Ottenere i Certificati Bianchi è sempre più complesso ma conviene anche per i piccoli Comuni

12 Febbraio 2020 | Certificati Bianchi

La complessità della procedura per i Certificati Bianchi o Titoli di Efficienza Energetica-TEE, scoraggia i più ad accedere al meccanismo d’incentivazione, in particolare le amministrazioni dei piccoli Comuni ma è un vero spreco di occasioni e risorse. In questo articolo ti spiegherò infatti perché nonostante queste criticità resta incredibilmente vantaggioso richiedere i Certificati Bianchi.

Hai in programma per il tuo Comune l’efficientamento dell’illuminazione pubblica con la tecnologia LED? Probabilmente avrai già sentito parlare dell’incentivo dei Certificati Bianchi (o Titoli di Efficienza Energetica – TEE) a sostegno di questo intervento.

Se hai già avuto modo di informarti, se pur a grandi linee, avrai compreso che si tratta di un incentivo atipico, non il “classico” fondo stanziato per un determinato periodo dalla Regione, dallo Stato o dall’Unione Europea. È qualcosa di molto più complesso, per questo ti sarai persino chiesto “ma conviene avviare tutta questa procedura per il mio intervento che riguarda solo pochi punti luce?”.

Magari occorre preparare una copiosa documentazione, affidare l’incarico a dei professionisti, quindi anticipare dei costi e per cosa? Pochi soldi e neanche certi?

Lo capisco bene perché noi in quanto ESCo con questa procedura abbiamo a che fare tutti i giorni ed è complesso persino per noi.

Perché ce ne occupiamo allora? Perché i Certificati Bianchi sono sempre estremamente vantaggiosi, anche per i piccoli Comuni come il tuo.

Come faccio a saperlo? Te lo racconto in questo articolo e per farlo ti porterò ad esempio l’efficientamento dell’illuminazione pubblica di Civitella Paganico, un piccolo Comune di 3.000 abitanti circa, in Toscana.

Mettiti comodo e buona lettura!

Certificati Bianchi, cosa sono e perché convengono

I Certificati Bianchi, noti anche come Titoli di Efficienza Energetica (TEE) sono tra i protagonisti di spicco nel panorama delle forme d’incentivazione per l’efficienza energetica, a punto di essere stati presi come modello anche da altri paesi europei.

La finalità è quella di stimolare la produzione di progetti di efficienza (come previsto dal Protocollo di Kyoto e dal Piano 20-20-20) ma a differenza dalle altre forme d’incentivazione è strutturato con uno schema atipico che si alimenta attraverso le azioni dei soggetti coinvolti. Mi spiego meglio…

L’intuizione su cui si basa il meccanismo dei Certificati Bianchi è stata quella di indicare ai grandi distributori di energia elettrica e gas naturale, l’obbligo di realizzare per primi, progetti di efficienza energetica, così da poter computare in base a quanta energia è stata distribuita, la percentuale di interventi realizzati.

Per aver adempiuto all’obbligo, lo Stato riconosce a questi soggetti definiti obbligati, un contributo economico. In questo modo:

Ad ogni Tonnellata Equivalente Petrolio (TEP) risparmiata grazie al progetto di efficientamento energetico, viene corrisposto un Certificato Bianco, TEE.

1 TEP equivale al risparmio di 5347 kWh nel caso di energia elettrica, a 11628 kWh per l’energia termica e 1200m3 di gas naturale.

1 TEE = 260 euro (come da Modifica al decreto interministeriale 11 gennaio 2018) e 2.400 chili di CO2 evitati.

I grandi distributori di energia possono adempiere all’obbligo senza realizzare concretamente dei progetti di efficienza energetica, bensì acquistando i Certificati bianchi da quei soggetti, definiti volontari, che hanno realizzato interventi di efficientamento.

La compravendita di questi avviene all’interno del Gestore Mercati Energetici (GME) per questo vengono chiamati anche Titoli di Efficienza Energetica, perché negoziabili come dei veri e propri titoli economici.

A differenza dei vari stanziamenti a fondo perduto, il meccanismo dei Certificati Bianchi certifica appunto, il risparmio conseguito attraverso l’efficientamento e premia con un contributo economico in relazione ai risultati di efficienza energetica generati con l’intervento e non in relazione alla spesa sostenuta: maggiore sarà il risparmio energetico generato dall’intervento, maggiore sarà il numero dei Certificati Bianchi riconosciuto.

Ora che abbiamo fatto il punto sui principali aspetti da conoscere in merito ai Certificati Bianchi, andiamo a vedere in che modo possono fare la differenza per l’intervento di efficientamento energetico dell’illuminazione pubblica.

