorse, il sistema entra in tensione.
E inizia una dinamica che conosciamo bene.
Prima fase: corsa al portale.
Il rischio “click day” diventa reale. Vince chi carica prima.
E infatti già nei primi giorni il portale ha iniziato a manifestare errori di sistema con informazioni sbagliate, funzioni bloccate, rendono impossibile inoltrare le pratiche.
Seconda fase: congestione.
Liste d’attesa, pratiche sospese, domande in verifica.
Terza fase: tempi che si allungano.
Le istruttorie si accumulano. Le risposte rallentano. Le pianificazioni saltano.
A quel punto la sospensione “prudenziale” diventa la scelta tecnica obbligata.
È la valvola di sicurezza del sistema.
Ma è anche un segnale.
Un segnale che le risorse allocate sono disallineate rispetto alla domanda reale.
Un segnale che il mercato è più avanti della macchina amministrativa.
Un segnale di stress.
E quando uno strumento strutturale va sotto stress dopo pochi giorni dall’apertura, non stiamo parlando solo di un portale chiuso.
Stiamo parlando di un equilibrio che va ripensato.
Le implicazioni per chi aveva programmato interventi
Nel mentre, potendo fare affidamento sul Conto Termico 3.0, privati, imprese, Pubbliche Amministrazioni, Enti del Terzo Settore e così via, avevano già fatto i conti.
Con alla mano preventivi e contratti stavano per partire con il proprio intervento di efficienza energetica. Parliamo di investimenti pianificati contando su un incentivo attivabile subito.
Adesso, con la sospensione comunicata dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE), quelle domande oggi sono impresentabili.
Quanti di questi progetti possono essere sostenuti senza la copertura economica che avrebbe il Conto Termico? Quanti rimanderanno (ancora)?
Cash flow, rientro dell’investimento, ROI: tutto cambia se l’incentivo slitta.
E poi ci sono i professionisti.
Tecnici che avevano studiato la normativa. Preparato relazioni. Caricato documentazione.
Pratiche pronte, complete, allineate. Erano pronti a caricare le pratiche dopo l’avvio difficoltoso del portale e ora che -finalmente- era attivo e funzionante, devono nuovamente aspettare.
Ma questa volta chissà per quanto.
E l’incertezza, in un mercato che vive di programmazione, diventa pericolosa.
Cosa fare ora
Lo stop del Conto Termico 3.0, chiaramente, ci riguarda in maniera diretta.
Crediamo che il mercato premi chi si prepara. Per cui anche se il portale è sospeso, il nostro lavoro continua.
Ci faremo trovare pronti, continuando a preparare la documentazione necessaria.
Efficienteremo questo tempo a disposizione per portare avanti nuovi progetti, rafforzando la parte progettuale, verificando rendimenti, simulare ancora più scenari.
Arrivando così alla riapertura con progetti inattaccabili.
Perché se il sistema tornerà sotto pressione, passeranno prima le pratiche solide.
E se la sospensione dovesse durare più del previsto, bisogna essere pragmatici e valutare altre forme d’incentivazione e modi per reperire le risorse finanziarie perché una cosa è certa: l’efficienza energetica, se ben progettata, garantisce sempre ritorni economici nella metà della vita utile dell’impianto.
Anche tu vuoi farti trovare pronto? Noi ci siamo.