Certificati Bianchi, i risultati del Comune di Paganico

Civitella Paganico è un piccolo Comune di 3000 abitanti circa, a pochi Km da Grosseto (dove RiESCo ha sede).

Dal progetto andato in appalto abbiamo rilevato 754 punti luce con attuali potenze elettriche per 141,00 kW e previsto per il post-intervento 44,00 kW, quindi 97,00 kW di efficienza.

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Ecco tutti i dati:

**I calcoli fanno riferimento al costo unitario di 0,23 €/kWh IVA compresa, prezzo medio nel 2019

In termini economici?

Considerato il costo di 0,23 €/kWh (IVA compresa, che è un costo per la pubblica amministrazione) abbiamo € 136.000,00 spesa ante – € 42.000,00 spesa post = Risparmio 94.000,00€ subito dal 1° anno.

Numeri notevoli di risparmio e poiché i Certificati Bianchi come detto, premiano i risultati e non l’ammontare dell’investimento, l’equivalente in TEE è altrettanto considerevole: 70 TEE annui.

*È a causa di coefficienti di calcolo, che i TEE richiesti al GSE SpA sono risultati inferiori ai TEP effettivamente risparmiati, 70 invece di 76.

Considerato il valore unitario c.a 260,00 €/TEE il ricavo annuo è stimato per 18.200,00 € per 5 anni, totale 91.000,00 €.

Il tempo di rientro dell’investimento è: payback 3,5 anni su una vita utile dell’impianto superiore ai 15-20 anni.

Come avrai capito anche per un piccolo Comune, i Certificati Bianchi per l’illuminazione garantiscono notevoli guadagni.

Adesso ti chiederai: quale spesa ha dovuto sostenere il Comune di Civitella Paganico per richiedere i Certificati Bianchi?

RiESCo in quanto ESCo (leggi l’articolo ESCo: cosa sono e perché sceglierle) fornisce la propria attività professionale a zero rischi e zero oneri per il Comune di Civitella Paganico perché trae il proprio guadagno da parte dell’incentivo ottenuto.

In caso di mancata approvazione della pratica da parte del GSE SpA tutti gli oneri e i costi, comprese le spese vive, restano in carico unicamente a RiESCo.

Ricapitolando: il Comune di Civitella Paganico investendo circa 300.000,00 € per il relamping LED, risparmia già dal primo anno 94.000,00 €/an e ottiene 18.200,00 € per 5 anni di Certificati Bianchi, senza rischi e senza dover anticipare nessun costo per la pratica.

Sapendo questo, quale amministrazione efficienterebbe l’illuminazione pubblica senza affidarsi ad una ESCo per richiedere i Certificati Bianchi?

Quanti altri interventi potrebbe programmare l’amministrazione sapendo che oltre ad avere blindato il risparmio di danari pubblici negli anni, potrà godere inoltre di un importante entrata fissa per 5 anni derivata dai Certificati Bianchi?

Certificati Bianchi, come ottenerli

A questo punto dovrebbero esserti più chiari i Certificati Bianchi per l’illuminazione pubblica e la loro effettiva convenienza anche per i piccoli Comuni, per cui a questo punto facciamo un po’ di chiarezza sulla procedura.

Per prima cosa occorre affidarsi ad una ESCo certificata UNI CEI 11352:2014 (la quale attesta che la società in questione, possiede tutti i requisiti e le capacità per poter offrire ai propri clienti i servizi di efficienza energetica, in maniera chiara e trasparente).

Questa si occuperà di:

1° Caricare il Progetto di Efficienza Energetica (PC), completo di verifiche illuminotecniche, sul portale del GSE SpA prima dell’inizio dei lavori. Il progetto di cui sopra, esplicita i risparmi conseguibili tra lo stato ex post ed ex-ante (rilevati almeno per 12 mesi con specifici contatori;

2° Dopo 12 mesi di risparmio, vanno misurati e verificati i risparmi effettivi, presentare al GSE SpA la Richiesta di Certificazione (RC) dei Risparmi effettivi con assegnazione dei TEE;

3° Acquisizione e vendita dei TEE sul mercato e incasso;

4° ripetere per altri 4 anni la procedura, completando i 5 anni di riconoscimento dei Certificati Bianchi.

Efficientare l’illuminazione pubblica significa molto per il risparmio di danari pubblici, per il confort della cittadinanza e per l’impatto che l’impianti non ancora efficientati hanno sull’ambiente ed è proprio per questo che il GSE certifica e ripaga i risultati raggiunti.

Perché rinunciare alla certificazione e al contributo economico quando il Comune non rischia e non spende niente?

Se anche tu non trovi un motivo valido per rinunciarci e anzi vuoi approfondire per il tuo caso specifico, contattaci!